20 Settembre 2026 14:43

Giorgio Gandini del Grano, un pittore riscoperto in mostra a Parma

Giorgio Gandini del Grano, La città di Parma presentata alla Vergine, inizi XVI secolo - 1538, olio su tavola preparata con tela, 56 x 43 cm, Galleria Nazionale, Complesso monumentale della Pilotta
Giorgio Gandini del Grano, La città di Parma presentata alla Vergine, inizi XVI secolo – 1538, olio su tavola preparata con tela, 56 x 43 cm, Galleria Nazionale, Complesso monumentale della Pilotta

Dal 7 dicembre 2024 al 29 gennaio 2025, iComplesso monumentale della Pilotta di Parma presenta una mini mostra dossier dedicata a Giorgio Gandini del Grano (Parma, 1500? – maggio 1538), protagonista nel XVI secolo della cosiddetta “Scuola di Parma”, ovvero quel gruppo di pittori considerati seguaci di Correggio e di Parmigianino.

Può una mostra con sole quattro opere di un artista essere la più completa mai realizzata? Si se l’artista in questione è Giorgio Gandini del Grano e di lui non ci sono arrivate che otto lavori. Protagonista nel XVI secolo della cosiddetta “Scuola di Parma”, ovvero quel gruppo di pittori considerati seguaci di Correggio e di Parmigianino, Gandini del Grano è stato a lungo tralasciato dalla storiografia artistica, che gli appunto preferito gli illustri maestri.

Tanto che anche La città di Parma presentata alla Vergine (1530-35) – tavola lignea recentemente acquistata dal Complesso monumentale della Pilotta e attorno a cui ruota l’intero progetto espositivo – era una volta attribuita a Correggio, per via delle evidenti similitudini stilistiche e del probabile rapporto professionale intercorso tra i due. Attorno a quest’opera, in mostra, altri tre suoi dipinti esposti nell’ala del Manierismo della Galleria Nazionale, che completano così una rassegna che raccoglie metà della sua produzione conosciuta.

Giorgio Gandini del Grano, Madonna che allatta il Bambino, san Giovannino e le sante Maria Maddalena ed Elisabetta, 1530 ca, olio su tela, cm 81 x 68, Galleria Nazionale, Complesso monumentale della Pilotta Provenienza: Parma, collezione Dalla Rosa Prati, 1851
Giorgio Gandini del Grano, Madonna che allatta il Bambino, san Giovannino e le sante Maria Maddalena ed Elisabetta, 1530 ca, olio su tela, cm 81 x 68, Galleria Nazionale, Complesso monumentale della Pilotta Provenienza: Parma, collezione Dalla Rosa Prati, 1851

Entrando nel merito dell’opera guida, La città di Parma presentata alla Vergine, essa si compone di sedici figure, una diversa dall’altra per postura, movimento e gestualità, come del resto è nel pieno stile di Gandini del Grano, che della dinamicità e delle scene affollate ha fatto la propria cifra distintiva. La posizione apparentemente casuale dei personaggi, in realtà un’asimmetria compositiva volutamente ricercata, accentua infatti la ricchezza caotica della sua pittura.

Mettendo ordine e analizzando i personaggi, Parma è rappresentata dalla figura femminile inginocchiata, con ai piedi lo scudo e le armi, mentre viene presentata alla Vergine con il Bambino dai due protettori della città: Sant’Ilario, il vescovo con il pastorale, e San Tommaso, di spalle e inginocchiato.

In basso a destra, sempre inginocchiato, il beato Bernardino da Feltre, riconoscibile per lo stemma del Monte di Pietà; più in alto, da sinistra, san Rocco, (con la conchiglia del pellegrino), santa Elisabetta con san Giovanni Battista bambino, la testa velata di bianco che rappresenta l’Università di Parma, santa Caterina d’Alessandria e, ancora più in alto, san Sebastiano con le frecce in mano.

