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Incastri di luna a Londra. Sophia Vari in mostra da Waddington Custot

sophia-vari-trouble-essentiel-2005-marble-46-x-66-x-44-cm
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La duttilità del marmo si contorce nell’autunno di Londra costellando la galleria Waddington Custot. La storica realtà spalanca le sue porte di Mayfair a Sophia Vari, celebre scultrice greca deceduta lo scorso maggio. Dal 17 novembre 2023 al 27 gennaio 2024 marmi, bronzi e argenti costellano gli spazi londinesi, corredata a olii, collage e acquerelli su tela: una panoramica del lavoro di Vari degli ultimi 20 anni. Il tema principe su cui verte la mostra è il potere e la forza delle donne; l’artista credeva in un’energia femminile divina e le sue graziose sculture esprimono una forza tranquilla. L’obiettivo costante e ossessivo di Vari era quello di trovare un’espressione di equilibrio attraverso le sue sculture, che utilizzano abilmente lo spazio e la forma per raggiungere l’armonia nella loro composizione. Sebbene le opere siano del tutto astratte, una volta completate emergono titoli evocativi per l’artista: “Maternity”, 2007, e “Birth”, 2008 sono due esempi. La scultura in marmo “Pleine Lune”, 2022, una delle ultime opere dell’artista, si rivela contenere un cerchio completo mentre lo spettatore gira attorno ad esso. Storicamente, la luna è stata considerata spiritualmente potente: è collegata alla fertilità e alla femminilità, e alle fasi naturali della vita, crescita, decadimento e rinascita, a causa dei suoi cicli di 28 giorni di crescente e calante. La Vari riprese nuovamente questo motivo in bronzo scuro, il che suggerisce l’importanza che gli attribuiva. Le sculture di Vari rivelano un interesse per le relazioni: tra forma e superficie, forma solida e vuoti. Ogni scultura è composta da forme ad incastro e interconnesse, che insieme suggeriscono un movimento fluido e ondulatorio, enfatizzato dalla superficie liscia dei materiali e dai sottili contrasti di luce e ombra. In questa mostra sono incluse le sculture monocromatiche di Vari in marmo bianco – l’artista utilizza la pietra luminosa e scintillante di Thassos – e altre in bronzo patinato nero, il cui contrasto conferisce un dramma discreto allo spazio della galleria. Numerose sculture in argento accentuano l’interesse di Vari per il movimento e la luce, grazie alla loro finitura altamente riflettente, mentre le sue sculture policromatiche combinano abilmente il bianco e il nero per accentuare le forme all’interno della scultura.

Mostrando una combinazione di opere realizzate con media diversi, la mostra porta alla luce il linguaggio visivo coerente sviluppato da Vari nel corso della sua carriera, di portata internazionale, attingendo dalla sua eredità greca e dalle tradizioni delle Cicladi, dall’antico Egitto, Messico, e dalle culture delle città in cui ha tenuto studi in tutto il mondo. Dal suo studio a Parigi, in Francia, Vari assorbì l’influenza duratura degli artisti cubisti; a Medellín, in Colombia, apprese le tradizioni olmeche e maya del Sud America. Dallo studio di Vari a Pietrasanta, in Italia, famoso per la sua storica produzione di marmo ma anche per importanti fonderie di bronzo, si è unita a una lunga storia di artisti che vivono e lavorano nella regione, approfondendo la sua comprensione dei media. Nello sviluppare i suoi acquerelli e i suoi dipinti, Vari rispondeva alla qualità specifica della luce nella città o nel paese da cui lavorava; in contrasto con le sue sculture monocromatiche, queste opere utilizzano un’ampia gamma di colori. Quelli realizzati in Colombia e Messico comprendono tipicamente rosa inebrianti, rossi profondi e arancioni, mentre le tele completate in Grecia utilizzano bianchi e blu intensi, una reazione alla dura luminosità del sole. I loro titoli evocano atmosfere specifiche: “Rosée tardive”, 2008, prende il titolo dalla rugiada che appare la sera; “Signe du couchant”, 2007, fa riferimento a un tramonto. 

Le opere scultoree variano in dimensioni da quelle da tavolo a quelle monumentali: Vari si è sforzata di raggiungere un senso di monumentalità anche nelle sue sculture più piccole. Già a metà degli anni ’70, un periodo in cui le scultrici incontravano una notevole resistenza in un mondo dell’arte dominato dagli uomini, Vari perseguiva una pratica su una scala sempre più ambiziosa. Nei decenni successivi, avrebbe continuato a fare arte alle sue condizioni, ottenendo infine il riconoscimento per il suo lavoro. Le sue opere sono state installate in luoghi importanti di città come Pechino, Parigi, Atene, Tenerife, Monte Carlo, Madrid e New York City. 12 opere monumentali di Vari sono esposte al pubblico a Park Avenue, New York nel 2023.  A chiudere la mostra è il marmo da tavolo “Joie de vivre”, 2022, una delle ultime sculture in marmo di Vari, che condensa il suo atteggiamento nei confronti della vita e la sua rigorosa aderenza in tutto il suo lavoro ai principi di composizione, armonia e bellezza. 

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