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Addio a Giancarlo Cauteruccio, visionario del teatro italiano

Giancarlo Cauteruccio Giancarlo Cauteruccio
Giancarlo Cauteruccio
Giancarlo Cauteruccio
Dal 1992 al 2015 Cauteruccio fu direttore del Teatro Studio di Scandicci, trasformandolo in un laboratorio internazionale di arti performative

È morto oggi, all’età di 69 anni nella sua terra natale, la Calabria, Giancarlo Cauteruccio, tra i registi, scenografi e attori più influenti della scena teatrale italiana contemporanea. Cauteruccio si è spento nella sua casa di Sibari dopo una vita dedicata all’innovazione e alla sperimentazione artistica, lasciando un segno profondo nel panorama culturale nazionale.

Nato a Marano Marchesato (Cosenza) nel 1956, Cauteruccio si trasferì a Firenze nel 1975 per studiare arte e architettura all’Università. Discipline che avrebbero segnato per sempre il suo modo di concepire il teatro come spazio totale di luce, architettura e corpo. La sua carriera iniziò con il gruppo Il Marchingegno e, nel 1982, con la fondazione del Gruppo di ricerca teatrale Krypton, una delle realtà più innovative della seconda avanguardia italiana. Krypton portò in scena performance che fondevano tecnologie visive, musica e parola, segnando una stagione fondamentale nella cultura teatrale del Paese.

Dal 1992 al 2015 fu direttore artistico del Teatro Studio di Scandicci, trasformando la struttura in un laboratorio internazionale di arti performative. Capace di valorizzare giovani compagnie e di anticipare nuovi linguaggi scenici.

Oltre cinquanta le regie realizzate in Italia e all’estero, tra cui riletture memorabili di classici e trilogie dedicate a Samuel Beckett. Con una forte attenzione alla drammaturgia visiva. Negli ultimi anni Cauteruccio aveva scelto di tornare in Calabria, dove ha continuato a lavorare su progetti culturali e comunitari. Mantenendo vivo il dialogo tra mito, memoria e arte moderna.

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