
La seconda mostra di rhinoceros gallery in collaborazione con A Gentil Carioca: “Água mole em pedra dura”, la prima personale in Italia di Rodrigo Torres
Água mole em pedra dura (Acqua dolce su pietra dura) è il secondo appuntamento di rhinoceros gallery in dialogo con la galleria brasiliana A Gentil Carioca, successivo alla mostra di Miguel Afa. Una nuova modalità per rhinoceros di sviluppare i progetti espositivi: ospitare gli artisti in modo che Roma entri a far parte delle loro opere, attraverso una residenza artistica e il lavoro direttamente in città. Così nascono i lavori di Rodrigo Torres per questa mostra: un nuovo ciclo nutrito dal confronto con Roma e la sua materia. L’artista brasiliano ha lavorato tra c.r.e.t.a. rome, spazio dedicato alla ceramica, e rhinoceros, dove ha completato i lavori per “Água mole em pedra dura”.

Rodrigo Torres e Roma: una decadenza controllata
Il progetto nasce dai disegni su taccuino, di cui in mostra possiamo vedere alcune versioni in grande formato: la pietra e gli elementi vegetali delle foglie e del tronco fanno parte di uno stesso oggetto-soggetto scultoreo. Qui già emerge il fil rouge del progetto di mostra: una ricerca sulla trasformazione della materia nel tempo in cui convivono l’elemento naturale, deperibile, e quello della pietra, più durevole. Torres ha colto quella tensione costante della città nel resistere al deterioramento attraverso una decadenza controllata e a tratti poetica che è una delle caratteristiche del volto di Roma. E così, in Água mole em pedra dura, le sculture sono simbolo della fragilità della materia al cospetto del tempo ma anche testimoni di un passato incancellabile. Lo vediamo nel capitello di stile corinzio stilizzato con un sasso di pietra sopra, Opulência e brutalidade, o nel collage simulato di Palazzo strappato. A Roma, in particolare alle edicole, guarda anche l’opera A revelação.

Água mole em pedra dura a rhinoceros gallery
Invece, i vasi di Paraíso grotesco, Spoglia, Dafne e Da terra ao céu si rivolgono alla tradizione dell’affresco e al mito. Sembrano oggetti finiti in pezzi e riassemblati, con tanto di scotch che Torres riproduce in ceramica, con mano leggera. Il colore è steso direttamente sulla superficie che sembra imitare il cartone ondulato: una scelta stilistica che interroga sull’uso spropositato degli involucri che avvolgono ogni acquisto recapitato a casa. E se da una parte l’artista si confronta con la società del consumo e riflette sul cartone e sul suo uso, da materiale povero a materiale artistico che la ceramica riproduce, dall’altra è impossibile non notare il suo legame con la natura. Rodrigo Torres è originario di Tijuca, un quartiere di Rio de Janeiro dove c’è la foresta pluviale urbana più grande del mondo. L’artista ha raccontato come, prima della mostra, avesse visto in sogno un ambiente verde, con vegetazione e acqua, una piccola cascata: quella che vediamo nel disegno sul muro dietro l’opera Por um fio d’água, una piccola fontana. La stessa immagine che Torres avrebbe ritrovato, durante il suo periodo a Roma, visitando la Villa Gregoriana di Tivoli.
Rodrigo Torres, arrivato da Tijuca con la foresta nei pensieri, ha ritrovato a Tivoli la stessa acqua sognata a Rio. Un caso, una memoria involontaria o una vera premonizione. Água mole em pedra dura non è tanto la durezza della pietra che resiste, quanto l’acqua dolce che, pur cedendo, trova sempre la sua strada — e il modo di tornare.




