19 Settembre 2026 02:53

Genealogia del contemporaneo. La Collezione Pieroni – Stiefelmeier

Opere dalla Collezione Pieroni – Stiefelmeier, 2026, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno (PI), Foto Gino Di Paolo, Courtesy Villa Pacchiani
Opere dalla Collezione Pieroni – Stiefelmeier, 2026, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno (PI), Foto Gino Di Paolo, Courtesy Villa Pacchiani
A Santa Croce sull’Arno Villa Pacchiani presenta alcune opere della raccolta di Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier

Un progetto espositivo che non è una semplice ricognizione collezionistica, ma un dispositivo critico capace di interrogare le traiettorie dell’arte contemporanea dagli anni Settanta fino ad oggi. Il percorso espositivo presenta alcune opere di artisti fra i maggiori dell’arte contemporanea, raccolti con passione e lungimiranza nel tempo da Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier attraverso la loro galleria, centro di produzione culturale e dialogo fra le arti.

La Galleria Pieroni nasce nel 1979 a Roma e diviene presto un punto di riferimento per la sperimentazione delle pratiche d’arte più radicali; l’esperienza continuerà poi con Zerynthia e infine con RAM (Radio Arte Mobile) e No Man’s Land Foundation a Loreto Aprutino, progetto condiviso con Yona Friedman, l’architetto delle utopie realizzabili. La visione sperimentale di Dora e Mario Pieroni, si sottrae alle forme di consueto collezionismo, inteso come raccolta di oggetti di una particolare categoria, ma è una pratica di relazioni fra artisti e linguaggi di sperimentazione.

 

 

Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier, Roma, 1984, con Moravia_ph. Enrica Scalfari
Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier, Roma, 1984, con Moravia_ph. Enrica Scalfari
Connessioni profonde

Questo spirito si riflette in un allestimento volutamente non cronologico e sistematico, fatto di relazioni e connessioni profonde, percettive, tautologiche e concettuali. Due figure dinamiche, che hanno accompagnato le loro acquisizioni d’arte con il dialogo con gli artisti e hanno considerato l’arte l’unico luogo dove passato e presente potessero incontrarsi ed essere sempre attuali, contemporanei, perché è l’arte stessa ad esserlo.

Le opere si pongono in dialogo fra loro e si interrogano attraverso un linguaggio proprio sul corpo, l’identità e lo spazio sociale. Artisti internazionali come Kounellis, Durham e Sol LeWitt si confrontano con una linea italiana della ridefinizione dell’arte e della sua funzione, rappresentata da figure come Giulio Paolini, Luigi Ontani e Remo Salvadori. Le pratiche di Vito Acconci e Jimmie Durham attivano una dimensione performativa e politica, richiamano l’arte nativa, le forme e i suoni rituali e totemici, in cui il corpo e il linguaggio diventano strumenti di negoziazione identitaria e critica istituzionale.

Opere dalla Collezione Pieroni – Stiefelmeier, 2026, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno (PI), Foto Gino Di Paolo, Courtesy Villa Pacchiani
Opere dalla Collezione Pieroni – Stiefelmeier, 2026, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno (PI), Foto Gino Di Paolo, Courtesy Villa Pacchiani
Respiro internazionale

Si raccontano gli stereotipi, i pregiudizi, i limiti perché possano essere riconsiderati, dunque si spiega l’uso di oggetti scartati, i rifiuti di una società consumistica, privilegiando però i materiali di origine naturale come la pietra, il legno o frutto di antichi processi di lavorazione come ceramiche e vetro. In mostra la Deposizione (2006) di Kounellis/Durham, uno spazio occupato da tavoli di diversa fattura ricoperti di piombo e vetri rotti, un tempo bicchieri.

Voce (1995) di Marco Bagnoli, una scala sospesa che dialoga con l’installazione rituale dell’artista Miroslaw Balka, delle scarpe consumate, una barra residuo di un qualche cantiere, How did I get here?I exclaimed (2010) di Joseph Kosuth, una scritta al neon che porta un concetto che vale più del senso estetico dell’oggetto. Merito al neo direttore del progetto Alessandro Cocchieri, antropologo culturale, critico e curatore, e all’Amministrazione comunale, che si spende per trovare un ruolo a questo spazio cittadino ritrovato e lo trasforma dandogli un respiro internazionale.

 

Sally e Remo Salvadori con Dora Stiefelmeier, Galleria Pieroni, Roma, giugno 1986, courtesy archivio Pieroni - Stiefelmeier
Sally e Remo Salvadori con Dora Stiefelmeier, Galleria Pieroni, Roma, giugno 1986, courtesy archivio Pieroni – Stiefelmeier

Per la prima volta, su un territorio di frontiera quale la provincia pisana, legato all’industria conciaria della pelle, si espone una collezione importantissima, con opere in mostra, molte delle quali esposte dopo anni, conservate nell’archivio della storica galleria (1975-1992), dei due galleristi-mecenate e acquisito poi dal Centro Archivi del MAXXI a Roma. Opere visibili, tangibili, che sono state ordinate e catalogate e finora destinate ad essere oggetto di ricerca e studio per un’élite di pochi fortunati. Dietro questo progetto espositivo c’è tutta la volontà, come ribadisce il direttore Cocchieri, di riportare la storia dell’arte contemporanea, il suo racconto sperimentale nella sua primaria destinazione, stimolare il pensiero critico, promuovere il cambiamento e riflettere le contraddizioni dell’epoca nella quale sono nate.

Risonanze e scarti

Ripercorrendo le sue parole: “Esporre questa raccolta significa allora attivare un dispositivo critico che opera per giustapposizioni, risonanze e scarti, restituendo alla pratica espositiva la sua dimensione propriamente teorica. La mostra non si limita a rendere visibile un patrimonio, ma costruisce un campo di esperienza in cui il sapere si produce come attraversamento. In questa prospettiva, Villa Pacchiani non è semplicemente il luogo dell’esposizione, ma diventa uno spazio di articolazione del pensiero, in cui la collezione si riattiva come pratica viva, capace di interrogare il presente attraverso le forme del suo passato recente”.
Nella torrida estate che riflette una società consumata, inaridita, questa mostra è il rimedio, il regalo che ognuno di noi può farsi, abbandonandosi all’esplorazione di suoni e materia, in un luogo che fa incontrare la storia dei suoi affreschi consunti con le geometrie e i materiali dinamici delle opere esposte.

 

Jannis Kounellis e Jimmie Durham, Deposizione, 2006 ph.Marco Fedele di Catrano
Jannis Kounellis e Jimmie Durham, Deposizione, 2006 ph.Marco Fedele di Catrano

Opere dalla Collezione Pieroni – Stiefelmeier
Uno sguardo sulla genealogia del contemporaneo
Fino al 27 settembre 2026
Centro espositivo Villa Pacchiani
Via Francesca Sud, 67 – Santa Croce sull’Arno (PI)
www.comune.santacroce.pi.it