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Addio a Beatriz González, Maestra dell’Avanguardia Latina

Beatriz González
Beatriz González
Beatriz González, una delle più importanti artiste latinoamericane contemporanee, è morta nella sua casa di Bogotà all’età di 93 anni. La scomparsa è stata annunciata dalla Galerie Peter Kilchmann di Zurigo

La produzione di Beatriz González, che era nata nel 1932, era vasta e poliedrica, costantemente aperta alla sfida e ad una certa provocazione: diventata nota negli anni Sessanta attraverso la rielaborazione di capolavori della storia dell’arte, negli anni Ottanta, la sua ricerca subì una svolta radicale verso un’impronta esplicitamente politica, caratterizzata da opere critiche verso il governo colombiano e le violenze che insanguinavano il Paese. González, spesso associata alla Pop Art per le sue “rivisitazioni” di opere classiche, sempre respinse le categorie e, anche nel decennio dell’installazione e dell’arte concettuale, si mantenne fedele alla pittura.

Alcuni mi vedono come una artista che non si adatta al suo tempo“, dichiarò l’artista in un’intervista in occasione della sua retrospettiva alla Tate Modern di Londra, nel 2015, a cui seguirono la partecipazione a Documenta 14 (2017) e una successiva mostra al MoMA di New York nel 2019, fino all’attuale “L’immagine in Transito” alla Pinacoteca di San Paolo (visitabile fino al 1 febbraio) che percorre i momenti salienti della carriera dell’artista nata a Bucaramanga (Colombia), fino alla serie Pictografias particulares (2014), in cui González utilizza segnali stradali come simbolo collettivo per rappresentare situazioni di crisi sociale provocate dalla migrazione forzata dovuta a sfollamenti, disastri ambientali o violenza, particolarmente evidenti in territori rurali e contadini.

Beatriz González, Interior Decoration, 1981, vista dell’allestimento alla Pinacoteca di San Paolo

Los suicidas del Sisga (1965), ispirata alla tragica foto di cronaca di una coppia di giovani annegati in una diga, fu la serie che le diede popolarità, ma è forse Interior Decoration (1981) la sua opera più iconica: un dipinto su tenda di oltre dieci metri che ritraeva il presidente colombiano Turbay Ayala circondato da ospiti a una festa, realizzato assemblando diverse immagini di repertorio per creare una potente metafora sulla mercificazione del potere.

Oltre all’attività artistica, González ha svolto un ruolo cruciale come curatrice al Museo Nazionale della Colombia e come consulente, per vent’anni, al Museo d’Arte della Banca della Repubblica, contribuendo in modo decisivo alla crescita delle collezioni pubbliche nazionali del suo Paese.

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