19 Settembre 2026 02:13

La pittura a Napoli dopo Caravaggio. In mostra a Forte dei Marmi

Veduta della mostra Pittura a Napoli dopo Caravaggio, Forte Pietro Leopoldo I, Forte dei Marmi Ph Barbara Cardini
Veduta della mostra Pittura a Napoli dopo Caravaggio, Forte Pietro Leopoldo I, Forte dei Marmi Ph Barbara Cardini
Fino al 27 settembre il Forte Pietro Leopoldo I ospita opere del Seicento della collezione della Fondazione De Vito

Per la prima volta in Toscana un corposo prestito di opere dalla collezione De Vito, 39 opere di artisti che nel “secolo d’oro” rielaborarono il linguaggio caravaggesco (Michelangelo Merisi detto il Caravaggio soggiorna a Napoli tra il 1606 e il 1607 e tra il 1609 e il 1610), fra natura e rappresentazione del teatro della vita, fino ad un lessico più prettamente classicistico e barocco. Il percorso della mostra di Forte dei Marmi si sviluppa secondo uno svolgimento cronologico, ponendo l’accento sui legami e le corrispondenze tematiche, le relazioni fra artisti e opere, documentando una narrazione articolata della scena napoletana del Seicento e gli interessi specifici del collezionista De Vito.

Giuseppe De Vito è stato collezionista rigoroso formando una raccolta, rara per coerenza e qualità, “comprava per studiare e studiava per comprare”, fu mecenate della ricerca storiografica, archivistica e fotografica e la sua Fondazione si dedica alla promozione, al sostegno e alla valorizzazione dell’arte moderna a Napoli per le nuove generazioni.

 

Veduta della mostra Pittura a Napoli dopo Caravaggio, Forte Pietro Leopoldo I, Forte dei Marmi Ph Barbara Cardini
Veduta della mostra Pittura a Napoli dopo Caravaggio, Forte Pietro Leopoldo I, Forte dei Marmi Ph Barbara Cardini

Il titolo della mostra, Pittura a Napoli dopo Caravaggio, ribadisce il valore e l’impatto dirompente delle opere di Caravaggio, esiste un “prima e un “dopo” inesorabile, l’artista già famoso al tempo dei suoi soggiorni nella città partenopea, partorì due capolavori, due grandi pale d’altare con le Sette opere di Misericordia per il Pio Monte e la Flagellazione per la Chiesa di San Domenico.

Naturalismo

Una prima sezione documenta l’influenza a Napoli delle opere di Caravaggio e l’affermarsi del Naturalismo con dipinti che evocano la tecnica del luminismo caravaggesco e la sua nuova interpretazione dei soggetti sacri, come lo spagnolo Jusepe de Ribera.

 

Veduta della mostra Pittura a Napoli dopo Caravaggio, Forte Pietro Leopoldo I, Forte dei Marmi Ph Barbara Cardini
Veduta della mostra Pittura a Napoli dopo Caravaggio, Forte Pietro Leopoldo I, Forte dei Marmi Ph Barbara Cardini

Nella seconda sezione, un gruppo di tele, realizzate tra la metà degli anni Trenta e gli anni Cinquanta del Seicento, documenta l’affermarsi di quadri di “figure in piccolo”, richiesti dal collezionismo privato, con rappresentazioni di martirii di santi e cicli storici, con episodi di cronaca contemporanea o scene profane. Un altro nucleo si focalizza sulle protagoniste femminili, sante e donne bibliche, soggetto molto diffuso nella devozione partenopea.

La terza sezione è dedicata alla Natura morta, genere che a Napoli vide la formazione di una vera e propria scuola di pittori che riscossero grande successo, ben oltre l’ambito partenopeo, Luca Forte, Paolo Porpora, Giovanni Battista, Giuseppe Ruoppolo. Giuseppe Recco è presente con due piccole tele eseguite in pendant, una con testa di vitello, cartoccio di frutta secca e provola e una con lingua di bue, cavolo e pernice, due visioni still life senza virtuosismo o compiacimento, fatte di pittura corposa, materica che rappresentano una visione intima, quotidiana.

Veduta della mostra Pittura a Napoli dopo Caravaggio, Forte Pietro Leopoldo I, Forte dei Marmi Ph Barbara Cardini
Veduta della mostra Pittura a Napoli dopo Caravaggio, Forte Pietro Leopoldo I, Forte dei Marmi Ph Barbara Cardini
Barocco

L’ultima sezione documenta gli sviluppi verso il Barocco, avviati dalla metà del Seicento con l’arrivo in città di Mattia Preti nel 1653 e l’affermazione di Luca Giordano, artisti di fama, entrambi rappresentati in collezione con opere importanti come la Testa di San Giovanni Battista (1657-1660 ca.) di Giordano ai modi riberani, il volto pieno di pietas e carnalità nel pallore ceruleo del volto e del panno in primo piano.

Sono presenti artisti come Battistello Caracciolo, iniziatore del naturalismo caravaggesco a Napoli, suo il San Giovanni Battista fanciullo del 1625 ca. proveniente da Vaglia (Fi) e immagine simbolo della mostra; Jusepe de Ribera, Francesco Fracanzano, Paolo Finoglio, Giovanni Ricca e il Maestro degli Annunci ai pastori, Massimo Stanzione, Aniello Falcone, Micco Spadaro, Bernardo Cavallino, Andrea Vaccaro, Antonio De Bellis.

 

Veduta della mostra Pittura a Napoli dopo Caravaggio, Forte Pietro Leopoldo I, Forte dei Marmi Ph Barbara Cardini
Veduta della mostra Pittura a Napoli dopo Caravaggio, Forte Pietro Leopoldo I, Forte dei Marmi Ph Barbara Cardini

Uno spazio della mostra è, infine, preposto ad illustrare la personalità di collezionista e studioso di De Vito, la sua partecipazione alle mostre degli anni Ottanta sul Seicento napoletano, i rapporti intrattenuti con musei, istituzioni culturali, studiosi, galleristi e la creazione del periodico Ricerche sul ‘600 napoletano, attraverso l’esposizione di documenti e materiali in gran parte inediti che possono essere posti in rapporto con le opere.

Il Fortino

Il catalogo (Pacini Fazzi, 2026) è a cura e con il contributo critico della storica dell’arte Nadia Bastogi, studiosa di arte moderna, curatrice della mostra, allieva di Mina Gregori, la più grande conoscitrice dell’opera caravaggesca.

 

Veduta della mostra Pittura a Napoli dopo Caravaggio, Forte Pietro Leopoldo I, Forte dei Marmi Ph Barbara Cardini
Veduta della mostra Pittura a Napoli dopo Caravaggio, Forte Pietro Leopoldo I, Forte dei Marmi Ph Barbara Cardini

La città di Forte dei Marmi ha compiuto negli ultimi anni un percorso, insieme alla Fondazione Villa Bertelli, che ha portato a questo evento espositivo all’interno del Fortino ed è un manifesto della volontà di produrre cultura, assumendo, attraverso l’arte, un ruolo di primo piano nel territorio vocato storicamente al turismo balneare.

www.villabertelli.it