
Il museo romano inaugura il nuovo anno con una mostra che mette in dialogo lo scultore mongolo e monaco buddhista Zanabazar con Gian Lorenzo Bernini. E prosegue con una grande mostra dedicata alle Metamorfosi di Ovidio, realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam
Cosa accadeva in Oriente mentre in Europa – e in Italia in particolare – andava in scena la gloriosa stagione del Barocco? Una domanda che probabilmente non ci si pone spesso, ma che è alla base della mostra che inaugura il 2026 della Galleria Borghese a Roma.

Zanabazar alla Galleria Borghese. Dalla Mongolia al Barocco globale è il titolo della mostra in corso fino al 22 febbraio e realizzata in collaborazione con il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino. Un’occasione unica, che presenta per la prima volta in Europa due opere di Zanabazar, scultore vissuto tra il 1635 e il 1723 che è stato anche una figura centrale della cultura mongola e del buddhismo tibetano. La Tara verde e un autoritratto in bronzo dell’artista in trono, provenienti dal Chinggis Khaan National Museum di Ulan Bator in Mongolia, sono le opere di Zanabazar che entrano in un inedito dialogo con le opere di Gian Lorenzo Bernini. Nonostante la distanza geografica e culturale, i due autori hanno in comune una spiccata creatività e l’essere riusciti a rinnovare e sperimentare i codici delle rispettive tradizioni artistiche.

Fiore all’occhiello della programmazione 2026 della Galleria Borghese è senza dubbio la mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti, a cura di Francesca Cappelletti e Frits Scholten, realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam, dove è in programma dal 6 febbraio al 25 maggio. A Roma l’esposizione sarà presentata dal 23 giugno al 20 settembre, ed esplorerà “il tema della metamorfosi come principio universale e come chiave di lettura del cosmo, della materia e della condizione umana”, come sottolineato dall’istituzione. E lo farà attraverso le opere di Correggio, Michelangelo, Tiziano, Rubens, Poussin, Gerôme, Rodin e Brancusi, e naturalmente avranno un ruolo centrale i capolavori a tema mitologico presenti nel museo, tra tutti l’Apollo e Dafne e il Ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini.









