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Bellano Arte Cultura: un dispositivo per il territorio. E per l’arte

Pensare più profondo, Marc Didou. Credits Gilles Didou
Pensare più profondo, Marc Didou. Credits Gilles Didou
Uno spazio di trasformazione, per progetti che chiedono tempo e disposizione all’osservazione: ecco il progetto culturale di Bellano, quest’anno curato da Chiara Gatti

«Il programma 2026 nasce da una domanda radicale: che esperienza vogliamo offrire oggi? Non una sequenza di eventi, ma uno spazio di trasformazione». Così Chiara Gatti, direttrice artistica di BAC Bellano Arte Cultura, introduce Essere uno con il tutto, il progetto culturale 2026 del Comune di Bellano. Un titolo che è un manifesto, ispirato a Hölderlin, e che punta dritto al cuore della proposta: un ritorno all’autentico, al rapporto tra corpo, sensi e vivente, in un’epoca di artificiale e mediazione. «Ho lavorato su progetti che chiedono tempo, attenzione, presenza, su mostre che non si consumano in fretta, ma invitano a sostare, a guardare, a mettersi in ascolto. È un modo di pensare l’arte come spazio di incontro, più che come evento. Qui le sedi, il territorio, gli artisti, il pubblico: tutto concorre a costruire un racconto che cambia di volta in volta». dichiara Gatti, sostenuta dal sindaco di Bellano, Antonio Rusconi, che sottolinea: «BAC è oggi un modello virtuoso di politica culturale. Un dispositivo che genera valore simbolico, educativo ed economico per il territorio, dimostrando che anche un piccolo centro può essere laboratorio di progettualità contemporanea e luogo credibile di produzione culturale». Un modello che, dopo i riconoscimenti ottenuti, guarda al nuovo anno con un programma articolato in tre grandi capitoli espositivi, pensati come un unico percorso sensoriale e concettuale diffuso tra le sedi di Bellano.

BAC Bellano Arte Cultura, Marco Cordero, Elegia per un ghiacciaio. San Nicolao Arte Contemporanea Ph. Carlo Borlenghi

Si parte il 18 aprile con “Devota. Arte e sacro, territorio e comunità”, un itinerario che dal Museo Giancarlo Vitali si espande verso chiese, oratori e il Santuario di Lezzeno. Un dialogo tra l’iconografia tradizionale dell’ex-voto e le riletture di nove artisti contemporanei, da figure storiche come Lucio Fontana e Piero Manzoni a voci emergenti. A luglio, il testimone passa a “Atmosferica e Summer storm”, un doppio progetto che invaderà San Nicolao Arte Contemporanea e il Museo Vitali con la forza teatrale degli elementi, con «La natura che irrompe nella chiesa e nel museo», anticipa Gatti. Qui, un intervento site-specific dell’artista svizzero Tonatiuh Ambrosetti evocherà situazioni climatiche in dialogo con le opere della collezione permanente. Il ciclo si chiude a novembre con “Pensare il più profondo. Guardare l’arte che ci guarda”, una riflessione sullo sguardo e la contemplazione che porterà a San Nicolao le sculture anamorfiche di Marc Didou e al Museo Vitali un raro autoritratto di Antoon van Dyck.

Ad accompagnare le mostre, un public program che conferma la vocazione di BAC come piattaforma di formazione e partecipazione: corsi di storia dell’arte, laboratori per bambini, la rassegna letteraria Il bello dell’Orrido, workshop per giovani artisti e l’iniziativa Mappa dei sentieri dell’arte condivisa. Una stagione che si apre mentre è ancora visitabile, fino al 12 aprile, la mostra “Elegia per un ghiacciaio” di Marco Cordero, parte del programma culturale delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026.

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