19 Settembre 2026 02:13

Il castello interiore. Marco Grimaldi alla Collezione Paolo VI di Concesio

Marco Grimaldi in mostra alla Collezione Paolo VI di Concesio
Marco Grimaldi in mostra alla Collezione Paolo VI di Concesio
Nei rinnovati spazi della project room della Collezione Paolo VI una mostra che si presenta come un viaggio diaristico

La Collezione Paolo VI di Concesio (BS) accoglie, nei rinnovati spazi della project room, l’esposizione Il castello interiore di Marco Grimaldi, visitabile sino al prossimo 28 marzo. L’artista, noto per la pittura sensibile, viene qui presentato in una veste diversa e insolita; il castello interiore a cui fa riferimento il titolo è sì un omaggio all’omonimo testo di Santa Teresa d’Avila, ma rappresenta anche una propria architettura emotiva, indipendente. L’esposizione si pone come viaggio diaristico percorribile, rivivibile, senza censure, nella crudezza e nella meraviglia.

 

Marco Grimaldi in mostra alla Collezione Paolo VI di Concesio
Marco Grimaldi in mostra alla Collezione Paolo VI di Concesio

L’allestimento peculiare segue organicamente lo spazio e la forma si coniuga al contenuto, come all’interno di un discorso, o di una conversazione, tema caro all’artista. Lo scorrere continuo si legge soprattutto nella gestualità circolare del carboncino dell’opera Flusso, la quale trasforma il materiale da assenza totale di luce in elemento preparatorio per vedere e interpretare le sottili variazioni luminose di Quattordicesimo apostolo. Dall’altro lato dello spazio, Grande viaggio è una partitura punteggiata, caratterizzata da “esercizi di misurazione”, geometrici e ponderati, alternati ad anamorfosi organiche, deformazioni anatomiche che diventano tumulti tellurici.

 

Marco Grimaldi in mostra alla Collezione Paolo VI di Concesio
Marco Grimaldi in mostra alla Collezione Paolo VI di Concesio

Gli albi d’artista sono sperimentazione, ricerca e manifestazione del desiderio allo stato puro, seppur alcuni siano pervasi dal principio ordinante necessario alla sopravvivenza; altri, più leggeri, sono “liquirizie”, caramelle, un gioco da ragazzo (sempre attento). Accolgono progetti inediti e magari irrealizzabili, diventano diari intimi, spazio libero dove errare. Ed errando, spaziando, sbagliando, emergono impressioni: sulla retina e nell’anima, cominciamento freudiano di un mondo personale. Da qui, dalla Genesi, dalla rielaborazione insistente, ruminazione ossessiva e carsica, affiorano vibrazioni visive e mutevoli sulla superficie della tela. Una sindone che si avvicina all’Apparizione.