
Designer, curatrice ed educatrice, Martina Muzi – trentottenne di origini romane – curerà fra novembre 2026 ad aprile 2027 la rassegna dal titolo Soft Fields
Il Museum of Architecture and Design (MAO) di Lubiana ha annunciato la nomina dell’italiana Martina Muzi come curatrice della 29ª Biennale del Design (BIO 29), in programma da novembre 2026 ad aprile 2027. Organizzata in collaborazione con il Centre for Creativity (CzK), la biennale prosegue la propria indagine sul ruolo del design nella società contemporanea. Intitolata Soft Fields, BIO 29 esplora le modalità attraverso cui il sapere prodotto in contesti di ricerca e industriali può essere aperto, riorientato e redistribuito attraverso la pratica del design.
Il progetto mette al centro il trasferimento di conoscenza come processo relazionale, attraversato da asimmetrie e frizioni, e propone il design non come gesto risolutivo ma come pratica situata, capace di intervenire criticamente in questi spazi. Concepita come un terreno di lavoro condiviso, la biennale si sviluppa tra ricerca e produzione, coinvolgendo laboratori, istituzioni e fabbriche in Slovenia e nelle loro reti globali. L’obiettivo è rendere visibili e utilizzabili conoscenze normalmente chiuse o invisibili, creando collaborazioni destinate a proseguire oltre la durata dell’evento.
Designer, curatrice ed educatrice, Martina Muzi – trentottenne di origini romane – è responsabile del programma di Bachelor Studio Technogeographies alla Design Academy Eindhoven, dove si occupa di design, infrastrutture tecniche e sistemi geopolitici. La sua pratica curatoriale, che concepisce la mostra come infrastruttura temporanea di scambio, si è sviluppata in collaborazione con istituzioni internazionali quali la Biennale di Architettura di Venezia, il Vitra Design Museum, l’Istanbul Biennial, il MAAT Museum e l’M+ Museum of Visual Culture.



