
TEFAF riunisce oltre 270 gallerie provenienti da tutto il mondo e attraversa simbolicamente settemila anni di storia dell’arte
Prima ancora dell’apertura al pubblico, i corridoi del MECC rivelano già il loro fascino inconfondibile. L’anteprima della nuova edizione di TEFAF Maastricht restituisce l’impressione di un museo temporaneo dove secoli, culture e linguaggi artistici dialogano senza soluzione di continuità. Considerata la più prestigiosa fiera internazionale per arte, antiquariato e design, la manifestazione riunisce oltre duecentosettanta gallerie provenienti da tutto il mondo e attraversa simbolicamente settemila anni di storia dell’arte, dall’antichità al contemporaneo.
La preview, riservata a collezionisti e istituzioni, offre il primo sguardo su una selezione di opere di qualità museale che testimoniano la straordinaria ampiezza di TEFAF: dipinti di maestri antichi, sculture classiche, oggetti d’arte decorativa, design storico e contemporaneo convivono in un percorso che rende la fiera un punto di riferimento globale per il mercato dell’arte. Tra le opere che attirano immediatamente l’attenzione figura un intenso ritratto di Diego Velázquez, Ritratto di Sebastián García de Huerta. Il dipinto, eseguito alla fine degli anni Venti del Seicento, raffigura l’ecclesiastico e giurista castigliano con un’energia psicologica sorprendente.

Lo sguardo fermo e la presenza solenne riflettono il momento di ascesa politica del personaggio alla corte di Filippo IV, mentre la pennellata ancora giovane dell’artista anticipa la grande stagione ritrattistica che lo renderà uno dei protagonisti assoluti del Barocco europeo. Altrettanto magnetico è l’Autoritratto come Cleopatra di Artemisia Gentileschi, dove la pittrice si identifica con la regina egizia. Il dipinto unisce teatralità barocca e introspezione: la figura emerge dalla penombra con un’eleganza drammatica, rivelando il fascino dell’artista per figure femminili forti e tragiche. L’opera testimonia anche la crescente attenzione critica verso le protagoniste dell’arte del Seicento.
La sezione dedicata alla pittura italiana propone inoltre il San Girolamo penitente di Orazio Gentileschi, esempio raffinato del naturalismo romano influenzato da Caravaggio. Il santo è colto in un momento di meditazione austera, illuminato da una luce che modella il corpo e amplifica la tensione spirituale della scena. La presenza del Rinascimento europeo è segnata dalla potente xilografia La Bestia con due corna simili a quelle di un agnello dalla serie dell’Apocalisse di Albrecht Dürer. L’incisione conserva tutta la precisione e la forza narrativa dell’artista tedesco, capace di trasformare la stampa in uno dei linguaggi più innovativi della sua epoca.

Dal mondo della pittura italiana emerge invece la grazia rinascimentale della Santa Barbara di Francesco Raibolini. L’opera, immersa in un paesaggio luminoso e armonioso, combina devozione e raffinatezza formale, riflettendo l’influenza di Pietro Perugino. Il percorso si sposta poi verso la modernità con due tele rare di Claude Monet dedicate alla chiesa di Vernon. Dipinte nello stesso periodo e presentate insieme, mostrano lo stesso edificio immerso in atmosfere opposte: in una scena la luce del sole accende l’acqua della Senna, nell’altra un cielo grigio dissolve i contorni dell’architettura. La coppia di dipinti rivela la ricerca impressionista sulla percezione e sulle variazioni della luce.
La rivoluzione dell’arte moderna appare anche in un disegno di Vincent van Gogh raffigurante una contadina al lavoro nel giardino. Realizzato negli anni trascorsi a Nuenen, il foglio testimonia l’attenzione dell’artista per la vita rurale e per la dignità delle persone comuni, un tema centrale della sua produzione giovanile. Accanto a questi maestri compare la pittura audace del tardo Pablo Picasso. Femme nue assise del 1959 mostra una figura femminile costruita con forme sintetiche e linee dinamiche: la libertà del gesto pittorico anticipa l’energia delle opere degli ultimi decenni dell’artista. La fiera non si limita alla pittura.

Tra le sculture più suggestive spicca una testa romana di Dioniso del I secolo d.C., copia di un originale greco ellenistico. Il volto giovane e sereno testimonia l’ammirazione dei Romani per la scultura classica e la loro abilità nel reinterpretarla. Dal Novecento proviene invece una scultura in legno di Henry Moore del 1932, realizzata secondo il principio della “verità al materiale”. La forma astratta, scavata direttamente nel legno, dialoga con la venatura naturale del materiale e riflette l’influenza delle arti extraeuropee sulla scultura moderna. Il percorso attraverso le arti applicate include anche un sorprendente tavolo da biblioteca di Carlo Bugatti, dove legno, metalli e pergamena si fondono in una creazione quasi scultorea. Il pezzo testimonia l’eclettismo decorativo dell’Art Nouveau e l’immaginazione visionaria del designer italiano.
Tra le curiosità più affascinanti della fiera compare una carta portolana del XIV secolo attribuita a Rex Tholomeus, una delle più antiche mappe complete d’Europa giunte fino a noi. Disegnata su pergamena e ricca di dettagli geografici e politici, rappresenta un documento fondamentale della nascente cartografia europea. Non meno spettacolare è una coppia di vasi giapponesi “Birdcage” in porcellana di Arita del XVII secolo, circondati da elaborate strutture in lacca dorata che ospitano uccelli decorativi: un raro esempio di oggetti di lusso destinati all’esportazione verso le corti europee. Passeggiando tra gli stand si percepisce chiaramente perché TEFAF sia considerata la “fiera delle meraviglie”.
Qui il mercato incontra la ricerca storica e la connoisseurship più rigorosa. Ogni opera è sottoposta a controlli scientifici e a un severo processo di selezione, trasformando la fiera in una piattaforma di riferimento non solo commerciale ma anche culturale. L’edizione 2026 conferma dunque il ruolo di TEFAF come uno dei luoghi privilegiati dove il passato e il presente dell’arte si incontrano. Prima ancora dell’apertura ufficiale, l’anteprima dimostra che Maastricht continua a essere, per collezionisti e studiosi, una capitale mondiale della bellezza.



