19 Settembre 2026 02:53

La creazione della memoria. Fortunato Depero al Museo Bagatti Valsecchi

Depero Space to Space. La creazione della memoria, Museo Bagatti Valsecchi foto Elena Datrino
Depero Space to Space. La creazione della memoria, Museo Bagatti Valsecchi foto Elena Datrino
Fino al 2 agosto a Milano la mostra che racconta in maniera originale la vita, la sperimentazione, il gusto estetico di Depero

La mostra celebra le origini trentine dell’artista Fortunato Depero raccontando in maniera originale la sua vita, la sperimentazione, il gusto estetico, la considerazione del tempo e dello spazio e la passione per le arti applicate. In un parallelismo originale, la sua esperienza viene associata ai fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi che vivono in un’epoca e contesti differenti ma che sono, come Depero, protagonisti e interpreti originalissimi del loro tempo, cavalcando e anticipando usi e costumi avanguardisti. L’allestimento tiene conto della conformazione della casa-museo in stile tardo-rinascimentale, che è l’interpretazione colta della Milano del Cinquecento. Creando un dispositivo di relazione, in cui le opere entrano in dialogo con le stanze e lo spazio stesso diventa parte attiva del racconto espositivo.

Una casa abitata fino agli anni Settanta dai proprietari che incarna il gusto della monarchia sabauda per una rievocazione del tardo Rinascimento dove non mancano elementi di novità come il riscaldamento, l’acqua corrente e la luce elettrica. Allo stesso modo, Fortunato Depero, compie la stessa operazione a Rovereto, presso quella che è oggi la Casa d’Arte Futurista Depero, un antico edificio ridisegnato, con opere, arredi e soluzioni decorative, pensato come un museo moderno, con una vocazione specifica e nel quale le opere degli anni Cinquanta vengono inserite in un contesto arcaico con un gusto originale e unico. Nell’idea dei curatori le due case diventano l’una specchio dell’altra.

 

Depero Space to Space. La creazione della memoria, Museo Bagatti Valsecchi foto Elena Datrino
Depero Space to Space. La creazione della memoria, Museo Bagatti Valsecchi foto Elena Datrino
Il corpus delle opere

Oltre quaranta opere che vanno dagli anni Trenta agli anni Cinquanta, provenienti dalla Casa D’Arte Futurista Depero e dal Mart, si inseriscono in maniera armoniosa e completano il racconto delle opere storiche in un flusso narrativo coerente e prezioso. Curata da Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico, Depero Space to Space. La creazione della memoria mostra tutto l’estro e la versatilità dell’artista e il suo interesse per le arti applicate (partecipa alla Mostra delle arti applicate di Monza del 1923 e del 1927 e nel 1925 all’Internazionale di Parigi), oltre che l’amore per la città di Milano, città dinamica e futuribile, fucina di incontri e sperimentazione creativa.

Ad attenderci all’ingresso, Il maggiordomo, l’opera che accoglie, in uno spirito ironico e giocoso, il visitatore nella casa; una figura che appartiene al passato, alla nobiltà e ai canoni del Feudalesimo, tutto ciò che il Futurismo detesta e che si propone di abbattere e contrastare, una dichiarazione d’intenti quindi, che disorienta e diverte. È dunque lo stesso Depero che introduce, in veste inedita, in un viaggio metaforico e spirituale: la biblioteca, le sale affrescate, gli ambienti privati e gli spazi di servizio, alternando momenti di equilibrio e di sorpresa.

 

Depero Space to Space. La creazione della memoria, Museo Bagatti Valsecchi foto Elena Datrino
Depero Space to Space. La creazione della memoria, Museo Bagatti Valsecchi foto Elena Datrino

Alcune opere dialogano per assonanza cromatica e formale con gli ambienti storici, sonorizzati da Gaetano Cappa, dell’Istituto Barlumen. Amplificando il percorso sensoriale e producendo meraviglia fino a far proiettare se stessi nello spazio che accoglie la propria esperienza diretta, senza filtri. Il fiore di cardamomo essiccato sulle sedute storiche, oltre a impedire ai visitatori di appoggiarsi, richiama il tessuto in velluto color bordeaux e oro con disegni ornamentali della tappezzeria alle pareti. Tutto è inverosimilmente curato e studiato, ogni angolo, ogni scorcio prospettico, il personale sempre attento, gentile, competente nelle indicazioni. Si respira un’aria domestica nel senso che si viene accolti e subito ci si sente a proprio agio anche se consapevoli di vivere un’esperienza di privilegio, in uno scrigno pieno di ricche gioie fra i meglio curati e amati di Milano.

