19 Settembre 2026 02:52

Avanti! Georg Baselitz al Museo Novecento

Installation View Baselitz. Avanti! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist. Ph Elisa Norcini
Installation View Baselitz. Avanti! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist. Ph Elisa Norcini
Il Museo del Novecento con questa retrospettiva accoglie l’intera produzione grafica di Georg Baselitz, con 150 opere su carta

Firenze è una città molto cara a Georg Baselitz, vi soggiorna con la moglie Elke per la prima volta nel 1965, ammira i maestri del Rinascimento. Rimane colpito dalla Cappella Brancacci nella Chiesa del Carmine e dai suoi affreschi, soprattutto dalla Crocifissione di San Pietro di Filippino Lippi, con il santo a testa in giù. Incontra in contesti informali Ottone Rosai, autore che stima e del quale acquisisce un’opera.

Il Museo del Novecento con questa retrospettiva accoglie l’intera produzione grafica, 150 opere su carta, 5 dipinti e sculture realizzate in sessant’anni di attività, un omaggio all’artista vivente e alla sua dimensione grafica, una scelta unica e coraggiosa. L’esposizione curata da Sergio Risaliti, con la collaborazione di Daniel Blau e la supervisione dello stesso Maestro, si sviluppa sui tre piani del Museo (la collezione permanente viene eccezionalmente spostata in mostra a Castelfiorentino) in dialogo la produzione più recente, i lavori realizzati nel 2005, con la mostra “Ottone Rosai. Poeta innanzitutto”.

 

Installation View Baselitz. Avanti! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist. Ph Elisa Norcini
Installation View Baselitz. Avanti! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist. Ph Elisa Norcini

Risaliti spiega il significato del titolo Avanti! come “una dichiarazione di metodo, di vita, nel continuare, nonostante tutto, a mettere in discussione ciò che sembra acquisito, pronto ancora una volta ad andare avanti”. Non è un caso che il giorno dell’inaugurazione è il 25 marzo, giorno del Capodanno fiorentino, festa grande per la città legata al culto mariano e trionfo del mistero dell’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele.

Umkehrung

Nato in Germania nel 1938, Baselitz porta con sé le tensioni, i conflitti, il fallimento di una società dilaniata dal conflitto mondiale, le sue opere non consolano ma portano il dissidio di questo periodo storico, sono però vitali, vigorose anche attraverso materiali diversi, dalla carta, al legno, al metallo. Le linee sono veloci e frenetiche, sembrano attaccare la struttura figurativa, che però rimane, ma viene rielaborata divenendo sovversiva e così si capovolge. Nel 1981 Baselitz afferma che il suo rapporto con l’oggetto è arbitrario, l’armonia viene scompaginata ma soltanto per raggiungere un ulteriore limite.

 

Installation View Baselitz. Avanti! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist. Ph Elisa Norcini
Installation View Baselitz. Avanti! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist. Ph Elisa Norcini

Un soggetto dipinto a testa in giù è adatto alla pittura proprio perché inadatto come oggetto, in tedesco “umkehrung”, concetto espresso da Nietzsche come critica alla razionalità, alla morale cristiana. Ad un certo punto della sua carriera, l’artista voleva qualcosa di diverso, ciò che nessuno aveva mai azzardato prima, senza compromessi per affermare la propria singolarità. Qualche anno più tardi, egli dichiara di lavorare esclusivamente con le disarmonie, con il principio della distruzione e dello squilibrio ma l’armonia si instaura comunque e torna sempre rinnovata.

Il distruttivo diventa una nuova formula per un nuovo concetto, l’armonia arriva sempre dopo la distruzione. Georg dipinge sempre sul pavimento perché lì sente la terra, usa tele molto grandi, tanto da doverci camminare sopra per completarle, così nascono le opere di danza. All’inizio usa travi di legno per non lasciare impronte, poi le assi scompaiono e le tracce rimangono sui dipinti. Baselitz, come afferma Ulrich Weisner, ha trovato per sé una via individuale che non è imitabile né può diventare stile.

