18 Settembre 2026 20:05

Vucciria. Le urgenze del contemporaneo in Parentesi Tonde )(

Parentesi tonde )(, vista dello spazio
A Palermo, tra gli spazi indipendenti che operano in sintonia con il tessuto urbano e nel segno della libertà ideativa, si distingue )( Parentesi Tonde: un luogo d’incontro dove si intrecciano progetti di respiro internazionale, concepiti da artisti italiani e stranieri. Qui, in un dialogo senza confini, ognuno contribuisce a un linguaggio artistico che è, insieme, radicato nel territorio e aperto al mondo.

Che cos’è )( Parentesi Tonde?

)( è un artist-run space con sede a Palermo, dedicato alla sperimentazione e alla diffusione delle pratiche artistiche contemporanee. Situato in Discesa dei Candelai 21, nel cuore del centro storico, si configura come un organismo vivo e in continuo divenire, capace di superare la dimensione fisica per attivarsi nello spazio delle relazioni. La sua identità prende forma attraverso il confronto e si alimenta di visioni e urgenze contemporanee, costruendosi mediante la presenza di chi lo abita. Artisti, curatori, ricercatori e operatori culturali contribuiscono, anche temporaneamente, a definirne un’identità fluida e aperta, in cui dialogo, collaborazione e sperimentazione costituiscono principi fondativi.

Come e quando nasce e perché nel cuore del mercato del Capo?

Parentesi apre al pubblico nel marzo del 2022 come collettivo informale composto da cinque artisti provenienti dall’Accademia di Belle Arti di Palermo e una curatrice formatasi all’Università degli Studi di Palermo: Francesca Baglieri (1997), Rossella Poidomani (1997), Antonio La Ferlita (1994), Alberto Orilia (1997), Roberto Orlando (1996) e Ilaria Cascino (1996). Il progetto nasce dall’esigenza di creare uno spazio di visibilità e valorizzazione per artisti emergenti, spesso esclusi dai circuiti istituzionali, e di mantenere una gestione autonoma, libera da logiche di mercato o dinamiche che comprimono la ricerca. La scelta del quartiere, inizialmente intuitiva, rispondeva alla volontà di portare la produzione artistica in territori meno saturi, estendendo le possibilità di incontro e di accesso alla cultura, e solo col tempo si è compreso l’impatto della presenza di Parentesi nel tessuto del Capo.

Parentesi tonde )(, il team

Cosa significa il segno grafico “)(”, logo dello spazio?

Il logo dello spazio nasce dalla difficoltà di trovare una parola capace di sintetizzare il progetto. Le parentesi capovolte diventano un dispositivo simbolico: se nel testo tradizionale delimitano e contengono, qui si aprono e liberano, incarnando uno spazio senza vincoli, in cui l’errore può diventare metodo e linguaggio. La forma grafica lascia all’autore e al pubblico piena libertà di interpretazione, riflettendo l’approccio aperto e sperimentale dello spazio.

Bilancio dell’attività culturale dal 2022 a oggi

Dal 2022, Parentesi ha ospitato oltre 20 mostre, accogliendo artisti locali, nazionali e internazionali. La dimensione relazionale costituisce il valore centrale: ogni progetto genera incontri, competenze e narrazioni che ampliano l’identità dello spazio. La gestione dei tempi e delle energie ha richiesto aggiustamenti continui, privilegiando un numero più contenuto di progetti per garantire qualità, cura e possibilità di sperimentare formati espositivi diversi, dalla mostra tradizionale all’installazione site-specific, dalle performance alle pratiche interdisciplinari.

Schietta o Maritata, vista della mostra

Quali sono gli obiettivi dello spazio autonomo e autofinanziato?

Lo spazio pone al centro il dialogo tra artisti, curatori, pubblico e città, costruendo una comunità attiva e radicata nel tessuto urbano. La ricerca teorica e la sperimentazione critica si affiancano alla produzione artistica, generando apertura e immaginazione condivisa senza perdere il legame con il territorio. Ogni attività mira a creare occasioni di riflessione e confronto, in cui la città e le sue dinamiche diventano parte integrante del processo creativo.

Nell’era dei social media, ha senso unirsi in gruppi di artisti?

