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Biennale di Diriyah, tra storie e movimento: ecco gli artisti

Diriyah Biennale
Diriyah Biennale
La Diriyah Biennale Foundation ha annunciato gli artisti che prenderanno parte alla terza edizione della Diriyah Contemporary Art Biennale, in programma dal 30 gennaio 2026 nel distretto culturale JAX di Diriyah, alla periferia della capitale Riyadh

JAX, ex complesso industriale riconvertito alle arti, dove recentemente abbiamo visitato anche la Biennale Sur, ospitata al SAMOCA – il primo museo di arte contemporanea dell’Arabia Saudita, sarà anche il nuovo palco di “In Interludes and Transitions” (“In interludi e transizioni”), la nuova edizione della Diriyah Biennale, quest’anno curata da Nora Razian e da Sabih Ahmed, direttore dei progetti della Ishara Art Foundation.

I due curatori hanno concepito la Biennale come un’esplorazione del movimento di storie, saperi e pratiche artistiche attraverso il tempo e lo spazio, concentrandosi sui momenti di passaggio, sospensione e trasformazione. La selezione comprende oltre 65 artisti – tra figure storiche, nomi affermati di mezza carriera e voci emergenti – che lavorano con pittura, installazione, film, suono, architettura ed editoria. Ad essi si affiancheranno più di 20 nuove commissioni site-specific, pensate per dialogare con il contesto unico del JAX District e con le tematiche della Biennale.

Medio Oriente caput mundi

L’annuncio arriva in uno dei momenti più caldi in fatto di fermento culturale e di mercato in Medio Oriente: Art Basel lancerà la sua prima fiera a Doha nel febbraio 2026; Frieze ha confermato i piani per Frieze Abu Dhabi a novembre 2026, trasformando e “impossessandosi” della storica Abu Dhabi Art e, infine, l’opening del Guggenheim Abu Dhabi, progettato da Frank Gehry, è previsto per il 2026 dopo anni turbolenti. Ma c’è dell’altro: Sotheby’s ha tenuto la sua prima asta internazionale in Arabia Saudita proprio a Diriyah a febbraio 2025 e Christie’s continua ad espandere le sue operazioni nella regione. In questo panorama dinamico, la Diriyah Biennale si propone come un appuntamento cruciale, non solo per la scena saudita ma per il discorso artistico globale, offrendo una piattaforma per riflessioni complesse e transnazionali.

L’elenco completo degli artisti partecipanti:
Pacita Abad, Pio Abad, Rand Abdul Jabbar, Abdullah Miniawy Trio, Etel Adnan, Yussef Agbo-Ola (Olaniyi Studio), Leen Ajlan, Ahaad Alamoudi, Elyas Alavi, Afra Al Dhaheri, Shadia Alem, Mohammad Al-Ghamdi, Mohammed Alhamdan (7amdan), Nouf Al-Harthi, Ramy Alqthami, Abdullah Al Saadi, Ruba Al-Sweel, Lulua Alyahya, Ismaïl Bahri, Taysir Batniji, Dineo Seshee Bopape (Raisibe), Raven Chacon, Ayman Yousry Daydban, Nolan Oswald Dennis, Rohini Devasher, Merve Ertufan, Ivana Franke, Rahima Gambo, Eric Gyamfi, Samia Halaby, Petrit Halilaj, Hazem Harb, Aziz Hazara, Ho Rui An, Alana Hunt, Kamala Ibrahim Ishag, Amaka Jaji, Kayfa ta, Yazan Khalili, Moshekwa Langa, Daniel Lind-Ramos, George Mahashe, Guadalupe Maravilla, Yu Ji, Théo Mercier, Nour Mobarak, Mochu, Nancy Mounir, Hussein Nassereddine, Daniel Otero Torres, Thao Nguyen Phan, Gala Porras-Kim, Sarker Protick, Abdelkarim Qassem, Raqs Media Collective, K.P. Reji, Faisal Samra, Oscar Santillán, Amina Saoudi Aït Khay, Bogosi Sekhukhuni, Karan Shrestha, Elias Sime, Trương Công Tùng, Rajesh Chaitya Vangad, Wolff Architects, Agustina Woodgate, Müge Yılmaz.

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