
Il Padiglione si intitola “Saddaxleey”, e le tre artiste Ayan Farah, Asmaa Jama e Warsan Shire si ispirano alla tradizione poetica del Paese africano
Per la prima volta nella sua storia, la Repubblica Federale della Somalia parteciperà alla Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Il Padiglione Nazionale, intitolato “Saddaxleey”, troverà la sua locazione a Palazzo Caboto, nel cuore di Venezia, nello strategico angolo tra Riva degli Schiavoni e l’affollatissima via Garibaldi, proprio a metà del percorso tra Giardini e Arsenale.
Il progetto riunisce i lavori di tre artiste – Ayan Farah, Asmaa Jama e Warsan Shire – in un percorso espositivo che si sviluppa su tre piani, seguendo un ritmo triadico ispirato alla forma poetica tradizionale somala da cui prende il nome. Saddaxleey (pronuncia sa-DEH-ley) deriva infatti da saddex, che significa “tre”, e descrive una logica generativa basata su ripetizione, variazione e relazione.
Riconosciuta internazionalmente come la “Nazione dei Poeti”, la Somalia porta a Venezia un padiglione che non si limita a presentare la poesia come contenuto, ma ne adotta la struttura come metodologia espositiva. Parola, suono e materia convergono in un’installazione che spazializza la forma poetica, in dialogo con il tema della Biennale Arte 2026, In Minor Keys, voluto da Koyo Kouoh. Ma chi sono le protagoniste di questa prima volta biennalesca? Ayan Farah, artista somalo-svedese con base a Stoccolma, utilizza tessuti e sedimenti come depositi del tempo, lasciando che la materia custodisca ciò che non può essere espresso direttamente; Asmaa Jama, poetessa, regista e artista multidisciplinare somalo-danese, attraversa il film, la performance e le pratiche d’archivio per interrogare come il patrimonio venga documentato e riattivato; Warsan Shire, scrittrice e poetessa somalo-britannica nota per le sue collaborazioni con Beyoncé (Lemonade, Black Is King), dà voce allo sradicamento e all’intimità, plasmando il linguaggio come testimone e archivio.

Commissionato da Abdirahman Yusuf Mohamud, in qualità di Consigliere Culturale su mandato dell’Ufficio del Primo Ministro della Somalia, il Padiglione è realizzato con il supporto del Ministero dell’Informazione, Cultura e Turismo e del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Federale della Somalia. La curatela è affidata a Mohamed Mire e Fabio Scrivanti. Tra i partner principali figurano Galerie Nordenhake e Galerie Kadel Willborn, affiancati da diversi contributori privati.



