
Presidente dell’Associazione Arte Continua, Cristiani ne rilancia l’attività rimarcandone il ruolo etico e sociale
“La felicità altrui è uno scopo che è anche un dovere”. Il precetto che Immanuel Kant affidò nel 1797 alla “Dottrina della virtù” risuonava – nei suoi contenuti – fra quelle strade della Val d’Elsa. Inseguito da una vera e propria “processione” di devoti alle arti. A guidarla c’era un signore impegnato a cantare la gioia della condivisione, delle virtù della bellezza, della funzione taumaturgica dell’arte. Quel signore era Mario Cristiani, uno dei fondatori, a San Gimignano, della Galleria Continua. Ma qui pienamente immerso nel ruolo di presidente dell’omonima Associazione Arte Continua. E a presentare i ferventi progetti che ne rilanciano l’attività.

“Era un modo per far sì che queste opere non fossero solo nelle collezioni private, in spazi dedicati a chi se lo poteva permettere. Ma fossero un filo che univa intanto un territorio”, dice tra l’altro Cristiani nella lunga intervista che trovate qui sotto. Il riferimento è al progetto Arte all’arte, che dal 1996 al 2005 ha portato artisti e curatori nazionali e internazionali a confrontarsi con il paesaggio toscano. Dando ai residenti un modo per accrescere il senso di orgoglio e di appartenenza al territorio, tramite l’arte contemporanea. Oltre 40 opere hanno arricchito il patrimonio artistico delle città, diventando permanenti e visitabili tutto l’anno.

Punto di connessione
“Durante il Covid”, ricorda il presidente, “ho usato quel tempo per rimettere a posto tutte le opere che avevano donato gli artisti”. I lavori disseminati nei territori da artisti del calibro di Antony Gormley, Cai Guo-Qiang, Kiki Smith, Mimmo Paladino – solo per citarne alcuni – tornano dunque a nuova vita. E i percorsi si arricchiscono di nuove donazioni. Tutto questo Cristiani raccontava alla citata “processione”, formata da critici d’arte, collezionisti, galleristi, artisti. “L’artista è il punto di connessione e di contatto e di spinta collettiva, e su quello ci possiamo aggregare e realizzare cose che magari sembrano impossibili prima”.
Nelle due “Giornate per l’arte contemporanea” si è inaugurata una sezione dedicata all’arte contemporanea di Palazzo Pretorio, che ospita la collezione archeologica di Colle di Val d’Elsa. Al museo, che già ospita le opere Lacrime di Moataz Nasr e Concrete Blocks di Sol Lewitt, ricollocata all’interno del cortile nel 2022, giunge ora anche Red Girl di Kiki Smith, donata al Comune nel 2011. C’è stata poi l’anteprima dell’opera di Leandro Erlich, il suo prossimo intervento ad UMoCA – Under Museum of Contemporary Art.

Altra tappa, a Poggibonsi, dove Cristiani ha guidato una passeggiata alla scoperta delle opere donate con Arte all’Arte dal 1996 a oggi. Dalla Fortezza Medicea del Poggio Imperiale, che custodisce opere di Mimmo Paladino, Antony Gormley e Kiki Smith, alla Fonte delle Fate di Mimmo Paladino. Fino al centro della città, tra le sette opere donate da Antony Gormley. “Quando si parla di progresso, si parla di cosa succede dopo, non di cosa è successo prima”, sentenzia il “gallerista filosofo” nell’intervista. “Quindi la rivoluzione del tempo è quello che ci possono insegnare gli artisti…”.