Installation View Baselitz. Avanti! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist. Ph Elisa Norcini
Installation View Baselitz. Avanti! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist. Ph Elisa Norcini
Iconoclastia

La musica è un interesse importante, soprattutto quella legata alle culture prive di iconografia, dove la rappresentazione della divinità è proibita, come nel mondo arabo. Baselitz prende a cuore, dunque, il tema dell’iconoclastia ed il suo lavoro artistico diventa esso stesso una risposta, una difesa della figura, della tradizione umanistico-rinascimentale, una lotta all’inquietudine e alla repressione dell’arte.

Dall’ingresso il pubblico è portato nel mondo figurativo di Baselitz attraverso una serie di grandi linoleografie realizzate tra la fine degli anni Settanta e gli anni Duemila, qui ci sono i motivi più ricorrenti della sua iconografia, il corpo umano isolato o in coppia, figure frammentate e soggetti legati alla dimensione dell’eros, dove appare eloquente l’uso del colore nero sul quale si incide la figura, il tema del nudo e il riferimento all’amata moglie.

 

Installation View Baselitz. Avanti! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist. Ph Elisa Norcini
Installation View Baselitz. Avanti! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist. Ph Elisa Norcini

Nella cappella dell’ex-Leopoldine è presentato un nucleo di opere che mette in dialogo grafica e scultura, includendo Pace Piece (2004), una scultura originariamente realizzata per la mostra Forme per il David, nel 2004, insieme a lui, Fabro, Kounellis, Morris, Struth, dedicata al David di Michelangelo Buonarroti presso la Galleria dell’Accademia. Inoltre, una serie di acquatinte alla maniera dello zucchero, immagini di piedi e mani come radiografie, che possono evocare, in questo contesto, icone e reliquie di sante e santi negli edifici di culto.

Gli Eroi

1965 (2024) è la grande scultura bronzea che occupa il centro del chiostro del Museo, solida e totemica. Le sale del primo piano del museo ospitano una selezione di xilografie e linoleografie di diversi formati, affiancate da alcuni dipinti che i diversi linguaggi utilizzati dall’artista. In questo contesto compaiono alcuni dei temi più noti della sua produzione, tra cui i lavori legati al ciclo degli Eroi, realizzato a Berlino tra il 1965 e il 1966, in cui figure monumentali e isolate emergono da paesaggi devastati, apocalittici. I celebri Orangenesser (Mangiatori di Arance) dei primi anni ’80 con le figure capovolte che sono il segno distintivo della sua produzione, magnetici, assordanti.

Un intero ambiente è dedicato alla serie dei cosiddetti Remix, avviata a partire dal 2005, in cui Baselitz torna a confrontarsi con alcune delle proprie opere storiche reinterpretandole con uno stile spesso più libero, sintetico e immediato. Simbolo della mostra è un’aquila caduta, animale araldico della tradizione tedesca, simbolo imperiale, che qui non è trionfante, bensì metafora critica dell’identità nazionale tedesca.

 

Installation View Baselitz. Avanti! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist. Ph Elisa Norcini
Installation View Baselitz. Avanti! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist. Ph Elisa Norcini

L’allestimento si avvale della consulenza della Fondazione Il Bisonte, eccellenza nella grafica d’arte, presieduta da Simone Guaita. In occasione della mostra la Fondazione proporrà un pacchetto di visite guidate e workshop di grafica, il fine settimana, da aprile a giugno. Esperienze pratiche e laboratoriali sulle tecniche usate nelle opere, dalla puntasecca, all’acquaforte, alla xilografia.

Mostra imperdibile, che vale la pena visitare e rivisitare per una comprensione ed immersione totale, affinché l’arte di Baselitz stimoli ad un approccio critico verso la realtà, per andare avanti incessantemente, invertendo la linea del tempo, continuando ad interrogarsi sul rapporto fra arte, storia e memoria.

Museo Novecento
Piazza di Santa Maria Novella, 10 – Firenze
www.museonovecento.it