
In occasione della trentesima edizione del Festivaletteratura, Mantova ospita la mostra dedicata al celebre duo londinese
La città di Mantova, in maniera lungimirante, ospita dall’autunno scorso presso Palazzo della Ragione, alcuni dei capolavori della Sonnabend Collection di New York. In occasione della trentesima edizione del Festivaletteratura, si è inaugurata la mostra dedicata al duo londinese Gilbert & George. Il rapporto tra Gilbert & George e Ileana Sonnabend è stato uno dei sodalizi professionali più intensi della storia dell’arte contemporanea.
Il loro legame ha inizio nel 1971, quando Ileana Sonnabend scelse proprio il duo londinese per inaugurare la sua nuova prestigiosa sede a New York, al 420 di West Broadway a SoHo. Per l’apertura della galleria newyorkese Gilbert & George presentarono la celebre performance-scultura vivente The Singing Sculpture. Vestiti nei loro impeccabili abiti sartoriali a tre bottoni, con mani e volti dipinti di bronzo e oro, cantavano e si muovevano meccanicamente con gesti robotici e stilizzati sulle note di una canzone degli anni ’30, Underneath the Arches di Flanagan and Allen, che risuonava da un grammofono. La canzone originale narra la vita e la malinconia di due senzatetto che dormono sotto le arcate dei ponti ferroviari di Londra.

Gilbert & George, che all’epoca vivevano nella zona molto degradata di Spitalfields, circondati da ostelli popolari e persone in grave difficoltà economica e sociale, scelsero la traccia per dare voce a chi era invisibile. Il duo ha sempre sostenuto il motto ‘Art for All’ (Arte per tutti). Cantare un motivetto popolare del varietà, invece di usare musica colta, era un modo per abbattere le barriere elitarie dell’arte contemporanea, parlando direttamente alla vita reale. La loro performance si trasformò in una liturgia solenne, un’ode alla resilienza umana e alla solitudine urbana.
Realtà metropolitana
Le pareti della galleria non erano vuote, ma coperte da ventitré monumentali disegni a carboncino su carta intitolati The General Jungle. Queste opere mostravano la coppia immersa nei parchi di Londra, accompagnate da scritte malinconiche e poetiche sulla vita, la natura e l’arte. La combinazione della scultura vivente e dei disegni giganti ridefinì completamente il concetto di scultura e portò il duo all’attenzione del pubblico e della critica globale. Da quel settembre la galleria di Ileana Sonnabend divenne uno degli spazi più iconici del mondo dell’arte contemporanea, che avrebbe ridefinito l’intera avanguardia artistica americana e il rapporto con l’arte europea.

Il legame espositivo di Gilbert & George con la galleria della celebre mercante d’arte comprende diversi progetti di rilievo internazionale, fino alla celebre mostra del 2012 (un paio di anni prima della scomparsa di Ileana) intitolata London Pictures. Questo intervento rappresenta uno dei progetti più monumentali del duo. L’esposizione di New York era in contemporanea in altre importanti gallerie mondiali (come la White Cube di Londra), presentando oltre 300 opere. La mostra ha celebrato una profonda riflessione sulla realtà metropolitana contemporanea attraverso il caratteristico linguaggio visivo del duo.
Cinquant’anni di sodalizio
All’interno della collaborazione tra la Fondazione Sonnabend e Palazzo della Ragione a Mantova, oltre all’esposizione delle opere della collezione, è stato allestito uno spazio che periodicamente viene rinnovato con dei focus specifici. Uno dei più importanti è dedicato proprio ai lavori storici di Gilbert & George, a testimonianza di un sodalizio mai interrotto. Un’opera totale e condivisa, che come ricorda il curatore Mario Codognato, andò ben oltre il semplice contratto commerciale. Ilena Sonnabend (insieme ad Antonio Homem) condivise con Gilbert & George una visione in cui la vita e il corpo degli artisti coincidevano perfettamente con l’opera d’arte.

La mostra di Mantova propone una selezione mirata di otto installazioni monumentali ed emblematiche di Gilbert & George, molte delle quali esposte per la prima volta in Italia. Il percorso copre cinquant’anni di sodalizio, partendo dai disegni storici a carboncino di The Bar II (considerato il prototipo della loro ricerca esistenziale) fino alle imponenti opere con interventi fotografici a griglia geometrica degli ultimi anni, toccando temi viscerali come il sesso, la politica, la religione, la natura e l’identità urbana.



