19 Settembre 2026 02:52

Le dimensioni dell’equilibrio. Gustavo Vélez a Pietrasanta

Gustavo Velez, Ritmica VII, 2022, bronzo, 276x195x165, Pontile di Marina di Pietrasanta, Ph Nicola Gnesi
Gustavo Velez, Ritmica VII, 2022, bronzo, 276x195x165, Pontile di Marina di Pietrasanta, Ph Nicola Gnesi
Fino al 20 settembre l’esposizione che abbraccia tutta la città di Pietrasanta, in un percorso unitario, dalla collina sino alla Marina

L’esposizione che abbraccia tutta la città di Pietrasanta, in un percorso unitario, dalla collina sino alla Marina, celebra il trentennale della carriera di Gustavo Vélez, scultore colombiano che questa città ama, ricambiato. Pietrasanta è, infatti, per Vélez, punto di riferimento, base del suo studio, per la produzione delle sue sculture in marmo e bronzo. L’artista dà un grandissimo riconoscimento alla tradizione artigiana locale della lavorazione del marmo, lui stesso predilige la scelta diretta del materiale direttamente dalla cava e del processo di fusione del bronzo.

La sua formazione artistica da giovanissimo, attraversa la Colombia, suo Paese natale e giunge in Toscana, prima a Firenze, dove apprende l’arte antica del disegno e scultura, poi a Pietrasanta nel 1996, dove approfondisce le tecniche di lavorazione del marmo. Dopo una prima fase figurativa, la sua cifra diventa il linguaggio geometrico, fatto di forme e scanalature che librano nello spazio. I materiali prediletti sono il marmo, il bronzo e l’acciaio (le opere in quest’ultimo caso sono lavorate nel suo studio colombiano). Le sculture sono una sintesi di equilibrio nella forma e nello spazio, sembrano leggere perché ricche di insenature attraverso le quali la luce si insinua accentuando l’effetto aerodinamico delle strutture.

Cubi, prismi, fluttuano nello spazio restituendo la leggerezza che Vélez intuisce nella materia, alla quale regala dinamismo e anima. Proprio l’equilibrio, che è il tema centrale della bella mostra nella città di elezione dell’artista, assume un significato oltre la materia creativa; si tratta di un equilibrio trovato in un territorio che è allo stesso tempo mare e montagna, contrasto fra l’orizzonte piatto dell’acqua che si oppone alla verticalità delle Alpi Apuane che si infrangono con la forza della pietra e soltanto la dolcezza del vento e della luce del sole mitigano.

 

Gustavo Velez. Le dimensioni dell'equilibrio. Foto Daniela Izzi
Gustavo Velez. Le dimensioni dell’equilibrio. Foto Daniela Izzi

La formazione sul disegno rinascimentale porta il cerchio e il quadrato per la creazione delle geometrie che si sviluppano nello spazio in mille variabili diverse ma per Vélez non si tratta solo di numeri e proporzioni, supera il limite della mera astrazione fisica per diventare materia viva, piena di energia e motore vitale che l’attraversa.

Secondo l’interpretazione della curatrice Francesca Sborgi, l’artista sa trovare, usando un linguaggio contemporaneo, una nuova identità dell’artigianato d’eccellenza, creando sculture che, sul confine fra peso e leggerezza, trovano le dimensioni dell’equilibrio, offrendo a tutti noi la percezione di libertà. Cuore dell’esposizione è Piazza Duomo, dove le sculture si confrontano con lo spazio pubblico e con l’architettura storica, giocando con nuove prospettive e punti di vista. Le opere sono realizzate in scala monumentale e sembrano fluttuare nello spazio, prive di peso, giocano con gli effetti della luce dei diversi momenti della giornata.

Le sculture possono essere movimentate dallo spettatore che, in questo modo e per volontà dell’artista, diviene egli stesso deus ex machina dell’opera e fautore di possibili nuove prospettive. Le opere cambiano a seconda della posizione e del punto di vista, ognuno è invitato a trovare la direzione, le diverse dimensioni dell’equilibrio.

Il percorso prosegue nel Complesso di Sant’Agostino, dove le opere dialogano con il silenzio e la memoria del luogo in una dimensione più raccolta e contemplativa. L’atmosfera diviene teatrale e l’allestimento regala delle quinte e scatole prospettiche attraverso le quali immergersi nei dettagli e perdersi negli effetti ottici che la lavorazione artigianale offre alla superficie dei materiali. Qui l’effetto cangiante dell’acciaio specchiato illumina il luogo sacro e lo rende scenico, come un cielo di stelle nella notte scura.

 

Gustavo Velez. Cara y Enves, 2024, marmo bianco di Carrara, 288x164x162,5 cm, Marina di Pietrasanta, Ph Nicola Gnesi
Gustavo Velez. Cara y Enves, 2024, marmo bianco di Carrara, 288x164x162,5 cm, Marina di Pietrasanta, Ph Nicola Gnesi

A Marina di Pietrasanta, le sculture si aprono al paesaggio, instaurando un rapporto diretto con la luce e l’orizzonte marino. “Celebrare trent’anni di vita artistica a Pietrasanta con questa esposizione significa riaffermare il mio impegno verso l’atto creativo ed esprimere la mia gratitudine a questa terra, che continua a essere lo spazio in cui il rigore della geometria si trasforma in una costante ricerca di libertà e poesia visiva”, spiega Vélez.

In Gustavo Vélez. Le dimensioni dell’equilibrio, si celebra il punto di partenza e costante riferimento dell’artista, le MAESTRANZE ARTIGIANE, il profondo rispetto, la sapienza nelle mani di artigiani che hanno insegnato come lavorare ed esaltare la materia. Per questo motivo, in una sezione intera nel Complesso di Sant’Agostino, è stato ricreato un laboratorio nel quale poter vedere gli strumenti del mestiere e tutte le fasi della lavorazione, dai calchi alle opere in marmo finite. Alcuni filmati raccontano il lavoro attraverso le parole delle maestranze locali, alle quali Vélez mostra tutta la sua riconoscenza e senza le quali la sua arte non avrebbe raggiunto la sua finale destinazione.

Gustavo Vélez non si sente erede di alcun maestro dell’arte però ha fatto propria, con il suo carattere umile e riservato, la lezione di Constantin Brancusi, il quale dichiarava che “ciò che è reale non è la forma esterna, ma l’essenza delle cose”, dunque, attraverso il marmo, il bronzo e l’acciaio è possibile rendere percepibili le energie invisibili che regolano il mondo.

Non per ultimo, il suo equilibrio vitale è Andrea, moglie adorata di Gustavo, non soltanto musa ispiratrice, parte dell’equilibrio di ogni giorno, collaboratrice, mente creativa, organizzatrice del lavoro e determinante nella scelta delle opere e dei cataloghi. Il loro connubio è ciò che rende unica la sua arte, la rigenera e la riempie di vitalità e creatività.

 

Gustavo Velez. Le dimensioni dell'equilibrio. Foto Daniela Izzi
Gustavo Velez. Le dimensioni dell’equilibrio. Foto Daniela Izzi

Questa mostra diffusa sarà l’occasione per una donazione dell’artista alla città, che sarà posta all’ingresso della piccola Atene toscana, come la definì il compianto Antonio Paolucci, come simbolo concreto dell’amore e della gratitudine per questo territorio e per la gente che lo abita.

Pietrasanta: Piazza Duomo, Piazza Carducci, Piazza Statuto, Complesso di Sant’Agostino
Marina di Pietrasanta: Piazza XXIV Maggio, Pontile.
www.museodeibozzetti.it