18 Settembre 2026 21:39

Eschilo, Sofocle, Euripide. Ecco la stagione del Teatro Greco di Siracusa

Pittore di Trittolemo. Combattimento fra un oplita e un persiano, pittura vascolare da una 𝑘𝑦𝑙𝑖𝑥 attica a figure rosse, V sec. a.C., Museo Archeologico Nazionale di Atene
Pittore di Trittolemo. Combattimento fra un oplita e un persiano, pittura vascolare da una 𝑘𝑦𝑙𝑖𝑥 attica a figure rosse, V sec. a.C., Museo Archeologico Nazionale di Atene
Il filo conduttore che attraversa le opere in scena a Siracusa si basa sul concetto dello sconfinamento.

La sessantunesima Stagione dell’INDA (Istituto nazionale del dramma antico) al Teatro Greco di Siracusa, si aprirà l’8 maggio 2026 con Alcesti di Euripide, tradotto dal greco da Elena Fabbro, messa in scena in coproduzione col Teatro Stabile del Veneto dal direttore dello stesso, Filippo Dini, che interpreterà anche il ruolo di Ferete. Il 9 maggio sarà la volta dell’Antigone di Sofocle. Dopo gli importanti successi con Edipo Re ed Edipo a Colono, Robert Carsen chiude il suo personale viaggio a Tebe. Il 13 giugno debutterà Àlex Ollé, regista catalano, che dirigerà I Persiani di Eschilo nella traduzione di Walter Lapini.

La quarta produzione, l’Iliade, coprodotta in collaborazione con il Parco archeologico di Siracusa, sarà presentata in un doppio allestimento: dal 13 al 16 aprile per quattro date riservate alle scuole con in scena i giovani attori della scuola di teatro dell’INDA e della Peparini Academy; mentre dal 14 al 27 giugno torneranno in scena al Teatro Greco nel ruolo dell’Aedo Vinicio Marchioni e nel ruolo di Achille Giuseppe Sartori.

Il filo conduttore che attraversa le opere si basa sul concetto dello sconfinamento. Sull’idea che l’esistenza è relegata entro limiti necessari. Che non devono essere superati. In caso contrario si va incontro a drammatiche conseguenze.

I persiani

La hybris, la tracotanza, il tema dominante de I Persiani, il più antico testo greco pervenuto, racconta la sconfitta persiana a Salamina (480 a.C.) dal punto di vista dei vinti. L’unica tragedia che non ha un argomento mitologico, basandosi su di un evento storico, avvenuto otto anni prima. La hybris del re di Persia Serse lo spinge a guidare un grandissimo esercito alla conquista dell’Europa. Per l’etica greca, fondata sul limite, andare oltre la misura è un colpa. Che implica sempre Ate, il castigo.

 

Dignitario persiano (dettaglio). Bassorilievo, pietra, V sec. a.C. da Persepolis, Tehran, Museo Nazionale dell’Iran
Dignitario persiano (dettaglio). Bassorilievo, pietra, V sec. a.C. da Persepolis, Tehran, Museo Nazionale dell’Iran

L’azione si svolge a Susa, capitale dell’impero persiano, presso il palazzo reale e la tomba di Dario che, nella seconda parte della tragedia, verrà focalizzata come centro dell’azione scenica. Il coro esprime le sue ansie per le sorti di Serse e dell’infinito esercito di Persiani e di forze alleate non ancora tornati dalla spedizione intrapresa contro la Grecia. Serse non comprende lo sfavore degli, da non ridurre a pura e semplice invidia. Come se fossero gelosi della felicità umana di per sé. In realtà si tratta del divieto, imposto da una legge non scritta, che prescrive di non eccedere.

Mettere in scena oggi I Persiani di Eschilo vuol dire far vivere un testo antico che parla ancora al nostro presente: guerre, politica, potere e dolore collettivo – sono le parole di Àlex Ollé – Noi non vogliamo cambiare il senso del dramma, ma avvicinarlo allo sguardo del pubblico di oggi. I Persiani racconta lo smarrimento di un popolo e dei suoi governanti di fronte a una sconfitta brutale e inaspettata….Il cuore della nostra lettura è l’illusione della perpetuità del potere”.

Antigone

In Antigone la giovane donna, figlia di Edipo, non rispetta l’editto di Creonte che proibisce la sepoltura di suo fratello Polinice traditore della patria. Pena la morte. Ma lei non demorde. E lo seppellisce. Giudicata colpevole di disubbidienza e di superbia, viene condannata a essere sepolta viva. Per comprendere fino in fondo la modernità, la consapevolezza dell’agire di Antigone che Sofocle racconta nel suo dramma, è necessario ricordare qual è lo status della donna nella Grecia del V secolo a.C. La sua posizione è simile a quella dello schiavo: priva di diritti, costretta all’obbedienza, relegata in casa, non partecipa alla vita sociale e politica. Ecco il motivo delle belle braccia bianche che brillano nei versi omerici!

Antigone, Olio di Frederic Cameron Leighton, 1882
Antigone, Olio di Frederic Cameron Leighton, 1882
I contrasti

Sofocle ci mette di fronte ai contrasti, spesso aspri se non delittuosi, che scandiscono l’esistenza di ogni singolo. Da sempre: uomo-donna, vecchi-giovani, individuo-società, leggi umane-leggi divine. Nel caso di quest’ultime Antigone con il suo gesto, seppellire il fratello, testimonia lo strappo violento tra una legge promulgata da un governo (l’editto di Creonte) e le leggi divine (che oggi si incarnano nei diritti umani, civili, di culto). Spezzando così il fragile equilibrio fra queste due essenze etiche, come le definisce Hegel. Da quando Antigone è stata rappresentata per la prima volta ogni generazione legge in modo diverso il conflitto tra moralità e autorità statale, che è al centro dell’opera, dichiara Robert Carsen continuiamo a incontrare politici deboli e dittatoriali come Creonte, politici che cercano di governare attraverso la paura.

Alcesti

Il mito luttuoso e trionfante di Alcesti, la donna che sceglie la morte al posto dello sposo donandogli la vita e poi resuscita, premiata per la sua virtù, si innesta nell’immaginario letterario occidentale grazie al teatro di Euripide che l’ha resa immortale trasformandola in un’eroina del mito greco.
Accostarsi ad Alcesti di Euripide fa paura, perché significa accostarsi ad una morte inaccettabile, forse la più inaccettabile di tutte: la morte di una vittima sacrificale, spiega il regista Filippo Dini. Alcesti fa paura perché è la storia di una donna che, spinta soltanto dalla furia beata del suo amore per il marito, sceglie di morire al posto suo. E fa paura perché ritorna dall’Ade. Quattro secoli prima di Cristo, una donna straordinaria si sacrifica per amore e ritorna in vita dalla morte.