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Il beato record. Palazzo Strozzi chiude a 250mila la mostra sull’Angelico

Beato Angelico, Trittico francescano (det.), 1428-1429. Su concessione del Ministero della Cultura – Direzione regionale Musei nazionali Toscana – Museo di San Marco
Beato Angelico, Trittico francescano (det.), 1428-1429. Su concessione del Ministero della Cultura – Direzione regionale Musei nazionali Toscana – Museo di San Marco
È la mostra più visitata in 20 anni di attività della Fondazione Palazzo Strozzi: “Beato Angelico” chiude, tra Fondazione Palazzo Strozzi e Museo di San Marco, con 350mila visitatori in totale tra le due sedi della mostra

2.500 gruppi organizzati e 12.000 persone in attività accessibili; oltre 6,5 milioni di persone raggiunte sui social e più di 260.000 utenti unici sul sito della Fondazione, per un totale di 250.000 ingressi a Palazzo Strozzi, mentre al Museo di San Marco le presenze hanno superato le 100.000 unità, quadruplicando i numeri dello stesso periodo dell’anno precedente. Sono i numeri di “Beato Angelico”, la mostra che si attesta come la più visitata nei vent’anni di vita della Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze, appunto, e che ha presentato oltre 140 opere provenienti da 70 istituzioni mondiali, tra cui 28 restaurate per l’occasione e 7 ricomposizioni di pale d’altare smembrate da secoli, sotto la cura di Carl Brandon Strehlke con Stefano Casciu e Angelo Tartuferi.

«Siamo tornati al Rinascimento con un progetto di altissimo valore per la ricerca. I risultati si devono all’eccezionalità di un’esposizione che rappresenta un passaggio fondamentale per gli studi su Angelico, valorizzando al contempo un luogo unico come San Marco», ha dichiarato Arturo Galansino, Direttore Generale di Fondazione Palazzo Strozzi.

Con la chiusura di questo capitolo eccezionale, Palazzo Strozzi già si appresa all’arrivo di Mark Rothko, dal 16 marzo, in un dialogo di temporalità che continua a confermare Firenze come capitale mondiale dell’arte, tanto del passato quanto per la consacrazione al grande pubblico dei “colossi” di oggi.

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