
Non c’è pace per i musei di Francia: arriva un’inchiesta del governo francese accusa Pierre-Olivier Costa, Presidente del MuCEM di Marsiglia, di “comportamenti inappropriati” e di aver messo a rischio l’istituzione. E mentre la procura amplia le indagini, quasi 80 dipendenti avevano già denunciato il clima “tossico”
Un rapporto del governo francese ha scosso il Musée des civilisations de l’Europe et de la Méditerranée (MuCEM) di Marsiglia, progetto dell’architetto Rudy Ricciotti, accusando il presidente (sospeso) Pierre-Olivier Costa di molestie sessuali e morali, violazione delle norme sugli appalti pubblici e di aver messo a rischio l’unico museo nazionale della città. La notizia, riportata da Le Monde, ha rivelato che la procura di Marsiglia ha ampliato un’indagine penale già in corso sul manager, che è stato anche ex capo di gabinetto della first lady Brigitte Macron e in precedenza consigliere del presidente Emmanuel Macron.
Il rapporto, condotto dall’ispettorato generale degli affari culturali (IGAC), ha individuato “numerose violazioni degli obblighi etici da parte della direzione – il presidente e il direttore generale – tra cui commenti di natura sessuale, sessista o degradante, comportamenti inappropriati del presidente, intrusioni nella vita privata, sospetti di favoritismo nelle assunzioni e nelle politiche salariali, e slealtà verso il Ministero della Cultura“. Oltre a denunciare un clima di “disagio“, gli ispettori hanno concluso che “è l’istituzione stessa ad essere ora a rischio“.
Costa e il direttore generale Véronique Haché sono stati sospesi per quattro mesi alla fine di giugno, dopo la consegna del rapporto IGAC, che era rimasto riservato, anche se già nel 2024 una protesta del personale aveva consegnato lettera aperta firmata da 79 dipendenti che denunciavano un ambiente di lavoro tossico, con “pressioni e minacce crescenti“. Secondo il rapporto, oltre a un ex dipendente che ha presentato una denuncia formale per molestie sessuali e morali contro Costa, gli ispettori hanno scoperto un secondo caso analogo durante le indagini. Il primo ex dipendente ha dichiarato che Costa gli ha ripetutamente fatto proposte esplicite la sera dell’8 agosto 2025; altri colleghi hanno confermato di aver assistito a “comportamenti inappropriati“. Il secondo ex dipendente ha raccontato: “Mi ha fatto proposte sessuali, come sesso orale, è successo mille volte… Lo allontanavo scherzando“.
Costa ha negato tutte le accuse e ad aprile aveva dichiarato a Le Monde di avere “piena fiducia” nell’indagine giudiziaria e di volere trasparenza. Oltre alle molestie, il rapporto accusa Costa di aver violato le norme sulla concorrenza, concedendo diversi appalti a privati e aziende a costi gonfiati e superando i limiti di bilancio in almeno due occasioni, tra cui contratti con la società di consulenza Tyrex Conseil e la Ludoparc per la costruzione di un parco giochi per bambini, in totale conflitto di interessi.
Il rapporto descrive infine “un presidente considerato intoccabile quanto incompetente, e una cerchia ristretta altrettanto poco competente e inadempiente nel suo ruolo di salvaguardia“. Gli ispettori hanno raccomandato l’avvio di procedure disciplinari sia contro Costa che contro la direttrice generale Haché.



