28 Settembre 2026 10:09

Operazione Artemide: sequestrati 2 mila reperti antichi

Traffico illecito di reperti archeologici trafugati in vari siti, in particolare da Campania, Puglia e Sicilia. Centoquarantadue indagati, duemila reperti sequestrati, perquisizioni in 22 province che hanno visto impegnati 450 militari: sono questi i numeri dell’operazione Artemide condotta dal Comando tutela patrimonio artistico dei carabinieri e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli.

Sequestrati 2 mila reperti
Sequestrati 2 mila reperti

Tombaroli e acquirenti, appassionati d’arte antica senza scrupoli sono i principali soggetti coinvolti nell’inchiesta. Persone che non esitano a rivolgersi al mercato illegale per tenere in casa oggetti che dovrebbero essere esposti nei musei. E così reperti come ceramiche, oggetti metallici, monete italiche, frammenti architettonici, per un totale di 2 mila pezzi provenienti dalle aree di Pompei e dintorni, dal Vesuviano, Alto Casertano, Paestum, il Foggiano e dalla zona orientale della Sicilia, sono stati sequestrati in abitazioni private.

Tra i furti, quello che ha avviato l’indagine è stata la scomparsa di una porzione dell’affresco della Casa di Nettuno a Pompei.

Per gli investigatori si tratta di “un’operazione senza precedenti per numero di obiettivi e forze impiegate”.

Nei mesi scorsi, nell’ambito della stessa inchiesta, erano stati recuperati 874 reperti archeologici e arrestati tre indagati in collaborazione col Gruppo Patrimonio Historico della Guardia Civil. Tra gli oggetti sequestrati anche metal detector e utensili per la ricerca e lo scavo.