
A Brescia un’esposizione ibrida, che vive nell’intersezione fra arte contemporanea e moda, riservando uno sguardo attento ai giovani artisti dell’oggi
La Città di Brescia prosegue i festeggiamenti per il Bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata, già avviati con le mostre promosse da Fondazione Brescia Musei. La festa della Vittoria si protrae, fino al 6 settembre, nello spazio espositivo di MO.CA – Centro per le Nuove Culture. Per l’occasione, Silvia Casagrande, storica della moda ed ideatrice del progetto, ha curato insieme a Ilaria Bignotti e Camilla Remondina SHAPING MEMORIES. Arte e Moda Oltre la Vittoria. Un’esposizione ibrida, che vive nell’intersezione fra arte contemporanea e moda, riservando uno sguardo attento ai giovani artisti dell’oggi.
Shaping Memories non celebra la Vittoria Alata nella sola simbologia, ma anche nel suo aspetto formale ed in particolare nell’abito, il chitone, il cui drappeggio rimanda alla materia, alla maestria artigiana che l’ha plasmato, e per noi, oggi, alle pieghe della memoria delle quali esso è custode. L’esposizione supera i limiti disciplinari per unire artisti contemporanei, emergenti e storicizzati, e fashion designer. Non importa dunque il medium, ma la processualità che lo interessa, ciò che assorbe dal savoir faire di chi lo crea. Cosa trattiene la materia da tramandare ai posteri?

Abiti scultorei di Issey Miyake dialogano con Intersuperfici di Paolo Scheggi ed un colossale lavoro a parete di Ann Iren Buan, mentre un candido ed etereo abito di John Galliano è affiancato ad una fotografia di Vanessa Beecroft. Assonanze cromatiche e contrasti superficiali sono suggestivi stimoli percettivi, impulsi alla riflessione sul mare magnum della Materia.
Dare forma alla memoria
In conclusione del percorso, la sezione Vittoria 200 – Forever Young, frutto di una open call rivolta a giovani artisti, invitati ad interpretare secondo il proprio linguaggio i messaggi di cui la Vittoria Alata è foriera. Di grande interesse le opere di Emma De Devitiis Lovrich e Fabio Lombardi: la prima sovverte la forza dirompente della divinità, mostrandone un lato fragile, umano; la seconda, invece, si fa scoprire solo se si osa guardarla, se si ha il coraggio di affrontare la violenza in cui essa nasce.

Shaping Memories non è solo dare forma alla memoria, è anche fare memoria di una forma. Ogni artista – e stilista – modella la materia ed in essa infonde i propri ricordi, la propria identità. Allo stesso modo, la materia conserva e preserva la forma – cioè si prende cura – di quei valori, di quella cultura. Per questo motivo la Vittoria Alata rimane ancora oggi sinonimo d’identità e dialogo, vestigia di una civiltà lontana e misteriosa, potente simbolo rinnovato nel presente.




