18 Settembre 2026 18:17

Muore Giancarlo Politi, il fondatore di Flash Art

Giancarlo Politi. Ph. Piotr Niepsuj
È morto Giancarlo Politi: editore, poeta, critico d’arte, aveva fondato Flash Art nel 1967, tra le riviste di arte contemporanea più influenti a livello internazionale, che aveva pubblicato anche i Manifesti dell’Arte Povera e della Transavanguardia

Nato a Trevi nel 1937, la vicenda professionale di Politi è stata senza dubbio una delle più “eroiche” degli ultimi sessant’anni. Il suo capolavoro, Flash Art, fu fondata nel 1967 e si distinse subito come una delle prime piattaforme editoriali globali dedicate all’arte contemporanea. Sulle sue pagine, infatti, si sono susseguite le Avanguardie della seconda metà del Novecento: fu Flash Art, infatti, a pubblicare – proprio nel 1967, il Manifesto dell’Arte Povera firmato da Germano Celant, al quale si susseguirono anche quello della Transavanguardia, 1979, di Achille Bonito Oliva, e dell’Enfatismo e dell’Arte di Frontiera di Francesca Alinovi, pubblicato postumo nel 1983. Ma Giancarlo Politi fu anche talent scout di innumerevoli artisti, critici e curatori che hanno segnato la storia recente dell’arte contemporanea: da Maurizio Cattelan a Jeff Koons, da Marina Abramović, a Massimiliano Gioni e Francesco Bonami, già recensito negli ’80 in veste di pittore da un’altra critica che a Flash Art aveva prestato servizio: Angela Vettese. Attraverso le sue pagine e il suo spirito, Flash Art ha formato generazioni di attori centrali del sistema dell’arte attuale, anche attraverso le edizioni international, in inglese e ceco, grazie all’immenso supporto della compagna di sempre, Helena Kontova.

Ideatore, anche dell’Art Diary – storica guida internazionale del sistema dell’arte, definita da Andy Warhol “La Bibbia dell’arte”, chi ha conosciuto bene Politi lo ricorda come uomo inquieto e ironico, talvolta paradossale, dotato di un’energia rara e di una presenza fuori scala: una vitalità instancabile, una testardaggine visionaria, una fame intellettuale e curiosità che ha trasformato l’arte in metodo di vita prima ancora che in professione, collaborando, discutendo o scontrandosi con tutti: da Massimo Minini, suo collaboratore della primissima ora, Alighiero Boetti, Jeffrey Deitch, fino a Mike Bongiorno, che aveva conosciuto in “Lascia o Raddoppia”, dove il fu poeta (prima di dedicarsi esclusivamente all’arte) si era distinto per la sua profondissima conoscenza della materia.

Siamo sicuri che nelle prossime ore e giorni ognuno avrà un pensiero per Giancarlo, ma in questo caso lo vogliamo ricordare anche per i suoi splendidi Amarcord, ripubblicati anche da ArtsLife: vere e proprie pagine di storia dell’arte e del costume. L’eredità editoriale di Flash Art prosegue oggi attraverso Gea Politi e Cristiano Seganfreddo, con il piccolo Lev, nel segno di una continuità culturale che nel tempo ha assunto i tratti di una vera e propria dinastia dell’arte contemporanea.