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Andrianomearisoa, Brognon & Rollin, Henno e Ntjam sono i finalisti del Prix Duchamp

Josèfa Ntjam, Intrications, solo exhibition at IAC, Villeurbanne, FR, Photo by Ivan Erofeev
Josèfa Ntjam, Intrications, solo exhibition allo IAC, Villeurbanne, FR, Foto: Ivan Erofeev
L’Association pour la Diffusion Internationale de l’Art Français (Adiaf) ha svelato oggi – da Artcurial a Parigi, i nomi dei quattro artisti in corsa per la ventiseiesima edizione del Prix Marcel Duchamp, il più prestigioso riconoscimento dedicato alla creazione contemporanea in Francia. Il verdetto finale è atteso per il prossimo ottobre.

La rosa dei finalisti, annunciata nei saloni della casa d’aste Artcurial a Parigi, comprende l’artista malgascio Joël Andrianomearisoa, il duo belga David Brognon & Stéphanie Rollin, la fotografa e regista francese Laura Henno e l’artista multidisciplinare franco-camerunese Josèfa Ntjam. I quattro presenteranno i loro lavori in una mostra collettiva al Musée d’Art Moderne di Parigi (MAM) nell’autunno del 2026, in attesa della proclamazione del vincitore.

Joël Andrianomearisoa, Things and Something to remember before daylight, Mostra alla Galerie Almine Rech, 2024 © Nicolas Brasseur, Courtesy dell’artista e Almine Rech

Chi sono in quattro finalisti del Prix Duchamp 2026

Joël Andrianomearisoa, da poco insignito del titolo di Commandeur des Arts et des Lettres e rappresentato dalle Gallerie Almine Rech (Parigi) e Sabrina Amrani (Madrid), sviluppa un universo poetico a cavallo tra scultura, installazione, architettura e scrittura, profondamente radicato nel suo patrimonio malgascio.

Il duo David Brognon & Stéphanie Rollin conduce da quasi vent’anni una ricerca artistica incentrata sulle esperienze dei marginali della società, utilizzando un linguaggio che fonde brutalità e poesia per interrogare i confini sociali. Sono rappresentati dalla Galleria MFC Michèle Didier (Parigi).

Laura Henno, acclamata fotografa e filmmaker, esplora con un realismo crudo e documentaristico le fragilità delle vite isolate, catturando storie di resistenza e sopravvivenza ai margini del mondo. É rappresentata dalla Galleria Obadia di Parigi.

Josèfa Ntjam, artista in ascesa dopo la sua partecipazione alla Biennale di Venezia 2024, costruisce attraverso collage, scultura, video e suono narrazioni ibride che decostruiscono le storie dominanti per immaginare futuri alternativi e comunità resilienti, attingendo a scienza, filosofia e mitologie africane. Nicoletti Contemporary (Londra) è la sua galleria di riferimento.

David Brognon & Stéphanie Rollin, L’avant dernière version de la réalité, Brognon Rollin, BPS 22, 2021, vista della mostra. Foto: © Leslie Artamonow

Breve storia del Prix Duchamp

Fondato nel 2000 dall’Adiaf in partnership con il Centre Pompidou, premia ogni anno un artista o un collettivo per una pratica “innovativa, tecnica e impegnata”. Considerato un punto di riferimento cruciale per la scena contemporanea francese e internazionale, garantisce al vincitore una dotazione di 90mila euro e, tradizionalmente, un’esposizione personale all’interno dello stesso Pompidou. A causa dei lavori di rinnovamento del museo, però, per le prossime 4 edizioni – dal 2026 al 2029, le mostre si terranno tutte presso il MAM Paris. La giuria 2026, presieduta da Xavier Rey, direttore del Musée National d’Art Moderne, include tra gli altri Fabrice Hergott (direttore del MAM Paris), Karin Hindsbo (direttrice della Tate Modern di Londra), il collezionista Fernando Arriola e l’artista Kader Attia. Il nome del vincitore sarà invece reso noto il 22 ottobre 2026, in occasione di Art Basel Paris.

Laura Henno, Barbarella, Slab City (USA), 2024, Galerie Obadia

 

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