20 Settembre 2026 04:52

Resonance. Sara Ricciardi per Pasqua Vini a Palazzo Maffei

RESONANCE, installazione di Sara Riccardi per Pasqua Vini
RESONANCE, installazione di Sara Riccardi per Pasqua Vini
In occasione di Vinitaly 2026, Pasqua Vini presenta l’artista Sara Ricciardi per la nuova edizione del format Sips of Art. When fine wine meets art

In occasione di Vinitaly 2026, Pasqua Vini presenta a Verona la nuova edizione del format Sips of Art. When fine wine meets art, un progetto che utilizza i linguaggi dell’arte per raccontare il vino attraverso una serie di interventi diffusi in città. Ad aprire il programma è Resonance, installazione ospitata negli spazi di Palazzo Maffei e firmata da Sara Ricciardi, artista e spatial designer. Ricciardi, fondatrice del suo studio a Milano, sviluppa un approccio progettuale basato su una ricerca narrativa e tecnica sugli spazi e i materiali, in cui ogni forma nasce da una storia specifica.

L’installazione nasce per celebrare la collaborazione tra la famiglia Pasqua, con una storia centenaria di esperienza radicata in Valpolicella e orientata al futuro con codici stilistici rinnovati, e il winemaker internazionale Charles Smith, riconosciuto per la sua visione radicale e identitaria del vino. Il progetto interpreta questo incontro come espressione di un principio più profondo: il valore del tutto, in cui due identità, nel dialogo, generano la novità. Resonance, che sarà visibile dal 10 al 14 aprile 2026, prende forma attraverso il simbolo del geode, una roccia che allo sguardo risulta compatta, ma nasconde al proprio interno la luce. Abbiamo chiesto a Sara Ricciardi di raccontare il progetto…

 

Resonance, interno installazione
Resonance, interno installazione

Resonance nasce dalla collaborazione tra la famiglia Pasqua e Charles Smith. Come si traduce questo incontro all’interno dell’installazione?
L’installazione interpreta questa collaborazione come espressione del valore del tutto. Quando due identità si incontrano in modo armonico, si riconoscono per i valori che condividono e non si limitano a sommarsi, ma generano una forza nuova, più complessa e più completa. Il progetto cerca di rendere visibile proprio questo processo, mettendo al centro il dialogo e il confronto tra due visioni che, nella relazione, danno origine a qualcosa che prima non esisteva.

Il progetto è ospitato a Palazzo Maffei, un luogo con una forte identità storica. Quanto ha inciso il contesto nella progettazione?
Molto: l’installazione è pensata in relazione allo spazio che la accoglie. Palazzo Maffei ha un’aura di sacralità, una presenza silenziosa ma potente, sia dal punto di vista architettonico che simbolico. Il lavoro si inserisce in questo scenario cercando una coesistenza tra elementi contemporanei e storia del luogo.

 

Resonance, installazione
Resonance, installazione

Il geode è il simbolo centrale dell’opera. Perché questa scelta e cosa rappresenta nel progetto?
Il geode è una roccia apparentemente massiccia e chiusa che, aprendosi, rivela una materia preziosa e luminosa. È un’immagine che permette di raccontare in modo puntuale l’idea di apertura e di scoperta. All’interno dell’installazione, il geode diventa lo spazio in cui si manifesta questo passaggio: dalla chiusura iniziale alla rivelazione di un interno luminoso, che nasce proprio dalla frattura.

Il percorso del visitatore è costruito dunque come un attraversamento, da uno spazio più chiuso a uno luminoso. Che ruolo ha questo transito?
L’ospite è invitato a vivere un vero e proprio rituale di passaggio. Si accede da un vicolo stretto e ombroso, attraversando un tendaggio oscurante, per arrivare a uno spazio inatteso. Questo passaggio è centrale nel progetto perché l’idea di frattura non è intesa solo come distanza o separazione, ma come lo spazio necessario per creare: così si costruisce il senso dell’esperienza.

 

Sara Ricciardi e Riccardo Pasqua
Sara Ricciardi e Riccardo Pasqua

All’interno del geode la luce costruisce una sorta di sequenza di albe e tramonti. Che cosa si intende evocare?
All’interno dello spazio, una coreografia ritmica e radiosa suggerisce il tempo del ciclo del giorno, dal buio alla luce. Il visitatore si trova immerso in una progressione che rappresenta il tempo che si sussegue, un ritmo che richiama anche la vita del vigneto e dell’uva. Le luci che si chiamano e si specchiano simboleggiano il dialogo, il confronto e la risonanza tra le due parti. È proprio questa relazione tra visioni diverse che dimostra il potere dell’incontro, della bellezza che sei genera insieme.

Cosa ti interessa che resti al pubblico dopo aver attraversato Resonance?
Una sensazione. Non necessariamente una comprensione razionale, ma un ricordo legato all’esperienza vissuta. Se lo spazio riesce a lasciare una traccia, anche minima, allora ha funzionato.