
Fondata nel 1925 e oggi guidata dalla terza generazione della famiglia, Pasqua Vini è un’impresa veronese che ha costruito negli anni una presenza internazionale mantenendo un forte legame con il territorio. Accanto alla produzione vinicola, l’azienda ha sviluppato una progettualità culturale sempre più strutturata, diventando, come si definisce, una “House of the Unconventional”, un laboratorio in cui qualità e creatività convivono.
È in questa direzione che si inserisce l’annuncio della sponsorizzazione dell’Estate Teatrale Veronese 2026, in programma da giugno a settembre al Teatro Romano. Un’iniziativa che rafforza ulteriormente il rapporto tra la cantina e la città di Verona, già consolidato attraverso il sostegno al progetto 67 Colonne per l’Arena, attivo dal 2021.

La manifestazione si svolge in uno dei luoghi più significativi della città e si presenta, sotto la direzione artistica di Fabrizio Arcuri, con il titolo (H)Earth of Glass. Il progetto mette al centro una riflessione sulla terra come materia viva e fragile, intesa al tempo stesso come paesaggio culturale e radice identitaria, e individua nel Teatro Romano uno spazio privilegiato per sperimentare nuovi linguaggi e forme di racconto. Per Pasqua Vini si tratta di un passo coerente con un percorso avviato nel 2018, che ha portato l’azienda a investire circa 7 milioni di euro in progetti culturali in Italia e all’estero. Installazioni immersive, collaborazioni con artisti internazionali e iniziative aperte al pubblico hanno progressivamente costruito un dialogo tra arte, vino e innovazione, spesso coinvolgendo direttamente gli spazi della città. “Attraverso questa collaborazione, confermiamo la volontà della nostra cantina di essere non solo protagonista nel panorama vitivinicolo internazionale, ma anche attore attivo nella crescita culturale del territorio”, afferma il presidente Umberto Pasqua, sottolineando il valore simbolico del Teatro Romano e il legame con Verona.

All’interno di questa visione si colloca anche Hey French: You Could Have Made It But You Didn’t, progetto enologico giunto alla sua quinta edizione e presentato in anteprima. Il vino, costruito attraverso un blend multivintage che unisce sei annate – 2015, 2018, 2019, 2020, 2022 e 2024 – rappresenta una delle espressioni più radicali della volontà di sperimentazione della cantina, sia sul piano produttivo sia su quello comunicativo. A rafforzare il dialogo con l’arte è la collaborazione con l’artista CB HOYO, autore dell’etichetta di Hey French e di un’opera site-specific esposta dal 1 al 15 aprile sul pannello esterno del Teatro. L’intervento, costruito con un linguaggio diretto e vicino alle giovani generazioni, invita il pubblico a tornare a teatro e a vivere l’esperienza dello spettacolo dal vivo.
A inizio 2026 l’azienda vinicola ha inoltre lanciato una open call internazionale che ha raccolto circa 200 candidature di artisti da tutto il mondo per la realizzazione di una nuova installazione d’arte. L’opera accompagnerà il lancio di un nuovo progetto vinicolo della cantina e sarà presentata insieme ad esso durante la prossima edizione di Vinitaly. In questo intreccio tra produzione, sperimentazione e sostegno culturale si definisce l’identità di Pasqua Vini: un modello in cui il vino diventa linguaggio e l’investimento nella cultura uno strumento per costruire relazioni, visioni e nuove forme di racconto.



