19 Settembre 2026 02:52

Possible Landscapes. Charlotte Colbert in mostra a Venezia

Charlotte Colbert, Possible Landscapes, Aman Venice, 2026 © Ugo Carmeni
Charlotte Colbert, Possible Landscapes, Aman Venice, 2026 © Ugo Carmeni
In occasione della Biennale Arte 2026 Palazzo Corner della Ca’ Granda e Aman Venice ospitano le sculture di Colbert

Il progetto artistico si sviluppa da una scultura monumentale presso Palazzo Corner della Ca’ Granda e si estende fino ai giardini storici di Aman Venice, dando vita a un “giardino espanso”, che si nasconde nel cuore segreto della città. Palazzo Papadopoli, dimora patrizia veneziana, oggi hotel di lusso a 5 stelle, è esempio unico di giardino privato a pochi passi dall’affaccio sul Canal Grande, qui le opere dialogano con l’architettura e la natura, dando voce al lato magico della città lagunare. Le sculture, sono lucenti, giocose, piene di simboli atavici che rispecchiano l’ispirazione creativa ed immaginifica di Charlotte Colbert, artista e regista anglo-francese.

Un’artista multi-mediale, come lei stessa si definisce, che si riconosce nelle suggestioni surrealiste, lavorando sulla percezione della realtà attraverso i sensi, dall’udito, al tatto, alla vista e sul potere trasformativo dell’immaginazione, come emerge dalle opere all’Aman Venice. In acciaio inossidabile lucidato, le quattro opere, installazioni site-specific, realizzate in occasione della nuova Biennale Arte sono: Where Angels Live, un albero monumentale che apre le braccia al mondo, all’ingresso del vialetto, adornato con forme votive color d’argento lucido, come milagros e amuleti, pipistrelli, che rievocano i molti viaggi dell’artista in Messico e nel cammino di Santiago de Compostela; Tree of Wishes, un albero dei desideri in metallo specchiante, con pendagli votivi, in dialogo con gli alberi reali presenti nel giardino; Supernatural Tendencies, il pozzo dei desideri che ha all’interno uno specchio riflettente nel quale lo spettatore può trovare accoglimento, desiderio e proiezione di sé in una natura sospesa; There is Light Somewhere, la lanterna scultorea con pendenti luminosi sospesi che si immergono in questo giardino incantato.

 

Charlotte Colbert, Possible Landscapes, Aman Venice, 2026 © Ugo Carmeni
Charlotte Colbert, Possible Landscapes, Aman Venice, 2026 © Ugo Carmeni

Infine, Eye Arch (Palazzo Corner Ca’ Granda) che si affaccia sul Canal Grande, opera posta nell’area del giardino prospiciente la balaustra, non accessibile ma visibile dalla sponda opposta del Canale, che costituisce il prolungamento del giardino, costruendo idealmente un percorso mistico, dalla natura all’acqua. I riferimenti sono a strumenti diversi di percezione profonda della realtà in un contesto costruito sui contrasti.

Le opere sono portali che lasciano accedere a mondi magici pieni di meraviglia e la Colbert è la sciamana che guida la transizione fra i due mondi: quello reale e quello sovraumano, fra poesia e immaginazione. Qualcuno l’ha descritta “la figlia dell’amore tra Salvador Dalì ed Emily Dickinson” e ciò racconta la sua formazione, le radici e il carattere artistico e poetico allo stesso tempo. Ricorda per l’uso dei materiali riflettenti e le forme apotropaiche, Niki de Saint Phalle e le sculture mostruose di divinità archetipe per esorcizzare le paure e anestetizzare il dolore.

Un’artista tenace, Charlotte, una eroina contemporanea che ama la filosofia, le arti visive, che ha fatto della propria vita un’esperienza d’arte, realizzata anche attraverso l’amore per il marito Philip Colbert, artista come lei, con il quale ha creato un fortissimo sodalizio culturale e artistico. La curatrice di questo ambizioso progetto è Yasmine Helou, figura di rilievo nel dialogo interculturale dell’arte, di origine italo-libanese, formazione fra Parigi, Venezia e Londra, oggi opera come docente e curatrice in giro per il mondo ma la sua base rimane Venezia.

 

Charlotte Colbert, Possible Landscapes, Aman Venice, 2026 © Ugo Carmeni
Charlotte Colbert, Possible Landscapes, Aman Venice, 2026 © Ugo Carmeni

Licinio Garavaglia, General Manager di Aman Venice, sostenitore del progetto, afferma che: «Aprire un luogo così ricco di storia a un intervento artistico di questa portata significa creare nuove connessioni tra ospitalità, cultura e la città stessa», «…un progetto che riflette pienamente il nostro impegno nel sostenere l’arte contemporanea e nel partecipare attivamente al panorama culturale veneziano durante la Biennale». Possible Landscapes presso il giardino di Aman Venice sarà visitabile anche dal pubblico dal 6 maggio fino al 30 novembre su prenotazione.

Aman Venice
Palazzo Papadopoli
Calle Tiepolo, 1364, Sestiere San Polo Venezia
[email protected]