
Dal gennaio del 1938 al giugno del 1939 la Guggenheim Jeune promuove nuovi artisti fra l’astrazione e il surrealismo
La veneziana Collezione Peggy Guggenheim presenta Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista, rivolta al periodo londinese e alla sua prima galleria, Guggenheim Jeune. La mostra, curata da Gražina Subelytė e da Simon Grant, ne esplora gli anni formativi come antefatto al suo ruolo di mecenate dell’arte del Novecento. Fase che si incunea nella scena artistica britannica tra le due guerre mondiali, contribuendo alla sua visibilità e diffusione in un momento in cui le istituzioni londinesi erano ancorate al conservatorismo.
Durante diciotto mesi, dal gennaio del 1938 al giugno del 1939 la Guggenheim Jeune promuove nuovi artisti molti dei quali condividono le poetiche dell’astrazione e del surrealismo. Il suo rapporto con quest’ultimo inizia presto grazie anche a Marcel Duchamp, figura chiave della cerchia surrealista francese. Inserendo il movimento nell’Exhibition of Contemporary Painting and Sculpture del 1938, in cui espongono Max Ernst, René Magritte, André Masson e Joan Mirò.
Kernn-Larsen
Movimento che comprende anche l’autrice danese Kernn-Larsen, le cui opere rimandano al tema della femme-arbre, la donna interpretata come albero. L’identificazione della donna surrealista con la natura fertile la si riscontra in opere come Autoritratto (Conosci te stesso) in cui foglie metamorfiche si trasformano nelle sue stesse labbra.

Arp
La Guggenheim Inizia la sua attività di collezionista, acquistando la scultura di Jean (Hans) Arp, Testa e conchiglia del 1933. Inizialmente l’artista si dedica al figurativo ma poi realizza una serie di forme astratte intitolate Concrezioni scolpite nel gesso e quindi fuse in bronzo. Fanno venire in mente processi di cristallizzazione e metamorfosi, più che motivi specifici tratti dalla natura.
Testa e Conchiglia ha le stesse caratteristiche tondeggianti e turgide delle Concrezioni; la sua base curva e attorcigliata manifesta l’energia spontanea della gemmazione. Tuttavia non si caratterizza per una forma continua, essendo costituita da due elementi separabili. Nello steso tempo è incoraggiata dall’amico e scrittore irlandese Samuel Beckett, che la invita a sostenere l’arte contemporanea poiché è “una cosa viva”.

Kandinsky
La Guggenheim Organizza oltre venti mostre. Inclusa la prima personale nel Regno Unito di Vasily Kandinsky. Il critico di “The Times” annota, di fronte all’arte estratta, che “mette un po’ in difficoltà chi la osserva”, ma che “risulta piacevole”. Contatta quindi la Tate Gallery offrendole un dipinto prebellico, Cosacchi, 1910–11, creato nella fase in cui Kandinsky, consente di riconoscere un arcobaleno, cavalieri a cavallo, uomini con lance e un edificio in cima a una collina.
Curva dominante, del 1936, è un grande dipinto a olio che da un lato, riflette l’interesse costante per le forme organiche e microscopiche, intuibili nella forma rosa in alto a destra e nelle varianti più piccole e delicate in alto e in basso a sinistra, che fanno ipotizzare che l’artista conosca l’opera coeva dei surrealisti a Parigi. Dall’altra, nell’opposizione tra le linee sottili e la curva che prevale, il dipinto manifesta il continuo impegno di Kandinsky nell’affrontare i concetti di tensione ed equilibrio, fondamento della sua astrazione sin da prima della Prima guerra mondiale.
La scultura
Il percorso espositivo si apre con opere chiave dell’astrazione e del Surrealismo presentate durante la breve ma intensa attività di Guggenheim Jeune, che riflettono le principali tendenze artistiche alla base del programma della galleria. Le sale successive sono dedicate alle singole mostre organizzate in questo spazio, come quella dedicata all’artista russa Marie Vassilieff, creatrice del genere delle “bambole artistiche” e alla rassegna di scultura contemporanea. Guggenheim riconosce a Marcel Duchamp il merito di averla aiutata a organizzare la collettiva, con le sue ventinove sculture e sette opere su carta di otto artisti, tra cui Jean Hans Arp, Sophie Tauber-Arp, Constantin Brancusi ed Henry Moore, unico esponente della scena britannica.

Brancusi
Brancusi amava accarezzare le proprie sculture ad occhi chiusi, mettendosi nei panni di un ideale fruitore cieco. Manifestando la sua tendenza verso una progressiva epurazione della forma. Come nella Scultura per ciechi. Ciò che colpisce è appunto l’assenza di forma, l’eliminazione di qualsiasi riferimento anatomico. Per un’altra visione che va oltre la vista, che va al di là della sua retinicità.
Moore
Le forme modellate, sinuose, fluide di Figura sdraiata sintetizzano l’impazienza dell’autore rispetto alle limitazioni dello scolpire e indicano una nuova fase, più libera ed espressiva, della sua arte. La tibia e l’anca, l’arco teso delle braccia e il petto, un torso simile ad una chela di granchio, la componente psicologica della testa distillata in un solco: da tutto emana un senso di liberazione creativa.

Morris
Una novità per il grande pubblico sono i ritratti di Cedric Morris, al centro della scena dell’avanguardia britannica. E’ la terza mostra organizzata a Guggenheim Jeune quasi a concedersi una pausa tra arte astratta e surrealista, dedicata ai ritratti dell’artista gallese (17 marzo–7 aprile 1938) con dipinti spesso trasgressivi, con colori audaci, impasti variegati. Elementi che definiscono una particolare distorsione nel ritrarre la cerchia di amici e conoscenze. Opere che alcuni apprezzano per la novità del loro candore, e per il raggiunto equilibrio tra l’espressione del carattere e l’atteggiamento caricaturale.
Ci sono quindi le sale dedicate alle esposizioni del pittore statunitense Charles Howard e dello scultore tedesco Heinz Henghes. Segue un omaggio alla storica mostra Abstract and Concrete Art, con opere di Mondrian, Taeuber-Arp e Van Doesburg; quella riservata ai ritratti fotografici a colori di Gisèle Freund, presentati originariamente al Guggenheim Jeune in forma di proiezione: una modalità espositiva prediletta dall’artista per tutta la vita, per mostrare le sue trasparenze a colori rivolte ad artisti e intellettuali.



