19 Settembre 2026 10:08

John Giorno, e molto altro. Tutto quello che c’è da vedere a Bologna per ART CITY

John Giorno, MAMbo, Bologna
John Giorno, MAMbo, Bologna
Il circuito ART CITY riesce ad espandere l’esperienza dell’arte oltre i padiglioni fieristici, trasformando la città in un corpo attraversabile

Nel sistema di orbite che ogni anno si accendono attorno ad Artefiera, ART CITY Bologna si conferma come circuito capace di espandere l’esperienza dell’arte oltre i padiglioni fieristici, trasformando la città in un corpo attraversabile. L’edizione 2026 si apre simbolicamente con la mostra di John Giorno al MAMbo, punto di condensazione poetica e politica dell’intero programma. La pratica di Giorno, fondata sulla voce, sul linguaggio come atto e sulla presenza come forma di militanza, stabilisce il tono di un ART CITY che interroga la parola non come strumento neutro, ma come materia viva, corporea, esposta al conflitto.

La mostra del MAMbo introduce il pubblico all’universo di uno degli artisti più radicali e influenti della scena americana del secondo Novecento. Poeta, performer e attivista, Giorno è stato una figura chiave della controcultura newyorkese, in dialogo diretto con la Beat Generation, la Pop Art e la scena sperimentale degli anni Sessanta e Settanta. Celebre per aver trasformato la poesia in un’esperienza fisica e pubblica, Giorno ha portato la parola fuori dal libro, affidandola alla voce, al corpo e allo spazio.

 

John Giorno, MAMbo, Bologna
John Giorno, MAMbo, Bologna

La mostra al MAMbo ripercorre questo percorso attraverso una selezione di poesie visive, registrazioni sonore, performance e materiali d’archivio, mettendo in luce il legame tra linguaggio, politica e desiderio. Centrale è il tema della voce come strumento di emancipazione: una parola che non descrive, ma agisce, affermando identità, differenza e resistenza. In questo senso, la mostra non è solo un omaggio storico, ma una chiave di lettura per l’intero ART CITY 2026, che assume il linguaggio come materia viva e incarnata.

Siti simbolici

Da qui si sviluppa un ampio programma che coinvolge siti simbolici della città, per la prima volta in modo strutturato, come gli edifici dell’Università di Bologna, riuniti nello Special Program Il corpo della lingua. Alcuni spazi storici dell’Alma Mater aprono eccezionalmente al pubblico accogliendo interventi di artisti internazionali: l’ex Istituto di Zoologia con il lavoro di Giulia deval, l’atrio dell’ex Facoltà di Ingegneria con un progetto di Mike Kelley, Palazzo Hercolani con un’opera di Ana Mendieta, il Teatro Anatomico dell’Archiginnasio con una performance di Alexandra Pirici, la Fondazione Federico Zeri con un intervento di Augustas Serapinas, il Distretto Navile con un progetto di Jenna Sutela e l’Aula Magna della Biblioteca Universitaria con una performance di Nora Turato. Nel loro insieme, questi interventi riflettono sul sapere come esperienza corporea, situata e attraversata da relazioni di potere.

 

Biblioteca dell’Archiginnasio, Bologna
Biblioteca dell’Archiginnasio, Bologna

Accanto ai luoghi istituzionali, ART CITY Bologna 2026 dedica particolare attenzione agli spazi della memoria urbana. In questo contesto si inserisce il progetto site specific all’ex sede Dynamo, nei rifugi antiaerei della Montagnola, aperti al pubblico per l’occasione. Dal 5 al 10 febbraio 2026, Fabrizio Cabitza, Claudia De Luca e Gianluca Perrone presentano Il grado zero, un percorso che intreccia scultura, pittura e fotografia all’interno di un luogo segnato dalla storia dei bombardamenti e della Resistenza.

Spazio vivo

Il progetto indaga le molteplici declinazioni del bianco come condizione originaria e non neutra, attraversata da fratture, stratificazioni e tracce di vita. Nei tunnel sotterranei dei rifugi, il gesto artistico si confronta con la materia e con la memoria, trasformando lo spazio — un tempo rifugio e protezione — in un ambiente di esperienza sensoriale e di riflessione collettiva. Il grado zero è promosso da ExDynamo, con il contributo di Fondazione del Monte e il sostegno di studio Marchingegno e Quarup editrice.

 

I tunnel sotterranei dei rifugi, a Bologna
I tunnel sotterranei dei rifugi, a Bologna

Con questa edizione, ART CITY Bologna si conferma come un progetto capace di tenere insieme dimensione poetica e politica, istituzione e margine, superficie e sottosuolo. Un percorso che invita il pubblico ad attraversare la città non solo come scenario, ma come spazio vivo di linguaggi, memorie e possibilità.