
L’ondata di caldo record in Francia ha bruciato le fioriture di Giverny, il celebre giardino che ispirò le ninfee del pittore. E i giardinieri corrono ai ripari con irrigazioni notturne e nuove piante più resistenti, immaginando un giardino che muta con il proprio tempo…
Le ondate di caldo record che hanno colpito la Francia quest’estate, causando incendi e un aumento della mortalità, hanno messo a dura prova anche uno dei luoghi più amati del paese: i giardini di Claude Monet a Giverny, in Normandia. “È molto triste. È la prima volta che succede in questa misura. È terribile”, ha dichiarato Rémi Lecoutre, vice capo giardiniere del museo, a France 24. “
Lecoutre ha mostrato ai giornalisti le piante di nasturzio, completamente bruciate dal caldo, e ha spiegato le misure adottate per salvare ciò che resta: raggruppare le piante più vulnerabili e irrigare di notte, quando le temperature scendono. L’uso di un sistema sotterraneo e di micro-irrigatori ha permesso di contrastare lo stress idrico.
Il team sta anche valutando di introdurre piante più resistenti al caldo e di anticipare le fioriture, ma la sfida è bilanciare l’adattamento climatico con l’estetica storica del giardino. “Poiché è un giardino storico, è meglio che queste piante rispondano ai criteri estetici e siano il più vicine possibile a quelle conosciute da Monet“, ha affermato Lecoutre. Tuttavia, i giardinieri non hanno paura di prendersi delle libertà: “In fondo, non siamo un giardino museo, ma uno spazio che si evolve con il suo tempo“.
Monet stesso amava la diversità delle piante e creava composizioni con fioriture di breve durata, in grandi quantità. “Questo è il valore aggiunto del giardino di Giverny: molte piante con un ciclo breve, ma in gran numero“, ha spiegato il giardiniere. E fortunatamente, le celebri ninfee, amate dal pittore, non temono il caldo e stanno prosperando.
Quest’anno, inoltre, ricorre il centenario della morte di Monet, celebrato con mostre autunnali: al Musée de l’Orangerie di Parigi, “Monet: Painting Time” dal 30 settembre, e al Musée Marmottan Monet, “Stories of Landscapes: From Monet to Hockney (1893 to 2026)” dal 24 settembre.



