
Un evento dedicato al verde nel cuore dell’Engadina: la prima edizione tra gallerie d’arte, artigianato e vivaisti
Per quattro giorni, i giardini del Grand Hotel des Bains Kempinski di St. Moritz hanno ospitato la prima edizione del St. Moritz Flower Show, un progetto che ha scelto di superare i confini della tradizionale mostra florovivaistica per costruire un dialogo tra botanica, arte contemporanea, design e artigianato. Promosso da Der Pavilion, nuova piattaforma culturale ideata da Giorgio Pace sul territorio engadinese, l’evento ha proposto una riflessione sul paesaggio alpino come spazio culturale, capace di mettere in relazione il sapere botanico con le pratiche contemporanee. In una località dove la natura è da sempre parte integrante dell’immaginario estetico, il fiore è diventato un dispositivo curatoriale. Non semplice elemento decorativo, ma punto di partenza per raccontare mondi diversi, all’interno di una splendida cornice arricchita dalle tende bespoke realizzate da Guido Toschi Marazzani Visconti. I visitatori hanno attraversato un percorso in cui vivaisti specializzati, paesaggisti, artigiani e gallerie hanno condiviso lo stesso spazio espositivo, superando le tradizionali divisioni disciplinari.
Tra gli aspetti più interessanti della manifestazione vi è stata proprio la presenza delle gallerie d’arte (The Spaceless Gallery con Marianne Eriksen Scott-Hansen e Hugh Findletar, The Stable con Yves Scherer e Stalla Madulain con Ester Vonplon), chiamate a confrontarsi con un contesto aperto, lontano dal white cube e immerso nel paesaggio dell’Engadina. Le opere, anziché imporsi sulla natura, hanno instaurato con essa un rapporto di continuità, invitando il pubblico a una fruizione più lenta e contemplativa. La montagna non ha fatto da semplice sfondo, ma è diventata parte attiva della narrazione espositiva, suggerendo nuove modalità di osservazione e nuove relazioni tra artificio e mondo vegetale. Le opere hanno dialogato con le installazioni botaniche, con le essenze alpine e con l’architettura storica dell’hotel, costruendo un percorso in cui ogni elemento contribuiva a una lettura complessiva del luogo.

Accanto all’arte, il programma ha valorizzato anche il patrimonio botanico e il sapere locale. Vivaisti provenienti dall’Engadina hanno presentato specie rare e varietà alpine, mentre incontri dedicati al garden design e all’architettura del paesaggio hanno approfondito il tema della progettazione degli spazi verdi come pratica culturale oltre che ambientale. Workshop, conversazioni e momenti esperienziali, come i i talk con Rosanna Foresti Nicoletti e gli architetti Marco Bay insieme a Martino de Tommasi, hanno arricchito il calendario, confermando la volontà di rivolgersi non solo agli appassionati di giardinaggio ma anche a un pubblico interessato ai linguaggi del progetto e della cultura contemporanea. Tanti espositori anche dal’Italia, che hanno partecipato con il proprio know-how in termini di coltivazione del verde, materie prime e design.
Più che una mostra di fiori, il St. Moritz Flower Show, che è stato realizzato in partnership con EFG Private Bank e il comune di St. Moritz, si è presentato come un laboratorio aperto, dove arte, botanica e paesaggio hanno trovato un linguaggio comune, restituendo al visitatore un’esperienza che va oltre l’evento e invita a osservare la natura con uno sguardo nuovo.



