
Pioggia di record con l’asta dedicata alla collezione Lewis: 300 milioni di sterline, brillano anche Picasso e Monet
Nella sede londinese di Sotheby’s si è svolta una doppia asta che ha portato la serata al record di vendite, ben 393,4 milioni di sterline, mai raggiunto in una singola notte in Europa. La serata ha avuto come protagonista principale l’asta dedicata alla collezione del miliardario inglese Joe Lewis (già proprietario del Tottenham Hotspur Football Club) e di sua figlia Vivienne. Sessione che ha venduto tutti i lotti tranne uno, realizzando 296,3 milioni di sterline e posizionandosi come l’asta di maggior successo di una singola collezione mai effettuata a Londra. A seguire la tradizionale asta Modern & Contemporary che ha realizzato vendite per 97,1 milioni di sterline.
Ma andiamo con la cronaca, partendo dalla collezione Lewis che inizia con ‘Portrait de Paul Hugot’ di Gustave Caillebotte, opera messa in asta a 3 milioni di sterline, che dopo una lunga asta (la lunghezza delle contrattazioni ha contraddistinto praticamente tutte le opere in vendita così come le frequente – ed alte – offerte provenienti dal pubblico in sala) ha battuto martello a 8,5 milioni (10,3 col premio della casa d’aste) a fronte della stima di 4,5 milioni. L’opera su carta di René Magritte, “La Belle promenade” è andata letteralmente a ruba, messa in asta a 2,5 milioni per diversi minuti i rialzi sono stati continui con una battaglia di offerta tra la batteria telefonica ed una agguerrita signora presente in sala che alla fine si è aggiudicata l’opera a 13,5 milioni di sterline (16 con premio, record d’artista per le opere su carta) a fronte della stima massima di 4 milioni.
A seguire “Buste de femme” di Picasso, opera messa in vendita – per la prima volta in un’asta – a 10,5 milioni che ha battuto il martello a 20,3 (23,9 con premio) a fronte della stima di 18 milioni. “Lydia (Étude pour ‘Portrait au manteau bleu’)” di Henri Matisse doppia, a 3,75 milioni la stima prevista. Si passa alla scultura “Petite danseuse de quatorze ans” di Edgar Degas, che viene posta in asta a 15 milioni di sterline, battuta a 21 (25 con premio) al limite della stima più alta ed acquistata dallo stesso collezionista che pochi minuti prima si era aggiudicato l’opera di Picasso, con una spesa totale di quasi 50 milioni di sterline.
Sopra la stima viene venduta, a 3 milioni, anche l’opera “Head of a Peasant” di Kazimir Malevich, per poi lasciare la scena a “Danaë” di Egon Schiele la cui durata dell’asta ha quasi annoiato tutti. Posta in asta a 9,5 milioni è stata aggiudicata a 15 milioni (18 con premio) dentro la stima che era tra i 12 e i 18 milioni. Questa opera era quasi andata in asta da Sotheby’s a New York nel 2017 con una valutazione tra i 30 ed i 40 milioni di dollari, ma fu ritirata all’ultimo minuto perché non sembrava esserci interesse ad una valutazione così alta.
Dopo “Artisten” di Max Beckmann che doppia, a 6,2 milioni, la stima, si procede con “Sleeping by the Lion Carpet” di Lucian Freud, in asta a 17 milioni, aggiudicata a 25 (29,2 col premio) dentro la stima 25/35. Qui è necessario citare una nota di colore, una italiana – tra il pubblico – si lascia sfuggire l’esclamazione ‘l’hanno venduta a peso’. “Study for Portrait” di Francis Bacon viene venduta in sala a 4,3 milioni di sterline a fronte della stima di 4. Anche “Tête de femme” di Picasso doppia, a 6,2 milioni, la stima di 3, ed anche l’altra sua opera “Baigneuses, sirènes, femme nue et minotaure” viene aggiudicata (ad un collezionista asiatico) a 7 milioni, molto sopra la stima di 4,5.
Si arriva alla star della serata, “Nu assis au collier” di Amedo Modigliani, che apre l’asta a 38 milioni di sterline per batter martello (in Asia) a 41,5 milioni (48,2 con premio) record d’artista per le aste europee. A seguire “À Armenonville, en cabinet particulier” di Henri de Toulouse-Lautrec che resta, a 2 milioni di sterline, dentro la stima prevista, prima di lasciare la scena all’unica opera invenduta, “La Loge” di Edgar Degas cui 1,9 milioni di offerte non basta a coprire la stima di 3/4 milioni. È il momento di Klimt con l’opera “Bildnis Gertrud Loew (Gertha Felsőványi) (Portrait of Gertrud Loew (Gertha Felsőványi))”, presentata in asta a 15 milioni e battuta (ad un collezionista asiatico) a 31 milioni (36,2 con premio) a fronte della stima di 30. A seguire, per 2,35 milioni viene aggiudicata “Portrait du garçon en bleu” di Chaïm Soutine, poi “Woman in a Grey Sweater” di Lucian Freud con martello (ancora una volta “asiatico”) a 3,9 (4,9 con premio) dentro la stima.