Nella sala della stufa valtellinese, Danza del Vento (1952) dal Mart di Rovereto. Dove l’artista racconta la sua ricerca sul movimento e sul dinamismo plastico applicato alle forze della natura. La quinta scenica creata dalle tende chiuse delle finestre e dal tavolo che si erge innanzi come un altare sacrificale, portano un’aurea tutta laica al quadro e alla forza del vento che descrive; le geometrie sono nette e taglienti, i colori vivaci su solide campiture: tutto l’insieme è grafico e ricorda un cartellone pubblicitario alla maniera dei Futuristi.

 

Depero Space to Space. La creazione della memoria, Museo Bagatti Valsecchi foto Elena Datrino
Depero Space to Space. La creazione della memoria, Museo Bagatti Valsecchi foto Elena Datrino

Il percorso si conclude nella Sala Mostre, un tempo sala guardaroba, dove è stato ricreato uno spazio vivo: il ViBi Bar (Vino Birra Bar). Ispirato al locale nato a Bolzano da Servilio Cavazzani come un ambiente che invita alla sosta e alla relazione sociale e conviviale. Depero vi realizza un ciclo di sette pannelli da inserire in una boiserie lignea. L’arte deve far incontrare e stimolare i sensi. Allora si trova la musica allegra da osteria e per la vista, le raffinate tarsie in panno realizzate nel 1937.

Serata futurista

Il museo mette in scena e rievoca, attraverso l’idea del ViBi Bar Depero. L’aperitivo futurista al Museo Bagatti Valsecchi, cinque serate dallo spirito futurista, da febbraio a luglio. Che trasformano Casa Bagatti Valsecchi in un elegante bar, tra luci soffuse, musica jazz dal vivo e atmosfera d’altri tempi. A ciò si aggiunge una visita alla mostra, guidata dal direttore e curatore Antonio D’amico, con un ricco aperitivo offerto da Altemasi Trentodoc con le sue bollicine, un partner storico del Museo, a cui si aggiunge il sidro e le birre di Melchiori, lo storico ristorante e bar Lacerba con le sue polibibite futuriste, il Sangue Amaro (bitter milanese, Sangue Morlacco, Amaro Formidabile, soluzione citrica) le conserve ortofrutticole Casa Marrazzo e realtà trentine selezionate dall’Azienda per il Turismo Val di Non, in omaggio alle origini trentine dell’artista e allo spirito creativo e conviviale futurista.

 

Depero Space to Space. La creazione della memoria, Museo Bagatti Valsecchi foto Elena Datrino
Depero Space to Space. La creazione della memoria, Museo Bagatti Valsecchi foto Elena Datrino

Tutto ha inizio con il pubblico coinvolto da un trio jazz scelto da Radio Classica. Che propone un repertorio di classici del jazz e song più movimentate in stile New Orleans, che accoglie e guida sin dall’androne d’ingresso. La musica stimola e racconta in un’esperienza totalizzante, fra il gioco e la conoscenza, portando lo spettatore in un tempo altro. La compagnia si lascia guidare fra i racconti e le note musicali attraverso le sale, fino al Salone d’Onore. Dove può iniziare il lauto banchetto e, con la bella stagione, affacciarsi sulla terrazza che si staglia nel cortile interno dello splendido palazzo.

Per tutto il 2026 continua la terza edizione di Tea Talks. Conversazioni d’arte a Casa Bagatti Valsecchi, dieci appuntamenti all’ora del tè, che prendono avvio dalla figura di Fortunato Depero e si svolgeranno fino a dicembre.

Depero Space to Space. La creazione della memoria
Fino al 2 agosto 2026
Museo Bagatti Valsecchi
Via Gesù, 5 20121 Milano
www.museobagattivalsecchi.org