19 Settembre 2026 13:41

Il nuovo “tariffone” di Trump: arte e antiquariato esentati dai dazi

Donald Trump

La nuova stretta commerciale dell’amministrazione americana colpisce 80 paesi con dazi dal 10 al 50%, ma opere d’arte, collezionismo e oggetti d’antiquariato restano fuori. Il Canada paga lo scotto più pesante

Il nuovo regime tariffario dell’amministrazione Trump, entrato in vigore pochi giorni fa, ha esentato dalle importazioni di dazi l’arte, gli oggetti d’antiquariato, le monete e i collezionabili. La decisione, annunciata dall’ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, ha sollevato il settore che temeva un rincaro dei costi per l’approvvigionamento e la vendita internazionale di opere.

La Confédération Internationale des Négociants en Œuvres d’Art (Cinoa), l’associazione internazionale che riunisce i mercanti d’arte e antiquari, ha accolto con favore l’esenzione in una nota, sottolineando che la decisione “riflette probabilmente i commenti presentati durante la consultazione da Cinoa, dalla British Antique Dealers Association, dall’International Association of Professional Numismatists e da altre associazioni di categoria“.

Dazi su 80 paesi, ma l’arte resta fuori

Il piano tariffario dell’amministrazione Trump prevede dazi del 10% o del 12,5% sulle importazioni da 80 paesi, individuati sulla base del Trade Act del 1974. La legge consente al presidente di imporre sanzioni contro quei paesi che adottano pratiche commerciali “ingiustificabili”, “irragionevoli” o “discriminatorie”, compreso l’uso di lavoro forzato o la sovrapproduzione di beni che danneggiano l’industria statunitense. Tra i 16 paesi sotto inchiesta – che insieme rappresentano il 70% delle importazioni statunitensi – figurano Cina, India, Giappone, Messico, Svizzera, Corea del Sud, Taiwan, Thailandia, Vietnam e Unione Europea. Non tutti i settori, però, sono stati risparmiati. Il 20 luglio, Trump ha annunciato dazi del 50% su tutte le importazioni dal Canada, in risposta al presunto “trattamento discriminatorio dei prodotti americani” da parte di Ottawa. Questi dazi – a differenza di quelli generali – colpiscono anche l’arte contemporanea e storica, gli oggetti d’antiquariato, le antichità, i francobolli e le monete. Lo scorso anno, dazi del 25% su Canada e Messico avevano già spinto alcuni galleristi canadesi a rinunciare a partecipare a fiere statunitensi o a esporre opere di artisti americani in Canada.

Il nuovo regime tariffario rischia comunque di finire davanti alla Corte Suprema, che già a febbraio aveva bocciato le precedenti tariffe imposte da Trump sulla base dell’International Emergency Economic Powers Act del 1977, giudicandole incostituzionali perché il potere di tassare e fissare i dazi spetta al Congresso, non al presidente. La nuova strategia dell’amministrazione si basa sul Trade Act del 1974, una legge che potrebbe reggere meglio al vaglio della Corte. Ma il tempo stringe e l’incertezza resta.