
A Milano, nel luminoso spazio Messina (primo piano) di Fabbrica del Vapore, si trova “La Misura dell’UNO”, mostra collettiva del Movimento Arte Etica in occasione dei dieci anni di attività. L’esposizione presenta una carrellata di opere pittoriche, disegni, fotografie, video, lavori sonori, installazioni e sculture sospese tra impegno civile, ironia, provocazione e poesia, all’insegna di utopie e visioni condivise di un futuro migliore, in cui l’arte e la società procedono nel rispetto dell’ambiente e dei diritti universali.
Gli artisti – diversi per età, formazione, esperienze e linguaggi – intrecciano giocosamente narrazioni, corrispondenze e provocazioni concettuali tra etica ed estetica, in questa mostra interattiva costellata di opere differenti, da scoprire grazie alle didascalie e ai codici QR, necessari per conoscere non soltanto l’autore ma anche il significato di ciascuna soluzione formale creata in rapporto alla cultura, alla società e alla politica. La mostra è visitabile fino al 13 settembre 2026.
Gli artisti in mostra – Afran, Gino Alberti, Marco Bertin, Angelo Bonello, Carlo Bonfà, Julia Bornefeld, Francesco Carofiglio, Luigi Dellatorre, Massimo Donà, Gianfranco Gentile, Marco Gradi, Franco Mazzucchelli, Matteo Mezzadri, Jorge R. Pombo, Antonio Riello, Alberto Salvetti, Alessandro Zannier – procedono all’unisono in maniera autonoma secondo la loro articolata poetica, condividendo la responsabilità di problematiche comuni e la visione di un futuro più giusto.
La mostra, a cura di Sandro Orlandi Stagl, coprodotta con il Comune di Milano e organizzata da ARTantide Gallery di Verona, declina con opere realizzate in materiali diversi le emergenze del presente: crisi ambientale, energia, giustizia, identità, memoria. Artisti che grazie al proprio “fare” partecipano alla costruzione collettiva del significato dell’Arte, insieme etica ed estetica, nel rispetto della molteplicità e della libertà espressiva, tesi all’unità del messaggio.

Questa mostra ci interroga sul ruolo dell’arte nella società contemporanea, sull’equilibrio compromesso da problematiche complesse. Gli spettatori, muovendosi liberamente tra le opere esposte in terra, a muro o disposte su appositi pannelli, condividono l’esperienza diretta di un percorso sonoro ideato e scritto da Alessandra Pacilli, attraverso una trama poetica volta a suggerire connessioni, evocazioni e significati differenti di questa mostra aperta a riflessioni soggettive su tematiche collettive.
Percorrendo lo spazio Messina, incantano come le sirene di Ulisse cinque voci narranti, corrispondenti ad altrettante figure retoriche che suggeriscono metafore, allusioni, sublimazioni e narrazioni plurime e stranianti delle opere esposte, che non rispecchiano necessariamente il nostro sguardo sul mondo, ma propongono una lettura prismatica dell’arte contemporanea come azione di responsabilità, resilienza nella speranza di un mondo meno violento e più bello perché più giusto, in cui ciascuno di noi si assume il dovere di salvaguardare un meraviglioso Pianeta, dove tutti dovremmo stare meglio insieme.

Come scrive Maria Fratelli (Dirigente Unità Progetti Speciali e Fabbrica del Vapore) nel testo introduttivo della mostra, che produce dissonanze in maniera armonica: «L’arte qui proposta si fregia, a ragione, del termine “etica”, senza paura nell’assumere posizioni critiche, oggi quanto necessarie, e scegliere di operare in nome di un bene comune (…). Il manifesto del gruppo recita significativamente: L’Arte può; auspica infatti che possa crescere una nuova classe di artisti, una nuova corrente globale che abbia la forza di lasciare il segno e di gettare le basi per un mondo più attento ai bisogni emozionali, a un ambiente sano e a una comunicazione più positiva e costruttiva tra arte e società».
Un monito che prende forma già nel concetto di Scultura Sociale di Joseph Beuys (1921-1986), con forme, parole, azioni, opere capaci di attuare in maniera critica una nuova relazione tra uomo, ambiente e società, nella cultura della speranza come principio creativo e democratico, bella da immaginare.



