
Zoe Leonard, dopo oltre un decennio, lascia Hauser & Wirth per la galleria Maxwell Graham. E intanto Carol Rama debutta a New York con una mostra che coprirà sei decadi di carriera
Zoe Leonard, la cui opera sarà alla Biennale di Venezia la prossima settimana, ha lasciato Hauser & Wirth, una delle più grandi gallerie d’arte del mondo con 14 sedi, ed è passata a Maxwell Graham, uno spazio molto più piccolo di base a New York e noto per la diffusione di arte concettuale, tra i cui rappresentanti figurano Cameron Rowland, Ser Serpas, Hamishi Farah e Tiffany Sia. Graham rappresenterà Leonard insieme alle sue gallerie di lunga data, Gisela Capitain di Colonia e Raffaella Cortese di Milano. “L’opera di Zoe Leonard ha osservato il mondo. Per oltre 40 anni Leonard è stata tra gli artisti più acclamati dalla critica della sua generazione” ha scritto il gallerista nell’annuncio del “passaggio”.
Segnato da un interesse per la perdita e il degrado, tra le sue opere più famose di Leonard vi sono Strange Fruit (1992-97), un’installazione composta da 300 bucce di frutta cucite insieme, e I want a president (1992), un testo che descrive l’insoddisfazione per la leadership americana all’epoca della crisi dell’AIDS. Negli ultimi anni ha rivolto l’obiettivo al confine tra Stati Uniti e Messico per la serie Al río / To the River (2016-22). Alla Whitney Biennial del 2014 ha trasformato una stanza in camera oscura e alla Biennale di Venezia di Koyo Kouoh “In Minor Keys” farà parte di fierce pussy, un collettivo newyorkese di artiste queer.

Leonard è la seconda artista a lasciare Hauser & Wirth nell’ultimo anno. A novembre, George Condo ha lasciato la galleria ed è passato a Skarstedt e Sprüth Magers.
Ma sempre a New York, Hauser & Wirth ha annunciato “I See You You See Me”, la prima mostra della galleria dedicata a Carol Rama (1918-2015). Organizzata da Carlo Knoell, riunisce opere di sei decenni della carriera di Rama. In vita, la sua arte ferocemente non conformista fu respinta e censurata. Negli ultimi anni, la sua pratica ha affascinato nuove generazioni. In mostra, tra le altre opere: Dorina (Appassionata) (1943), Pagliacci (Clowns) (1949), Senza titolo (1963), le Napalm Pictures (1968-69), il rilievo murale La guerra è astratta (1970), Presagi di Birnam (1986), e opere della serie Mad Cow degli anni Novanta.



