18 Settembre 2026 21:39

Oltre il bacio. Abano Terme e Venezia omaggiano la fotografia di Alfred Eisenstaedt

Alfred Eisenstaedt, Vittoria sul Giappone. Un marinaio bacia un’infermiera durante i festeggiamenti per la vittoria sul Giappone a Times Square (14 agosto 1945; New York City) © Alfred Eisenstaedt /The LIFE Picture Collection /Shutterstock
Alfred Eisenstaedt, Vittoria sul Giappone. Un marinaio bacia un’infermiera durante i festeggiamenti per la vittoria sul Giappone a Times Square (14 agosto 1945; New York City) © Alfred Eisenstaedt /The LIFE Picture Collection /Shutterstock
Monica Poggi cura la mostra “Alfred Eisenstaedt. La fotografia era nell’aria”, articolata in due sedi – il Museo Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme (PD) e il Museo Storico Navale di Venezia. Occasione che approfondisce gli anni europei della sua carriera in un progetto che celebra la forza della fotografia

Alfred Eisenstaedt è uno dei più importanti fotografi di origine tedesca della rivista Life, autore della famosa immagine V-J Day in Times Square, l’iconico bacio il giorno della vittoria degli Stati Uniti sul Giappone, per la quale ha raccontato il mondo e la sua contemporaneità anche attraverso uno sguardo divertito e indagatore. Adottando quello stile che si incastra nella grande tradizione documentaria americana.

Nutrendosi a volte di visioni poetiche, che richiamano la pittura dell’Ottocento, come le bellissime foto in controluce che raffigurano le ballerine della scuola di American Ballet di George Balanchin, oppure ricorrendo a una briosa ironia, resa mediante scenari stranianti ispirati agli accostamenti dell’arte surrealista europea.  Come la foto che cattura l’elegante, severa, quasi indifferente, signora parigina seduta tranquillamente al tavolino di un bar mentre prende il tè insieme al suo ghepardo domestico al Bois de Boulogne Café alle porte di Parigi.

Alfred Eisenstaedt. Oltre il bacio 

Non c’è solo il bacio ad aver reso famoso Eisenstaedt. C’è lo scatto che fotografa il ministro della propaganda di Hitler, Joseph Goebbels nel giardino dell’Hotel Carlton durante una conferenza della Società delle Nazioni a Ginevra, nel settembre del 1933. Il suo sguardo è torvo, cattivo, inquietante, quando intuisce che lo sta riprendendo un ebreo. Nella foto, le mani ossute di Goebbels si aggrappano ai braccioli della sedia. La sua postura tesa trasmette un’ostilità quasi palpabile. Curvo, diffidente, lo si può paragonare a un piccolo essere in preda alla rabbia.

Sfogliando le pagine di un ipotetico album, Eisenstaedt afferra delicatamente lo sguardo dell’osservatore e lo guida verso il mondo reale/fantastico dell’infanzia. Un gruppo di bambini sta assistendo, al teatro delle marionette delle Tuileries, alla rappresentazione di “San Giorgio e il Drago”. Nell’istante in cui il drago viene ucciso. L’empatia che suscita la foto nasce dalla visione concitata delle tante emozioni che il fatto scatena nei visi dei bambini: pacata incredulità di chi sgrana gli occhi, bocche spalancate, eccitate, grida liberatorie per la felice conclusione dell’evento.

Il ritratto di Sophia Loren del 1961, sorridente, radiosa, dinamica, dalla pacata sensualità che sembra incarnare l’archetipo della bellezza mediterranea.

Alfred Eisenstaedt, Sophia Loren (1961; Roma) © Alfred Eisenstaedt /The LIFE Picture Collection / Shutterstock
Alfred Eisenstaedt, Sophia Loren (1961; Roma) © Alfred Eisenstaedt /The LIFE Picture Collection / Shutterstock
Alfred Eisenstaedt. Il Giappone

Nel 1945 Eisenstaedt attraversa il Giappone. Immortala un Paese devastato dalla guerra. E quella madre e il suo bambino che “si aggiravano vicino a un quartiere distrutto dove un tempo avevano vissuto. Tutto ciò che potevo fare, dopo aver scattato la foto, era inchinarmi molto profondamente davanti a lei”.

Alfred Eisenstaedt ha dato visibilità ad alcuni attimi nel loro accadere. Egli stesso affermava:  “Le cose accadono: a volte come previsto, più spesso in modo inaspettato. […] La vita si muove rapidamente e inaspettatamente; non aspetterà che tu ti distragga con il controllo della messa a fuoco o l’avanzamento della pellicola”.

Alfred Eisenstaedt. Il percorso della mostra 

Il percorso espositivo si snoda in quattro sezioni con l’apporto di ottanta foto. Privilegiando gli anni successivi al trasferimento negli Stati Uniti nel 1935, quando fu costretto a lasciare l’Europa per l’avanzare dell’antisemitismo. Durante oltre trent’anni di carriera, il fotografo realizzerà più di 2.500 reportage e 90 copertine, fornendo un apporto determinante alla costruzione dell’immaginario visivo del Novecento.

Il percorso della mostra si apre con Dagli esordi alla fuga, sezione che rimanda a un universo  in bilico tra eleganza e inquietudine, che alterna soggetti lirici a immagini sorprendenti come il cameriere sui pattini a Saint Moritz.

La sezione dedicata agli Stati Uniti racconta invece la società americana mediante immagini velate da ironia, dinamismo e attenzione ai dettagli della vita quotidiana, soffermandosi sull’energia e le contraddizioni dell’America del boom economico.

Con Equilibri instabili, la mostra mette in risalto i reportage realizzati nel Giappone post-atomico: fotografie intense che testimoniano le conseguenze della guerra e i lavori di ricostruzione, allargando ulteriormente la portata della ricerca di Eisenstaedt.

Chiude il percorso una selezione di ritratti dedicati a personalità della cultura e della politica del Novecento: J. Robert Oppenheimer, John F. Kennedy, Ernest Hemingway e Angela Lansbury, che restituiscono la capacità del fotografo di instaurare un rapporto diretto e immediato con i propri soggetti.

Alfred Eisenstaedt. La fotografia era nell’aria
A cura di Monica Poggi
Museo Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme (PD) – Museo Storico Navale di Venezia
Fino 20 settembre ad Abano Terme; fino al 22 novembre a Venezia