
Il tempo diventa circolare nei paesaggi di Graziella da Gioz. Un paesaggio che riaffiora nei versi di Luciano Cecchinel
Marco Goldin ha presentato la mostra di Graziella da Gioz: Come acqua e luce. Dialogo tra pittura, incisione e poesia. Patrocinata dal Comune nella Galleria della Valle di Revine. Una lunga collaborazione quella che lega l’importante critico d’arte all’artista bellunese. Individuando in lei una delle voci più poetiche del panorama artistico veneto contemporaneo fin dalla mostra a Palazzo Sarcinelli nel 1992. E a proposito del paesaggio che tallona i lavori della da Gioz ed è assorbito nelle poesie di Luciano Cecchinel ai cui versi l’artista si è ispirata, Goldin ha sostenuto nella sua prolusione che Un paesaggio non è mai solo, un paesaggio che non è mai dipinto come una sorta di unicità, una sorta di assoluto, ma un paesaggio che si nutre continuamente delle vicende di coloro che in quel paesaggio hanno vissuto, che in quel paesaggio hanno abitato o stanno vivendo e stanno abitando. Questo tipo di paesaggio, questo tipo di natura, è qualcosa che ha dentro di sé la caratteristica che fa diventare il tempo che noi viviamo, che è un tempo che ha un inizio e che ha una fine, di far diventare questo tempo lineare, farlo diventare un tempo circolare, invece. Un tempo così descritto e raccontato nella parola e nell’immagine diventa un tempo sacro… Una modalità di scrivere, da una parte, e di dipingere o di disegnare o di rendere nelle sue bellissime incisioni, questo luogo bellissimo, è qualcosa che ha a che fare con l’unicità dell’uomo, con la “U” maiuscola.
L’incipit
La rassegna ha il suo incipit nelle 4 incisioni dedicate alla raccolta di poesie di Luciano Cecchinel, “In silenzioso affiorare”: un canto d’amore familiare insanguinato dal dramma crudele di una figlia che muore. Alcune di queste poesie sono state inserite con relative incisioni nel libro d’artista che porta lo stesso titolo, a cura dell’Associazione Nazionale Incisori Contemporanei, presente in mostra. Non è un caso se l’arte della Da Gioz incrocia la poesia di Luciano Cecchinel, là dove l’autore ritorna al lago di Revine per reimmergersi nei momenti trascorsi con la figlia. Una voce che appartiene profondamente a questo territorio, ai suoi paesaggi, alle sue acque.

Il paesaggio
La mostra articolata in 25 opere, alcune delle quali dedicate al lago di Revine, dislocate fra la stanza delle opere a olio e quella dove sono esposte 7 incisioni e 10 pastelli. Anche se i suoi paesaggi sembrano avere un preciso riscontro naturalistico, fiumi, alberi, tramonti, pietre della memoria, nubi, cieli, non sono ossessionati dall’ “utopia dell’esattezza”. Sono contenuti emotivi, liricamente predisposti che prendono le distanze dalla mimesis. Anche se sembrano dettati dagli ambienti esistenziali comunque percepibili. E che hanno portato la Da Gioz a scoprire la sua dimensione “attraverso la visione del paesaggio, mediato dalla poesia”. Quella di Cecchinel in questo caso:
Come all’azzurro di un lago
si giunge quello del cielo
solo essere
l’aria, l’acqua di ieri:
il vento, le onde un sempre prima.

Prati alberi stagioni fiumi diventano soggetti preminenti. La natura raffigurata può assumere tonalità oniriche ma la sua interpretazione non sovrasta mai l’oggetto della rappresentazione. Come nel pastello “Di sera lungo il lago”, con quell’alternarsi di cromie rosate e violacee. Dove l’artista privilegia l’estetica del frammento. Estrapolando, dal reale percepito, una particella che diventa metafora del tutto. Del paesaggio fragile che sembra lievitare nelle nubi inquietanti che volteggiano sul lago.
Come acqua e luce. Dialogo tra pittura, incisione e poesia.
Fino al 30 agosto 2026
Galleria della Valle – Revine Lago



