
Poche settimane dopo l’apertura, a metà dicembre, la Kochi‑Muziris Biennale, curata da Nikhil Chopra, è stata costretta a una chiusura temporanea a seguito delle proteste di gruppi cristiani contro un dipinto “collaterale” che rappresenta l’Ultima Cena…
Anche se l’opera di Tom Vattakuzhy (1967) non faceva parte della mostra principale “For the Time Being”, aveva in tutti i modi a che fare con la Biennale, parte della mostra parallela “EDAM”, organizzata dalla stessa Kochi Biennale Foundation, per mostrare il lavoro di artisti e collettivi attivi nel Kerala, lo Stato dell’India meridionale dove si trova Kochi. Vattakuzhy, che si dichiara di famiglia e formazione cattolica, aveva la sua opera esposta al Garden Convention Centre, a breve distanza dal padiglione principale della biennale.
Con i seni esposti, al centro della scena c’è quella che potrebbe essere l’immagine della Vergine, circondata da un gruppo di “Apostole”, tutto al femminile, mentre da una porta sul retro di quello che potrebbe essere il cortile di un convento si staglia la sagoma di un uomo che imbraccia un fucile…
Una iconografia che, già a partire dai primi giorni di opening, ha scaldato non poco gli animi: in un post sui social, Biju Josey Karumanchery, segretario della Kerala Latin Catholic Association, ha definito il dipinto “un insulto alla nostra fede”, contestando anche l’impiego di fondi pubblici – determinanti per il finanziamento della biennale – per un’opera a suo giudizio offensiva. Preoccupazioni analoghe sono state espresse dalla Chiesa siro‑malabarese, secondo quanto riportato dal giornale indiano Clarion. In una lettera indirizzata alle autorità, il Latin Catholic Council del Kerala ha bollato il quadro come “un relitto distorto e inappropriato dell’Ultima Cena”, chiedendone la rimozione.
Con circa sei milioni di persone, pari al 18% della popolazione dello Stato, il Kerala ospita la più numerosa comunità cristiana dell’India, eredità della sua secolare vocazione commerciale con il Medio Oriente e dello storico approdo di missionari e mercanti portoghesi, britannici e olandesi. La tradizione vuole inoltre che l’apostolo Tommaso abbia evangelizzato la regione dopo il suo arrivo, nel 52 d.C.
“La maggior parte delle mie opere trae ispirazione dall’umanesimo dei valori cristiani. Questo lavoro ne è un’estensione, non una distorsione dell’Ultima Cena come sostengono i detrattori. Il dipinto si ispira a un dramma del drammaturgo keralese C. Gopan, a sua volta tratto da una poesia su Mata Hari, la ballerina olandese giustiziata come spia tedesca dalla Francia durante la Prima guerra mondiale”, ha dichiarato Vattakuzhy, al quotidiano The Hindu.
Poco da fare: nonostante i curatori di “EDAM”, K. M. Madhusudhanan e Aishwarya Suresh, insieme al Presidente della biennale Bose Krishnamachari, hanno difeso l’opera con una dichiarazione congiunta, l’opera è stata rimossa.