Insieme al lavoro, che rappresenta forse l’apice della produzione del pittore, in mostra i tre dipinti già presenti nella collezione della Galleria Nazionale. Si tratta in primo luogo della pala con la Sacra Famiglia con i Santi Michele Arcangelo, Bernardo da Chiaravalle e Angeli, proveniente dalla chiesa parmigiana di San Michele all’Arco, che rappresenta la scena tutta in primo piano, secondo una complessa articolazione spaziale dei personaggi stretti in un serrato dialogo di gesti e sguardi. Il modellato morbido e la dolce intimità espressa nel gruppo centrale attorno alla Sacra Famiglia evidenziano i debiti di Gandini verso il Correggio, ma allo stesso tempo lasciano trasparire il suo interesse per una pittura più vicina a esperienze nordiche, soprattutto nel paesaggio, e rimandi alla pittura di Parmigianino nelle pose eleganti e sinuose di san Michele e dell’angelo in primo piano.

Giorgio Gandini del Grano, Madonna col Bambino e san Giovannino e le sante Maria Maddalena ed Elisabetta, 1527 ca, olio su tela, cm 83 x 71, Galleria Nazionale, Complesso monumentale della Pilotta Provenienza: Parma, collezione Dalla Rosa Prati, 1851
Giorgio Gandini del Grano, Madonna col Bambino e san Giovannino e le sante Maria Maddalena ed Elisabetta, 1527 ca, olio su tela, cm 83 x 71, Galleria Nazionale, Complesso monumentale della Pilotta Provenienza: Parma, collezione Dalla Rosa Prati, 1851

Segue la tela con la Madonna col Bambino, san Giovannino e le Sante Maria Maddalena ed Elisabetta, che reca la data 1529, unico vero riferimento cronologico della produzione gandiniana, ed è resa particolarmente interessante dalla presenza del testo del Magnificat sul libro tenuto aperto da San Giovannino, che Gesù Bambino indica guardando la Madonna. Evidenti i riferimenti al Correggio, individuabili soprattutto nella composizione e in alcuni particolari quali lo sgambettante Gesù Bambino, molto vicino a certi angeli efebici nella cupola della cattedrale di Parma.

E infine la Madonna che allatta il Bambino, san Giovannino e le Sante Maria Maddalena ed Elisabetta, le cui analogie di soggetto e dimensioni con il dipinto precedente hanno fatto supporre un’unica committenza. Caratterizzata dalla struttura compositiva circolare, gli sguardi e i gesti carichi di affetto dei soggetti convergono tutti verso il Bambino, un’ulteriore eco correggesca che si evidenzia, in particolare, nella posa del Battista, nel gesto amorevole e affettuoso tra la Maddalena e Gesù, così come nelle fisionomie di ogni personaggio.

I restanti quattro dipinti attribuiti a Giorgio Gandini del Grano e arrivati fino a noi sono il Matrimonio mistico di Santa Caterina, della collezione del Conte di Yarborough a Brocklesby Park, nel Lincolnshire, Inghilterra; il Riposo durante la fuga in Egitto, ora nella collezione del Sinebrychoff Art Museum in Finlandia, la Vergine col Bambino e due angeli della Daniel Katz Gallery di Londra e infine l’unica altra pala di Gandini, la Madonna con Bambino, San Giovannino, San Cristoforo e San Michele Arcangelo, della Galleria Palatina di Palazzo Pitti, Firenze.

Giorgio Gandini del Grano, Sacra Famiglia coi santi Michele arcangelo, Bernardo da Chiaravalle e angeli, 1534-1535, olio su tavola, cm 251 x 151, Galleria Nazionale, Complesso monumentale della Pilotta Provenienza: Eseguita per l’altar maggiore della chiesa di San Michele dell’Arco a Parma; trasportata a Parigi nel 1796; riportata a Parma nel 1816 dove Donati nel 1824 la ricorda all’Accademia di Belle Arti
Giorgio Gandini del Grano, Sacra Famiglia coi santi Michele arcangelo, Bernardo da Chiaravalle e angeli, 1534-1535, olio su tavola, cm 251 x 151, Galleria Nazionale, Complesso monumentale della Pilotta Provenienza: Eseguita per l’altar maggiore della chiesa di San Michele dell’Arco a Parma; trasportata a Parigi nel 1796; riportata a Parma nel 1816 dove Donati nel 1824 la ricorda all’Accademia di Belle Arti