
In occasione dell’asta Design Properties, in programma a Milano il 24 settembre, Cambi avvia una collaborazione con il brand Yali, nell’ambito della presentazione della collezione primavera/estate 2027
201 lotti compongono il catalogo di Design Properties, vendita di Cambi Casa d’Aste dedicata al design del XX e del XXI secolo. In programma il 24 settembre a Milano, presso la sede di Cambi in Via Sam Marco 22, Design Properties metterà all’incanto una selezione di arredi, illuminazione e oggetti firmati dalle più importanti firme del design italiano e internazionale.
Tra tutti, segnaliamo la scrivania di Gio Ponti del 1950 circa (lotto 58), realizzata da Cesare Cavalleroni su disegno originale per una committenza privata, con struttura e piano in legno e dettagli in ottone. Stima 15.000-20.000 euro.
Il lotto 2 è una seduta del 1930 a firma di Giuseppe Pagano Pogatschnig e Gino Levi Montalcini, realizzata per le Cartiere Giacomo Bosso, con struttura in legno ebanizzato e buxus e rivestimento in tessuto. Documentata nel giugno 1930 sulle pagine di Domus e nel volume Gli ambienti della nuova architettura del 1935, ha una stima di 10.000-15.000 euro.

Due poltrone mod. Auditorium. Stima 6.000-8.000 euro. Cambi Casa d’Aste
Segnaliamo inoltre due poltrone modello Auditorium di Carlo Mollino (lotto 51), disegnate nel 1952 per gli arredi della platea dell’Auditorium RAI di Torino. Realizzate con struttura in metallo dorato e ottone e rivestimento in velluto, hanno una stima di 6.000-8.000 euro.
Terminiamo la nostra rassegna con il vaso in marmo di Afra e Tobia Scarpa prodotto da Skipper nel 1968 (lotto 181), stimato 2.000-3.000 euro, e con la lampada da tavolo Medusa di Olaf von Bohr per Valenti, anch’essa del 1968 (lotto 191), con stima di 1.500-2.000 euro.
A questo link è possibile visionare il catalogo completo dell’asta Design Properties.

La collaborazione tra Cambi Casa d’Aste e Yali per la Milano Fashion Week
In occasione della Milano Fashion Week, Design Properties si apre inoltre a un dialogo con la moda attraverso la collaborazione tra Cambi Casa d’Aste e Yali per la presentazione della collezione Spring Summer 2027, Collector’s House.
Il progetto nasce da una riflessione condivisa sulla figura del collezionista e sul rapporto personale che si instaura con gli oggetti. Opere, arredi, libri e abiti attraversano il tempo, cambiano contesto e proprietario, accumulando memorie e continuando a generare nuovi racconti. Una visione che avvicina naturalmente l’universo di Yali a quello di Cambi, dove provenienza e storia costituiscono parte integrante dell’identità di ogni oggetto.
La collaborazione prende forma attraverso una selezione di opere e arredi provenienti dal catalogo di Design Properties, che entrano nell’universo di Collector’s House. A curare l’allestimento è Joy Herro: le composizioni del set design, apparentemente spontanee e quasi accidentali, sono attentamente calibrate affinché ogni oggetto possa mantenere la propria individualità e, allo stesso tempo, entrare in relazione con gli altri. Anche il vuoto diventa parte dell’allestimento, permettendo ai visitatori di muoversi intorno agli oggetti e osservarli da vicino. Ne emerge uno spazio che riflette la logica intima del collezionismo: ogni oggetto possiede una storia e una personalità, ma è attraverso le relazioni con ciò che lo circonda che il racconto continua a trasformarsi.

“Ogni oggetto che entra in una casa d’aste porta con sé una storia, ma è solo quando incontra uno sguardo nuovo che quella storia continua. Ecco perché il nostro dialogo con Yali è risultato così naturale: condividiamo la convinzione che il valore non risieda solo nella conservazione del passato, ma nella sua capacità di generare nuovi significati. Collector’s House esprime esattamente questo: una dimora in cui arte, memoria e contemporaneità coesistono, trasformando il collezionismo da un atto di possesso a un modo di creare nuove storie”, dichiara Matteo Cambi, Presidente di Cambi Casa d’Aste.
“Il mio interesse per il passato non è mai ricrearlo. È capire cosa conserva ancora una forza oggi: un gesto sartoriale, un materiale, un’idea di cura. Con Collector’s House, grazie al dialogo con Cambi, una filosofia che è sempre stata parte di Yali emerge finalmente in modo completo: un abito non deve appartenere a una stagione. Deve entrare nella vita di una persona, accumulare memoria e diventare parte della sua storia”, sottolinea Pia Zanardi, Fondatrice e Direttrice Creativa di Yali.