Fare gruppo è per noi la condizione strutturale dell’agire artistico. Crediamo che, in un contesto fragile come quello culturale contemporaneo, l’azione individuale abbia limiti evidenti, mentre la pratica collettiva permette di generare resistenza, continuità e possibilità di sopravvivenza. I social media sono strumenti utili di comunicazione e scoperta, ma non sostituiscono la forza generativa delle comunità radicate nella presenza e nella costruzione di legami duraturi.

Fate rete con altri spazi indipendenti e come vi autofinanziate?

Guardiamo con interesse al clima che si è sviluppato a Palermo negli ultimi anni, alla presenza di persone che scelgono di impegnarsi attivamente nella costruzione di realtà autonome. Ad oggi non abbiamo ancora attivato collaborazioni concrete capaci di consolidare una rete stabile, ma siamo sempre disponibili.
)( si sostiene esclusivamente attraverso autofinanziamento: le risorse provengono dal nostro impegno personale poiché le attività espositive non generano profitto. Questa scelta garantisce indipendenza progettuale e curatoriale, pur richiedendo sacrificio.

Come selezionate gli artisti? Con quali criteri?

Il nostro sguardo è costantemente in movimento. Osserviamo ciò che accade in città, seguiamo le pratiche che emergono attraverso i social media, il passaparola e le relazioni che ognuno di noi costruisce nel corso delle proprie esperienze, a Palermo e altrove. A questo si affiancano le proposte che riceviamo. I nostri criteri di selezione sono radicati nella pratica quotidiana dello spazio: non valutiamo i percorsi sulla base dei curricula, ma ci concentriamo sulla qualità, sulla coerenza e sulla capacità del progetto di dialogare con il nostro percorso. In questa prospettiva, scegliamo consapevolmente di non lavorare con artisti che si trovano ancora in una fase di formazione accademica. Riteniamo che questo momento sia estremamente delicato per la costruzione di una ricerca personale e che l’ingresso prematuro in un contesto espositivo possa talvolta distogliere l’attenzione dal processo, o generare pressioni e aspettative capaci di incidere negativamente sul lavoro di un giovane autore. Preservare questa fase significa, per noi, riconoscerne il valore e rispettarne la fragilità, affinché ogni ricerca possa maturare con il tempo e la libertà necessari.

Parentesi tonde )(, vista dello spazio

Mostra in corso: Amara Toledo – “Non preoccuparti, sono un fiore”
Dal 17 ottobre 2025 )( ospita la prima mostra personale di Amara Toledo nello spazio palermitano.

Com’è il dialogo con il quartiere del Capo e quali sono le sue criticità?
L’insediamento nel quartiere ha richiesto un’integrazione consapevole in un contesto già vivo, con equilibri consolidati. L’inserimento nello spazio urbano è stato inizialmente accolto con diffidenza, ma la presenza quotidiana ha permesso di costruire relazioni autentiche, attraversando contraddizioni, ferite lasciate dalla politica e tensioni generate da turistificazione e gentrificazione, senza intenti di rigenerazione dall’alto.

Quante mostre programmate all’anno e come comunicate gli eventi?
La programmazione resta flessibile e aperta a evoluzioni. La comunicazione delle attività si affida principalmente ai social media, integrata da testate di settore e passaparola.

Installation view “Brucia ancora”, di Margherita Pedrotta

Mostre più riuscite e apprezzate dal pubblico?
Non esistono gerarchie o valutazioni comparative tra le mostre e ogni progetto ha autonomia di esistenza. Il racconto dello spazio, invece, si completa nello sguardo del pubblico, che contribuisce alla trasformazione continua di ogni progetto.

Chi frequenta lo spazio e cosa vi distingue?
Lo spazio valorizza la capacità di attrarre persone nuove, generando una rete viva e plurale, accanto a un pubblico affezionato e costante. La comunità include studenti, artisti, operatori culturali e appassionati, contribuendo attivamente all’esperienza di )(. La pluralità interna al gruppo di lavoro, con percorsi e poetiche differenti, produce un linguaggio composito e stratificato, capace di restituire la complessità contemporanea e trasformare le differenze in risorsa critica.

Programmi per il 2026?
Il programma resta in evoluzione: nuovi progetti emergeranno gradualmente. L’unico principio costante è la qualità delle proposte e la coerenza con la nostra visione.