
Heavy Matter. Anatomia del denaro è la personale dell’artista curata da Alex Urso presso FIUTO Art Space
Che cosa resta del denaro quando perde il suo valore? È da questa domanda che prende avvio la ricerca di Piotr Hanzelewicz, artista concettuale interessato alle trasformazioni fisiche e simboliche della moneta. Ed è questo il focus della mostra Heavy Matter. Anatomia del denaro, personale dell’artista curata da Alex Urso presso FIUTO Art Space di Ripatransone. Presentata fino al 13 settembre in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma, la mostra indaga dunque il rapporto tra denaro, valore e materia attraverso una serie di opere inedite e fortemente evocative.

Da oggetto concreto – metallo, carta – il denaro è diventato progressivamente sempre più immateriale, fino a trasformarsi oggi in numeri, transazioni digitali e impulsi elettronici. Il suo potere, tuttavia, è rimasto intatto. Al centro della mostra ci sono proprio queste trasformazioni. Nella serie delle “ossidazioni”, le monete da un centesimo vengono sottoposte all’azione di acqua, sale, aceto e tempo. Il processo chimico ne corrode lentamente la superficie, trasferendo il metallo sulla carta o sulla tela. La moneta perde così la propria funzione economica e diventa traccia, memoria, immagine.

Monete e banconote nel lavoro di Hanzelewicz non hanno un valore intrinseco: valgono perché una collettività ha scelto di riconoscere loro un determinato significato. L’artista interviene proprio su questa convenzione, sottraendo il denaro alla sua funzione originaria e mostrando quanto sia fragile il confine tra valore economico e valore simbolico.

La mostra si estende inoltre alla Banca di Credito Cooperativo di Ripatransone e alla Casa della Salute, due luoghi apparentemente distanti ma che diventano parte integrante della riflessione sui concetti di ricchezza, benessere e valore. In questo percorso, il denaro sembra compiere un viaggio dal valore al “nulla” e, proprio nel momento in cui perde la propria funzione economica, acquisisce un nuovo significato. La banconota torna a essere carta, la moneta si trasforma in ossidazione, ma entrambe diventano opere d’arte.



