
Al Museo di Architettura di Francoforte (DAM) Owens presenta il suo ciclo di immagini Suburbia (1972/2002)
Inaugura al Museo di Architettura di Francoforte (DAM) una grande mostra dedicata al tema delle periferie in America (20 Marzo – 2 Agosto). Il maestro di fotografia Bill Owens presenta il suo ciclo di immagini Suburbia (1972/2002) un importante affresco antropologico e urbanistico, profondamente influente per coloro che desiderano comprendere meglio gli sviluppi della società contemporanea. Il capolavoro dell’autore – primo libro fotografico a ricevere il Guggenheim Prize nel 1972- descrive le contraddizioni della classe media americana e l’espansione delle periferie nell’area della Baia di San Francisco.

L’opera di Owens si colloca a metà strada tra i ‘nuovi documentaristi’ degli anni ’60, tra cui Diane Arbus e Gary Winograd, e le interpretazioni più ironiche, concettuali e postmoderne, che sarebbero venute dopo, come lo sguardo sarcastico delle opere di Martin Parr. Le sue significative indagini sulla società contemporanea hanno esercitato una forte influenza su un’intera generazione di fotografi, tra cui Gabriele Basilico. Owens utilizza la fotografia come fosse un ‘antropologo visivo’, descrivendo un vero e proprio affresco della rivoluzione culturale che ha segnato il mondo intero negli anni Sessanta, combinata con la crescita della società americana e lo sviluppo urbano degli anni Settanta.

Le opere di Owens sono collezionate da importanti musei come il MOMA (NYC), Moderna Museet di Stoccolma, la Bibliothèque National di Parigi. Tra i suoi collezionisti privati si ricordano autori quali Sofia Coppola e Elton John. L’Archivio Fotografico Bill Owens, oltre alla sede di Hayward a San Francisco, si trova a Milano. L’archivio sviluppa mostre ed eventi in tutta l’Europa, per la diffusione dell’opera dell’autore. Inoltre conserva stampe vintage, una serie di film, libri, pubblicazioni in prima edizione, cofanetti con tirature limitate, cataloghi unici firmati dall’autore.
Grazie all’operato dell’Archivio Bill Owens Milano vengono realizzate decine di mostre e partecipazioni monografiche in Europa tra cui Paris Photo, Photo Espana, Foto Triennale Odense, solo per citarne alcune. Pubblicazioni internazionali di rilievo con case editrici quali Damiani e la newyorkese D.A.P. Oltre a presentazioni e conferenze pubbliche alla Biennale di Venezia (con Gabriele Basilico), alla Fondazione Martin Parr a Bristol, al Arnolfini Art Center di Bristol, al CCCB (Centro Cultura Contemporanea) di Barcellona.

L’anno dopo la pandemia, all’età di 80 anni, Bill Owens ripercorre quelle strade che lo avevano reso famoso agli inizi degli anni ’70. Nel nuovo viaggio ‘cost to cost’ l’autore cerca stimoli e nuove prospettive. Lo sguardo di Bill Owens continua ancora oggi a cogliere dettagli nell’ineluttabile urgenza della necessità. All’autore dobbiamo più di semplici fotografie. Le sue – così come quelle di Robert Capa sullo ‘Sbarco in Normandia’ o di Walker Evans sulla ‘Grande Depressione’ degli anni ’30 – sono veri e propri strumenti concettuali, panorami, riferimenti visivi con i quali siamo in grado di immaginare e conoscere il particolare universo di senso, il modo di vivere e fare società che è l’inurbamento della costa Ovest degli Stati Uniti, allora, come oggi. Cinema, architettura, sociologia e molte generazioni di giovani fotografi sono debitori nel proprio linguaggio sull’argomento delle periferie (‘Suburbs’) alle iconiche immagini di Bill Owens.



