
Il palazzo è sede di una Fondazione culturale per la diffusione delle arti in Togo, alla conoscenza di usi, costumi e creatività africana
Il Palais de Lomè, situato nella capitale del Togo Lomè, è un bellissimo palazzo-castello da poco restaurato e riaperto al pubblico, dopo oltre vent’anni di abbandono. Costruito alla fine dll’800, originariamente sede dei governatori tedeschi e francesi, poi dello Stato del Togo fino agli anni ’70, presenta un’architettura su due piani in stile eclettico, con ampi portici, alte finestre, terrazze, chiostri e giardini tropicali. Il restauro, basato su documenti d’archivio, è stato affidato allo studio di architettura di Lione Archipat e alla togolese Sara Consult.
Il luogo è ora la sede di una Fondazione culturale per la diffusione delle arti, dedicato in modo particolare alla conoscenza di usi, costumi e creatività africana; oltre ad attività formative con una libreria e un atelier per bambini. Nel centro d’arte trovano spazio mostre di architettura, fotografia e design grazie all’impegno della talentuosa direttrice Sonia Lawson e di un attivo team curatoriale. L’edificio è situato al centro di un rigoglioso giardino tropicale anch’esso restaurato di recente, ricostruendo con attenzione gli spazi tipici dei giardini africani. Ad esempio il “giardino di pietra”, costituito da un’area circolare in cui sono collocate grandi pietre in granito locale, è uno spazio usato per la narrazione delle storie orali e per i racconti della comunità.

Il parco è diventato un importante Orto Botanico che offre percorsi dedicati, come la scoperta delle piante medicinali che si usano tuttora nelle cure tradizionali dei villaggi. Si possono osservare collezioni di alberi tropicali e di cactus, dettagliatamente descritti attraverso cartellini botanici. E tra la vegetazione scoprire sculture e installazioni di artisti contemporanei. Un giovane agronomo fa da guida nell’ampio parco invitando ad ascoltare il canto delle dozzine di uccelli che vivono tra le fronde.
Metodo di confronto
L’incontro con giovani studenti è un intelligente metodo di confronto che la direttrice ha introdotto per visite guidate gratuite anche nelle sale espositive. All’uscita del palazzo un originale chiosco in eco-design di legno permette di rinfrescarsi grazie a frutti di cocco appena raccolti. Di fronte, la prospettiva del viale alberato e delle vasche d’acqua, conduce lo sguardo fino al mare.

Il Palais de Lomè si è fatto ben notare durante la Biennale di Architettura a Venezia dello scorso 2025. Ha raccolto forze curatoriali ed energie economiche per presentare il primo Padiglione del Togo a Venezia, una delle grandi scoperte in Biennale. In quell’occasione ha presentato una bellissima mostra sul tema della salvaguardia del proprio patrimonio architettonico, dalle costruzioni in terracotta di Tamberma (sito Unesco nel Nord del paese), agli edifici brutalisti della capitale. Tra le mostre recenti negli spazi di Lomè, è stata proposta Il Togo dei Re, un’approfondita ricerca sul tema delle figure regali in Togo: i loro rituali, i costumi, gli amuleti, gli oggetti, la loro vita nei villaggi.
La mostra attuale, in corso fino a Marzo, presenta designer e artisti provenienti da diversi paesi dell’Africa occidentale: Mali, Nigeria, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Ghana, Senegal, Togo, Benin. Col titolo Le design en Afrique de l’Ouest: l’unité dans la multiplicité l’esposizione intende rivelare la forza e l’originalità del design contemporaneo africano. Giovani talenti sono affiancati da figure maggiormente riconosciute, come Nifemi Marcus-Bello, uno tra i designer di punta, che ha già esposto in varie occasioni internazionali (da Milano a Los Angeles), il designer togolese Kossi Aguessy, l’artista del Burkina Faso Hamed Ouattara. Sono in programma anche una serie di mostre sulla fotografia togolese e di arte contemporanea di artisti africani.










