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Sussurri dall’orizzonte: la nuova edizione della Taipei Biennial esplora il desiderio

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La Taipei Biennial, in programma dal prossimo 1 novembre 2025 al Taipei Fine Arts Museum, porterà il titolo poetico Whispers on the Horizon e riunirà 54 artisti da 35 città del mondo. Per questa 14ª edizione, la curatela è affidata a Sam Bardaouil e Till Fellrath e includerà 33 opere inedite e installazioni site-specific, molte delle quali concepite per dialogare con l’architettura del museo. Forte l’attenzione verso le nuove generazioni: quasi metà degli artisti è nata dopo il 1984.

Il tema centrale è il desiderio, inteso non come semplice nostalgia o aspirazione, ma come una tensione profonda, irrisolta, che attraversa identità, luoghi e tempi. A fare da guida al percorso espositivo sono tre oggetti simbolici provenienti dalla cultura taiwanese: un burattino (dal film The Puppetmaster di Hou Hsiao-Hsien), un diario (dal racconto My Kid Brother Kangxiong di Chen Yingzhen) e una bicicletta (dal romanzo The Stolen Bicycle di Wu Ming-Yi). Non fisicamente presenti, ma evocati, questi oggetti rappresentano ciò che è stato perso, lasciato indietro o dimenticato.

Le opere contemporanee dialogano inoltre con dipinti del primo Novecento e con reperti del National Palace Museum, intrecciando passato e presente, arte moderna e memoria storica. Il desiderio emerge così come una forza che sopravvive ai confini, ai traumi politici, alla distanza.

Whispers on the Horizon non offre risposte ma invita all’ascolto silenzioso di ciò che si muove tra memoria e immaginazione. Una riflessione profonda e sensibile sull’umano bisogno di cercare, ricordare e immaginare futuri possibili.

Tra gli artisti in mostra: Eva Jospin, Bunny Rogers, Musquiqui Chihying, Omar Mismar, Yeesookyung, Isaac Chong Wai, Fatma Abdulhadi, Jacky Connolly, e i maestri taiwanesi Chen Cheng-Po, Chen Chih-Chi e Chen Chin.

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