“Two Studies for Self-Portrait” di Francis Bacon in asta da 6,7 milioni si ferma a 7,1 (8,7 con premio) sotto la stima 8/12. Altra opera di Picasso, “Angel Fernández de Soto” venduta in Asia a 3,75 milioni, quasi doppiando la stima. Si torna a Modigliani con “Homme à la pipe (Le Notaire de Nice)” messa in asta a 8 milioni, battuta a martello “asiatico” a 19,8 (23,3 con premio), a fronte della stima di 18 milioni. La “La Dame en noir” di Kees van Dongen rientra nella stima a 1,4 milioni, mentre “Stillleben mit Grammophon und Schwertlilien (Still Life with Gramophone and Irises)” di Max Beckmann viene venduta, in sala, a 5,9 milioni contro 4 di stima. Di nuovo Picasso con “Composition”, opera venduta a 3,4 milioni quasi al doppio della stima. Ultimo lotto, l’opera “Les Amoureux de Vence” di Marc Chagall, venduta – dentro i valori di stima – a 3,3 milioni.
Da registrare la dichiarazione rilasciata da Vivienne Lewis: “È stato emozionante vedere le opere che abbiamo amato e custodito attirare così tanto pubblico durante l’esposizione (12mila NdR). Non ero sicura di come mi sarei sentita a separarmene, ma – con mia stessa sorpresa – ancor prima che iniziasse l’asta, mi sono sentita serena al riguardo. Abbiamo sempre saputo (con il padre Ndr) di essere stati solo i custodi di queste opere e, in questo periodo, abbiamo cercato di fare del nostro meglio per loro, godendone noi stessi e assicurandoci che, ovunque possibile, potessero essere viste e apprezzate anche da altri. Quindi ora non sembra tanto un lasciarle andare, quanto piuttosto un mandarle nel mondo, verso nuove case dove potranno essere amate e apprezzate da capo. E sono particolarmente felice che abbiamo scelto di farlo a Londra – il luogo in cui è iniziato il nostro viaggio”.
Dopo una breve pausa si passa all’asta Modern & Contemporary dove il terzo e quarto lotto sono gli italiani Giacometti con “Buste d’homme (New York II)” e Fontana con “Concetto spaziale (giallo)”. La scultura di Giacometti viene aggiudicata a 1,3 milioni, dentro la stima 1,2/1,8 mentre l’opera di Fontana viene venduta, in sala, 1,1 milioni contro le 800 mila sterline di stima. È quindi il turno di “Untitled” di Mark Rothko che da 3 milioni di apertura batte martello a 7,4 (o con premio) contro i 6 milioni di stima.

La star di quest’asta è l’opera “Nymphéas” di Claude Monet che apre l’asta a 25 milioni e la chiude con martello a 35 (40,8 con premio) a fronte di una valutazione tra 30 e 40 milioni. “Nymphéas” diventa l’opera del periodo degli impressionista venduta, in Europa, al valore più alto degli ultimi dieci anni, ed è stata esposta nella leggendaria mostra alla Galerie Durand-Ruel nel 1909.
Subito dopo “Landscape with Grass” di Roy Lichtenstein tiene il valore minimo di stima a 2 milioni di sterline. Oltre la stima, a 3,6 milioni (4,5 con premio), in sala, viene venduta l’opera “Tote Stadt IV” di Egon Schiele, seguita da “Natura Morta” di Giorgio Morandi aggiudicata alla stima minima di 832 mila sterline. Si rende omaggio a David Hockney con “Two Chairs and a Wooden Spoon, July 1988” venduta a 2,16 milioni contro 1,8 di stima. Non raggiunge la stima minima di 3 milioni “Tête de femme” di Picasso che si vende a 2,4 milioni, mentre non bastano 5,8 milioni all’opera “Camille assise sur la plage à Trouville” di Monet la cui stima era tra i 7 ed i 10 milioni di sterline e quindi resta invenduta.
Nella stima, a 5 milioni, viene venduta l’opera “Fragment zu Improvisation II” di Wassily Kandinsky, all’asta per la prima volta dopo esser stata nella stessa collezione privata per oltre 40 anni. Doppiano le stima, a 3,14 milioni, “Head of a Soldier” di Mikhail Larionov, ed a 512 mila sterline “Le Vase bleu” di Balthus. L’iconica opera “Love Is In The Air (life size)” di Banksy – la più grande di questa serie – viene venduta a 6,4 milioni di sterline a fronte della stima di 5,5. Non poteva mancare l’omaggio a Marilyn Monroe nella celebrazione del centenario dalla nascita con una fotografia di Richard Avedon stimata tra 400 e 600 mila sterline ma rimasta invenduta. A proposito di fotografia, “Tokyo” di Andreas Gursky viene venduta a 281 mila sterline.



