
Fino al 28 marzo 2026 la Galleria Lia Rumma di Milano ospita “Sharpen Your Philosophy”, la nuova mostra personale dell’artista sudafricano William Kentridge, tra i nomi più influenti dell’arte contemporanea internazionale. Kentridge, classe 1955, è noto per un linguaggio artistico che fonde film d’animazione, disegno, scultura e performance, attraversando con continuità mezzi e formati per esplorare questioni complesse come spostamento, identità e la natura elusiva della conoscenza. La mostra milanese è il risultato di una collaborazione lunga quasi trent’anni tra l’artista e la galleria, che consolida una relazione grazie alla quale Kentridge ha portato sistematicamente un pensiero critico e poetico nelle istituzioni italiane.
“Sharpen Your Philosophy” riunisce un corpus eterogeneo di opere recenti: disegni e stampe, un diorama, sculture in alluminio e bronzo di grande e media scala e installazioni video. Questa varietà di media non è casuale, ma esprime la vocazione dell’artista a costruire dispositivi visivi e narrativi che danno forma a un’unica visione con linguaggi diversi. Il titolo stesso della mostra, che si può tradurre come «affina la tua filosofia», funziona come un monito: non tanto un suggerimento esplicito di pensiero, quanto un invito a mettere in crisi le proprie assunzioni e a guardare il mondo come un campo di forze in cui la memoria e la percezione si intrecciano.

Il percorso espositivo procede in modo non lineare; le opere dialogano tra loro creando un tessuto di immagini e oggetti che richiamano la fragilità delle traiettorie umane, dei loro spostamenti e delle loro narrazioni. Al centro di molte opere di Kentridge c’è la tensione tra tracce e cancellature, memoria e oblio, un gesto visivo che ricorda l’atto del disegno stesso: creare, cancellare, ripensare, rinnovare. La mostra da Lia Rumma conferma la centralità del disegno come matrice dell’intera ricerca, sia nelle opere bidimensionali sia nelle sculture e nei video — il segno resta il punto di partenza e il dispositivo strutturale dell’intero progetto.

Nel lavoro di Kentridge le tematiche non sono mai del tutto astratte: pur non limitandosi a raccontare eventi storici precisi, le immagini tendono a incorporare e rimodellare vicende collettive, come le migrazioni forzate, le tensioni identitarie e la relazione con il potere. Il risultato è un campo aperto di interpretazioni, in cui lo spettatore è chiamato a partecipare attivamente alla costruzione di senso, ma soprattutto a prendere consapevolezza. In un momento in cui le nozioni di confine, appartenenza e movimento umano sono al centro del discorso pubblico, l’arte di Kentridge si propone come spazio di articolazione critica. Non come alternativa a una verità storica, ma come territorio di pensiero dove domande e possibilità si confrontano. “Sharpen Your Philosophy” rappresenta l’occasione per interfacciarsi a un linguaggio artistico che continua a ridefinire i limiti tra immagine visiva e soggettività.



