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Frank Gehry, Duchamp, Raffaello: le mostre globali da non perdere nel 2026

Marcel Duchamp
Frank Gehry
Non solo la Biennale di Venezia e tutte le sue sorelle in giro per il mondo, ma anche una serie di nomi tutelari dell’arte che, ben lungi dall’aver bisogno di essere riscoperti, avranno però di nuovo quelle che si preannunciano esposizioni memorabili in giro per il mondo, dagli Stati Uniti al Portogallo, da Londra a Houston…ecco una selezione
Il Maestro del Rinascimento alla sua prima retrospettiva negli USA

Il Metropolitan Museum of Art di New York presenterà a marzo una retrospettiva monumentale su Raffaello, con circa 200 opere, molte delle quali prestate da musei europei. È la prima retrospettiva completa dedicata all’artista rinascimentale negli Stati Uniti, nonostante la sua influenza senza tempo, e offrirà uno sguardo approfondito sul suo genio compositivo e sulla sua eredità. L’esposizione rappresenta un’impresa logistica e diplomatica di prim’ordine, riunendo capolavori che raramente viaggiano insieme.

Marcel Duchamp

La prima retrospettiva negli Stati Uniti di Marcel Duchamp in oltre 50 anni

Il Museum of Modern Art di New York e il Philadelphia Museum of Art colmano una lacuna storica con una grande retrospettiva su Marcel Duchamp ad aprile, ripercorrendo la carriera dell’artista che ha ridefinito l’arte del Novecento. Saranno esposte quasi 300 opere, incluso il celebre Nudo che scende le scale, n. 2, in prestito da Philadelphia, in un ritorno a New York dopo decenni. La mostra è un’occasione unica per riconsiderare l’impatto rivoluzionario del suo approccio concettuale e dei suoi Ready Made.

Due mostre rivalutano l’icona Frida Kahlo

Due mostre importanti esploreranno la figura di Frida Kahlo da prospettive complementari, sfruttando il rinnovato interesse per la sua opera. “Frida: The Making of an Icon” al Museum of Fine Arts di Houston (che poi viaggerà alla Tate Modern) si concentrerà sulla costruzione del suo mito, separando la donna dall’icona pop. Parallelamente, una mostra al MoMA sul suo tumultuoso matrimonio con Diego Rivera, in concomitanza con una nuova opera al Metropolitan Opera, indagherà il rapporto simbiotico e conflittuale che alimentò la creatività di entrambi.

Ana Mendieta, Facial Hair Transplant, 1972

Ana Mendieta: a Londra la sua prima retrospettiva in quasi 40 anni

La Tate Modern dedicherà a luglio una grande retrospettiva ad Ana Mendieta, pioniera dell’arte performativa, il cui lavoro ha acquisito una risonanza sempre più ampia. Oltre alle famose fotografie delle sue Silueta Series, saranno presentati suoi film recentemente rimasterizzati, offrendo una visione più completa del suo impegno con il corpo, il paesaggio e la violenza di genere. La mostra mira a consolidare il suo posto nel canone artistico e a far conoscere aspetti meno noti del suo breve ma intenso percorso.

La rivalutazione delle “Storie latinoamericane”

Il Museu de Arte de São Paulo (MASP) proseguirà la sua serie “Histórias” con mostre focalizzate sull’arte latinoamericana, tra cui personali di artisti acclamati alla Biennale di Venezia 2024 come La Chola Poblete e Claudia Alarcón. Queste mostre rappresentano una sorta di “vittoria” per il direttore artistico Adriano Pedrosa, che ora porta nella sua città gli artisti che ha contribuito a lanciare sulla scena globale con la direzione, appunto, di Venezia 2024. La programmazione culminerà a settembre con la grande mostra collettiva “Storie latinoamericane”, un tentativo ambizioso di riscrivere narrazioni storiche attraverso prospettive plurali.

Una retrospettiva postuma per Frank Gehry in Portogallo

Nonostante la scomparsa del celebre architetto sia avvenuta solo un mese fa, il museo Serralves di Porto celebrerà la sua eredità a maggio con una retrospettiva che documenterà oltre due decine dei suoi progetti più iconici, dal Guggenheim Bilbao in poi. La mostra offrirà un’opportunità per riflettere sul suo audace linguaggio formale e sul suo impatto duraturo sul skyline delle città di tutto il mondo, in un momento di lutto ma anche di riconoscimento per la sua carriera straordinaria.

L’Arazzo di Bayeux in prestito a Londra dopo 900 anni

Con la sua assicurazione di 80 milioni di dollari, non poteva mancare quella che – almeno sulla carta – sembra essere la più calda delle mostre dell’anno appena cominciato, ovvero il prestito dell’Arazzo di Bayeux al British Museum. Il lungo tessuto ricamato che narra la conquista normanna dell’Inghilterra, sarà eccezionalmente esposto nella primavera 2026, e sta già suscitando sia entusiasmo che polemiche sulla sua fragilità, tra cui il dibattito sui costi e sui rischi del trasporto di un manufatto così antico e delicato. L’esposizione sarà affiancata da un’opera monumentale di David Hockney alla Serpentine Gallery, ispirata proprio all’arazzo.

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