20 Settembre 2026 09:24

Documenta 16: le prime defezioni degli artisti pro-Gaza

Naomi Beckwith

Naomi Beckwith, curatrice della prossima edizione di Documenta, ha dichiarato che alcuni artisti hanno già rifiutato di partecipare alla mostra a causa della posizione della Germania sulla guerra di Israele a Gaza

Se tanto ci dà tanto, anche la prossima Documenta Kassel che si terrà il prossimo 2027 potrà essere “animata” come la Biennale di Venezia di quest’anno: dopo le controversie che hanno segnato l’ultima edizione, nel 2022, la mostra ha affrontato dure critiche, con molti che hanno sostenuto che le accuse di antisemitismo mosse da esponenti politici fossero nate dal tentativo di reprimere l’arte filo-palestinese.

Polemiche che stanno avendo ripercussioni anche su Documenta 16, il cui intero comitato di selezione curatoriale si è dimesso in blocco nel 2023. Beckwith, vicedirettrice e capo curatrice del Guggenheim Museum, è stata scelta come organizzatrice di Documenta 16 nel 2024, che in un’ampia intervista al quotidiano tedesco Die Zeit, ha parlato a lungo della costruzione della sua Documenta, senza rivelarne il tema.

Ma ha anticipato che ci sono stati alcuni artisti che hanno rifiutato il suo invito a partecipare. Alla domanda sul perché, ha risposto: «Alcuni hanno l’impressione di non essere liberi in Germania di mostrare ciò che vogliono mostrare. Altri criticano la posizione che la Germania ha assunto sulla guerra di Gaza. Ma molto più importante della mia posizione personale è la questione di come possiamo superare questo modo divisivo di pensare. Come possiamo far ripartire il dialogo? Capisco la necessità di solidarietà e sostegno, ma con posizioni irrigidite non si va da nessuna parte».

Beckwith ha anche parlato direttamente di un’opera controversa di Documenta 15, realizzata dal collettivo indonesiano Taring Padi, che aveva esposto un grande murale con un agente del Mossad rappresentato come caricatura antisemita. Il murale, una delle opere più visibili di quell’edizione, è stato coperto prima di essere rimosso del tutto: «Sono sicura che una cosa del genere non accadrà più. Abbiamo imparato molto da allora. Taring Padi non ha capito l’importanza di proteggere la comunità ebraica in questo Paese. E i curatori di ruangrupa, la cui apertura ammiro molto, forse non erano preparati».

Documenta ha da allora adottato misure che, secondo quanto dichiarato, dovrebbero prevenire simili controversie, tra cui l’introduzione di un nuovo linguaggio sull’antisemitismo nel proprio codice di condotta. In modo controverso, la spiegazione dell’antisemitismo fornita da Documenta si basa sulla definizione dell’International Holocaust Remembrance Alliance, che considera la critica a Israele una forma di pregiudizio. Die Zeit ha fatto notare che Beckwith non ha mai firmato quel codice di condotta, ma secondo la curatrice nulla le è stato chiesto. Delle due, l’una.