
Casa, studio e ora Museo. A Pavarolo, in Piemonte, è visitabile gratuitamente (da aprile a novembre) Studio-Museo Casorati.
All’ombra della basilica di Superga, sulle colline fra Torino e Chieri, si trova il piccolo borgo di Pavarolo. Noto per le sue osterie e il tipico fritto alla piemontese, fu proprio dopo un pranzo in uno di quei ristoranti che Felice Casorati, tra gli artisti italiani più importanti del Novecento, decise insieme alla moglie Daphne Maugham, anche lei pittrice, di prendere casa nel paese.
Nel 1930 acquistarono una cascina bianca con giardino al centro del paese, come luogo in cui appartarsi d’estate. Tutto attorno le colline coltivate, paesaggi ampiamente descritti in numerosi quadri del pittore. In quel borgo, che fu rifugio per tutta la famiglia durante gli anni della guerra, il suo lavoro – come racconta lo stesso Casorati – diventò più sereno, più sicuro e più calmo.
La casa, pur grande, non consentiva a Casorati di avere uno spazio ampio e luminoso per dipingere. Si fece così costruire un piccolo edificio attiguo, interamente a vetrate, con vista sui boschi e le colline. Quel luogo, un po’ separato e segreto, diventerà dopo la sua morte (1963) lo studio di Daphne, e successivamente l’abitazione estiva del figlio Francesco. Col passare del tempo nacque poi il desiderio che lo studio del padre e della madre diventasse uno spazio aperto al pubblico, da destinare alla realizzazione di progetti culturali di qualità.
Dall’autunno 2016, per volontà della famiglia e dell‘Archivio Casorati, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Pavarolo, è stato aperto al pubblico lo studio che Felice Casorati utilizzava accanto alla sua abitazione. Molti tra i suoi più quadri più celebri furono realizzati in quel luogo, che oggi è lo Studio-Museo Casorati di Pavarolo. Visitabile gratuitamente (da aprile a novembre), offre mostre dedicate alle opere e alla vita di Felice Casorati e a giovani artisti, chiamati a dialogare con l’arte di Casorati. Il Comune di Pavarolo ha valorizzato il territorio realizzando il Giardino degli Artisti, un’area a elevato valore paesaggistico e botanico, che mette in risalto le varietà di alberi, erbe, fiori tipici della collina torinese. Arte e natura si fondono nei dipinti di Casorati e si ricreano in questo percorso naturalistico.
Ogni anno, durante l’Art Week di Torino, viene proposta una mostra con artisti internazionali. Questo dialogo tra Novecento e autori contemporanei si amplifica attraverso opere che indagano gli universi visionari del quotidiano con accenti personali e radici nella storia dell’arte. In questa ultima edizione sono state presentate le opere di Luisa Rabbia, Huma Bhabha, Ross Bleckner, Gianni Caravaggio, Mario Diacono, Jason Dodge, Scott Grodesky, Jannis Kounellis, Piero Manzoni, Claudio Parmiggiani e Beatrice Pediconi, in collaborazione con la Collezione Maramotti, Collezione Lavazza, Galleria Giorgio Persano.






